Spagna, scoppiano disordini dopo l’accordo tra socialisti e indipendentisti

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 7 Min.

Le proteste per l’accordo tra PSOE e indipendentisti catalani e un attentato al fondatore di Vox scuotono la Spagna

Giovedì 9, il Partito socialista spagnolo (PSOE), guidato da Pedro Sánchez, e il partito indipendentista catalano, Junts per Catalunya, guidato da Carles Puigdemont, hanno raggiunto un’intesa per formare un nuovo governo.

Tale intesa risulta fondamentale alla luce dei risultati delle elezioni di luglio 2023, in cui il Partito socialista si era classificato secondo, dietro al Partito Popolare, il quale però non aveva ottenuto i numeri per governare.

Il PSOE di Sánchez, alleato della coalizione di sinistra Sumar e di altri partiti minori, ha dunque bisogno dell’appoggio di Junts e del Partito Nazionalista Basco (con la quale si lavora per un’intesa) per raggiungere la maggioranza assoluta al Parlamento. Il termine ultimo per stipulare accordi è il 27 novembre: se Sánchez non dovesse essere in grado di formare un nuovo governo entro questa data, verrebbero indette nuove elezioni per gennaio 2024.

Contemporaneamente, si è verificato un attentato ad Alejo Vidal-Quadras, ex membro del Partito Popolare e fondatore di Vox. Colpito al volto da un colpo di proiettile giovedì pomeriggio a Madrid, è ora in condizioni stabili. Si indaga sugli attentatori con l’Iran sullo sfondo.

Il contenuto dell’accordo

Spagna. Trovato l'accordo con i separatisti, si apre la strada al secondo mandato di Sánchez – EURACTIV Italia
A sinistra Pedro Sánchez, leader del PSOE e a destra Carles Puigdemont, leader di Junts

Il cuore dell’accordo è l’impegno da parte dei socialisti a promuovere una legge di amnistia che cancelli i processi a carico dei leader catalani e annulli le condanne già emesse, tra cui quella a Puigdemont.

Quest’ultimo, infatti, si trova in Belgio e non può rientrare in Spagna a causa del mandato d’arresto a suo carico del 2017. In quell’anno infatti, a seguito del referendum sull’indipendenza, e in qualità di Presidente della Generalitat de Catalunya, dichiarò l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna e venne denunciato per ribellione, sedizione e appropriazione indebita di denaro.

Come spiegato da Santos Cerdán, segretario d’organizzazione dei socialisti, l’amnistia farà riferimento «a tutti i fatti legati, direttamente o indirettamente, al processo secessionista», e considererà il periodo 2012-2023.

L’accordo prevede inoltre il «voto favorevole» dei 7 deputati del partito secessionisti all’investitura di Pedro Sánchez come primo ministro e la garanzia di «stabilità della legislatura». Quest’ultimo punto sarà però soggetto a ulteriori negoziati tra le due parti, in particolare sul «superamento di deficit e limiti dell’autogoverno» e il «riconoscimento nazionale della Catalogna».

Le proteste del Partito Popolare e di Vox in Spagna

Spain's Socialists will grant amnesty to Catalan separatists in return for support of new government | The Hill

Il Partito Popolare, tramite il suo leader Alberto Nunez Feijòo, ha duramente criticato l’accordo basato sull’amnistia, definendolo «un golpe, un attentato all’unità del Paese, la fine dello stato di diritto». Secondo Feijòo, il PSOE avrebbe di fatto «sotterrato la sua natura costituzionale» concedendo l’amnistia agli indipendentisti.

«La democrazia spagnola ha superato nel corso degli anni tanti problemi, ma il golpismo nel passato sfidava i primi ministri, quello di oggi invece viene dal primo ministro – ha aggiunto Feijòo -. Noi non ci arrenderemo».

Dure critiche anche dal partito di estrema destra Vox, il cui leader, Santiago Abascal, ha invitato la popolazione a mobilitarsi: «Con l’intesa di Bruxelles si è messo in marcia il golpe contro la democrazia e la legge: ora bisogna mobilitarsi in modo totale e permanente in parlamento e nelle strade».

Tali parole sono state accolte dai movimenti di protesta che negli ultimi giorni hanno occupato le piazze e le strade spagnole. L’epicentro di tali movimenti è Madrid, dove per cinque giorni si sono svolte manifestazioni che hanno presto assunto un carattere violento con la presenza di gruppi neofascisti e il sostegno di Vox.

I manifestanti, al grido di «La Costituzione distrugge la Nazione», e sulle note di canti franchisti, hanno assaltato la sede del PSOE di Madrid e si sono scontrati con le forze dell’ordine. Il bilancio è di 39 feriti, di cui 29 agenti di polizia, e di 7 arresti. Tale il livello di violenza che anche Feijòo è stato costretto a condannare gli scontri.

L’attentato al fondatore di Vox

Vidal-Quadras: «He pasado la vida combatiendo el pancatalanismo imperialista»

Mentre nel Paese scoppiavano le proteste per l’accordo tra PSOE e Junts, giovedì si è verificato a Madrid un attentato ad Alejo Vidal-Quadras. Settantottenne, ex presidente del Pp catalano e tra i fondatori di Vox, Quadras è stato colpito al volto da un colpo di proiettile in pieno centro.

Il colpo lo ha raggiunto alla mascella lasciando un foro di entrata e uno di uscita. Gravi ma stabili le sue condizioni, e non è in pericolo di vita.

Dalle prime indagini risulta che all’aggressione abbiano preso parte due persone. Secondo quanto raccontato da testimoni oculari, un uomo con la testa coperta da un casco avrebbe sparato a Quadras a circa due metri di distanza, per poi fuggire su una motocicletta Yamah TMAX guidata da un complice.

Tale modus operando ha fatto da subito pensare alla polizia a dei sicari professionisti, di cui però sono ancora ignote le identità. Quadras stesso ha avanzato delle ipotesi sulle cause dell’attentato, rivelando che potrebbe essere legato ai suoi rapporti con l’opposizione iraniana.

Il CNRI (Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana) – organizzazione che si oppone al regime degli ayatollah in Iran – avrebbe infatti versato quasi un milione di euro a Vox a partire dal 2013, quando Quadras ne era presidente.

Alla luce di quanto accaduto, la presidente del CNRI, Maryam Rajavi, ha indicato l’Iran come «primo sospettato», mentre l’ambasciata iraniana in Spagna ha dichiarato su X che «condanna fermamente qualsiasi tipo di operazione terroristica», senza far riferimento all’attentato a Quadras.


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