Termoli Comics: quando i social “fanno anche cose buone”

Un editoriale di Eduardo Serafino

di Eduardo Serafino
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

Il Termoli Comics costituisce, al di là del successo per la città e per gli organizzatori, un importante spunto di riflessione sulla condizione dei Content Creator.

I Social secondo i Media Tradizionali

La capacità dei social di “mobilitare le masse” è ormai cosa nota.

D’altronde sono anni che le piattaforme di condivisione sono al centro di elaboratissime campagne pubblicitarie e di marketing con budget da capogiro. Il tutto è studiato proprio per raggiungere i milioni di utenti che, solo in Italia, ogni giorno si collegano ad Instagram, YouTube o TikTok. Noi stessi, come Nxwss, facciamo dei social il nostro principale tramite per diffondere l’informazione.

Ciononostante, una costante rimane: lo scetticismo, soprattutto da parte dei più “tradizionalisti” verso l’utilità sociale di chi con i Social ci lavora. Si parla di centinaia se non migliaia di Content Creator che ogni giorno foraggiano letteralmente queste piattaforme con i contenuti che attirano pubblico, e catalizzano l’attenzione, in un modo o nell’altro.

Termoli Comics

Da quando l’opinione pubblica ha iniziato a capire che il Content Creator può essere una professione (intorno al 2014, personalmente ricordo quel periodo per l’ascesa dei Mates e di Favij) si è perso il conto dei dibattiti in merito:

“Ma questi ragazzi, esattamente, cosa fanno?”
“I giovani passano le giornate a guardare un ragazzo che gioca a i videogiochi?”
“Cosa ci trovate di interessante proprio non capisco”

Sono le frasi che mi sono sentito rivolgere più spesso in quanto fruitore di questi contenuti per gran parte della mia (breve) vita. Per non parlare poi dei giudizi espressi verso le persone, oltre che verso la professione.
“eh ma gli influencer sono tutti falliti e ignoranti che se ne approfittano di voi per campare”

Tutto ciò non viene percepito, ancora a distanza di 10 anni,  come qualcosa di serio, di impegnativo, che può portare un beneficio concreto alla società. Emblema ne è l’apparente rifiuto da parte di governi di entrambi gli schieramenti politici di regolarizzare fiscalmente la figura stessa del content creator. Si girano dall’altra parte, e fanno spallucce di fronte agli immensi problemi che ciò può causare.
(ma di questo ne parleremo più avanti con un’inchiesta dedicata).

Il Termoli Comics and Games

In questo contesto si inseriscono Mario Palladino e Nicola Palmieri, due YouTuber che hanno fatto la storia del social in Italia sotto il nome di Quei Due Sul Server (e che, personalmente, considero parte integrante della mia infanzia, essendo cresciuto con il loro Gameplay o parodie del calibro di Giuoco Terapia). Questi ragazzi tentano l’inimmaginabile: portare una realtà, quella delle fiere dei fumetti, prima esclusiva delle grandi città in una cittadina di 30mila abitanti sulle coste del Molise.

Termoli Comics
Mario Palladino e Nicola Palmieri

Nasce così il Termoli Comics, la prima fiera del fumetto mai tenuta in territorio Molisano. Come dichiarato dallo stesso Nicola Palmieri su Termoli Online, tuttavia, all’inizio il supporto ha lasciato un po’ a desiderare.

A gennaio, quando siamo andati a chiedere gli sponsor c’era una bella idea e nulla di più, e sono stati pochi a dirci: “Siamo con Voi!”.

D’altronde, come mai avrebbe potuto avere successo un’evento a tema Fumetti, Anime e Videogiochi in una città con un’età media di 46 anni?

Inutile dire che l’iniziativa si è rivelata un successo mastodontico. Vuoi per i quasi 10.000 partecipanti durante il primo giorno di fiera, vuoi per il fatto che Termoli è andata totalmente Sold Out grazie all’afflusso di persone, con benefici più che evidenti per un’economia basata in larga parte sul Turismo.

Io stesso avrei tanto voluto partecipare ma, come i miei colleghi universitari potranno confermare, la sessione estiva è una brutta bestia.

Forse i social a qualcosa servono

Ma il Termoli Comics, al di là del successo commerciale, è la dimostrazione inoppugnabile di quanto di buono c’è nella professione del Content Creator. L’immenso potere concesso a questi ragazzi può essere utilizzato per il bene di tutti, anche di quelle persone che per prime puntano il dito.

Per quanto chi ha una mentalità chiusa possa provare a dimostrare l’inutilità di questo nuovo mondo nessuno potrebbe, seriamente e con cognizione di causa, affermare che il Termoli Comics non sia stato una vera e propria manna dal cielo per la città. Ma soprattutto che sarebbe mai stato possibile senza questi due ragazzi che, oltre ad una voglia di fare e di mettersi in gioco davvero invidiabile, hanno dimostrato un sincero e profondo amore per la propria terra.

È in giorni come questi, con l’opinione pubblica che imbraccia torce e forconi contro tutta la categoria degli YouTuber concentrandosi più sugli aspetti negativi, serve più che mai ricordare quanto di positivo queste piattaforme e i talenti che le popolano possano portare nelle nostre vite.

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