Terapie di conversione gay: fenomeno diffuso ma non illegale

di Alessia Giurintano
3 Min.

Sebbene l’OMS nel 1990 abbia rimosso l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali, sono registrate diffuse terapie di conversione, volte a cambiare, appunto, l’orientamento sessuale.

Inefficaci e dannose, si insinuano nell’intimità dei soggetti, non senza violenza.

Alcuni paesi europei a maggioranza cattolica, come Francia Germania e Spagna, le hanno vietate ma debellare il fenomeno sembra piuttosto complesso.

Nel caso italiano, è assente una definizione giuridica per questo, e tale mancanza si riversa sulla possibilità di contenere la diffusione delle pratiche.

Ci sono casi in cui gli incontri sono gestiti direttamente da psicoterapeuti in possesso di abilitazione. Svolte individualmente o in gruppo, queste terapie sono soggette al vincolo di segretezza (anche se non sempre).

Terapie di conversione gay

Terapie di conversione gay: sono illegali in Italia?

Sebbene le terapie di conversione gay non abbiano una definizione giuridica in Italia, restano vietate dall’Ordine degli psicologi.

Come si spiega allora, questa assenza? C’è chi parla di un problema strutturale, e chi trova la ragione nella forte influenza della religione cattolica.

Nessuna punizione, in Italia, per chi mette in pratica queste terapie. Tuttavia, non poche sono state le denunce sia da parte di uomini, che di donne. La BBC negli ultimi anni ha raccolto delle testimonianze.

Omosessualità: malattia da curare con pratiche pseudo scientifiche

Si devono a Joseph Nicolosi (1947-2017), psicologo clinico, psichiatra e psicoterapeuta, le prime terapie di conversione.

Attraverso un percorso, costituito da pratiche variegate (dall’esorcismo all‘ipnosi, fino a forme di umiliazione e manipolazione); volte a cambiare l’orientamento sessuale e, – di fatto -, a guarire.

Pressioni, condizionamenti, vessazioni, violenze: queste pratiche sono guidate tanto da parroci quanto da psicologi.

Fu il senatore Lo Giudice, circa otto anni fa, a portare questo fenomeno sul banco delle proposte di legge, per vietarle.

Propose due anni di reclusione e una sanzione pecuniaria fino a 50 mila euro. Non ebbe il successo e l’attenzione che il senatore sperava di ottenere.

In queste pratiche, la manipolazione del corpo e della mente è centrale.

Corpo malato, colpito da un morbo da estirpare. Ma anche mente, fragile e malleabile, piegata da un’idea “pulsione innaturale“.


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