The Killer | David Fincher sbaglia colpo come il suo sicario?

di Nina D'Amato
4 Min.

David Fincher ci accompagna, ancora una volta, nella psiche di un killer. Reduce da grandi pellicole sullo stesso filone quali Zodiac e Seven, questa volta il cineasta offre un ritratto crudo della vita di un sicario, ma sembra sbagliare colpo come il suo protagonista. The Killer di David Fincher è stato presentato in concorso alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia ed è disponibile su Netflix dal 3 settembre 2023.

 Il sipario si apre su una lunga introduzione – retta da una sorprendente e ipnotica sceneggiatura – che ci presenta il personaggio principale. La voce narrante – talvolta eccessiva – ci offre un Killer privo di zone d’ombra, ci permette di conoscere a fondo i pensieri e le riflessioni dietro ogni gesto. Come “uno, nessuno e centomila” di lui non conosciamo una sola identità, ma diverse. 

The killer di David Fincher: tutta teoria, ma la pratica?

La pellicola inizia con un’analisi del personaggio, dedito alla solitudine, mediante un monologo in cui il killer porta all’attenzione dello spettatore il rapporto con il suo lavoro e l’indifferenza emotiva legata ad esso. Il tutto ci viene mostrato con ritmati stacchi di inquadrature che mostrano il processo di stasi che precede l’atto stesso. Un film che va oltre il semplice raccontare una storia.

Fincher ci offre uno scorcio sulla causa-effetto di un colpo finito male, ci fornisce a suo modo un manuale d’istruzione sul mestiere del sicario.

Dopo un fatidico errore, un assassino dal sangue freddo affronta i suoi mandanti, e se stesso, in una missione di vendetta internazionale che sostiene non sia affatto personale.

Trama The Killer

Tratto dalla graphic novel “Le Tuer” e presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2023 la trama di The Killer racchiude in due ore una tecnica pulita e funzionale. Un montaggio esente da sbavature che crea continui rilanci narrativi. Il punto forte risiede nella lavorazione del tempo, il processo che precede e sussegue il premere del grilletto. L’attesa viene valorizzata da uno script incalzante che accompagna lo spettatore nelle vicende, senza scorciatoie, evidenziando il pensiero e il modus operandi di un uomo che rinnega il mondo contemporaneo, ritenuto frivolo e laborioso, ma che preferisce le azioni e uno stile molto più minimalista. Il killer è un uomo che preferisce restare in attesa del momento, immobile, al pari di un mondo che brucia le tappe e si muove di fretta. 

The killer è solo di una buona visione.

Il cineasta mette in campo tutta la sua eredità registica elaborando il film in micro-serie di eventi. Analizza la mente di un criminale come se fosse un flusso di coscienza – con la voce narrante che riempie ogni silenzio – mostrando, infine, il distacco con il mondo esterno e dalla violenza fisica che il protagonista compie. Fincher quasi delude go suoi fan con un film ridondante e rettò solo da una buona tecnica. Per tutto il tempo The Killers mantiene alta la tensione e priva lo spettatore di ogni immaginazione, fornendogli un quadro elaborato e dettagliato delle vicende, al termine delle quali si resta inerti, arricchiti solo di una buona visione.

Di Carola Antonucci.


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