Le “Morti Bianche” e sicurezza sul lavoro in Italia

Morti sul lavoro, settembre 2023

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 7 Min.

Incidenti sul lavoro

Gli incidenti sul lavoro sono purtroppo una realtà costante. Dalla rivoluzione industriale ad oggi le morti sul posto di lavoro sono diminuite. Tuttavia, a sentire parlare delle c.d. “morti bianche” si può constatare che ogni vita persa in incidenti evitabili è ancora una vita di troppo.

Che cosa sono le morti bianche?

Il termine “morti bianche” è utilizzato per descrivere le morti sul lavoro che potrebbero essere state prevenute attraverso misure di sicurezza adeguate. Gli imprevisti sul lavoro coinvolgono situazioni in cui non sono stati forniti dispositivi di protezione adeguati, non sono state seguite le norme di sicurezza o non sono state messe in atto adeguate misure preventive.

L’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro varia tra i paesi europei. Secondo i dati Eurostat, l’Italia è tra i paesi con un tasso di incidenza relativamente alto, preceduto solo da Cipro e Bulgaria e Francia.

Nel frattempo in Italia

Nelle recenti settimane, l’Italia ha posto l’accento su un susseguirsi di tragici eventi che hanno portato alla perdita di numerose vite umane.

A seguito dell’incidente di Brandizzo, in cui un treno ha travolto cinque lavoratori ad una velocità superiore ai 100 km/h, la lista degli operai deceduti sul posto di lavoro risulta essere sempre troppo numerosa. Un fattore che mette in risalto il fatto che il problema è stato persistente sia prima che dopo questo evento.

Se si considerano i 4 anni (2017-221) e i dati rilasciati dall’INAIL, si nota come le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale raggiungano quasi 6.700 vittime. Un dato del genere significa che mediamente in Italia sono morte più di 4,5 persone ogni giorno dal 2017 al 2021.

Morti recenti registrate sul lavoro (tra il 13 ed il 14/09/2023)

Solo tra il 13 e il 14 di settembre, in meno di 24 ore si sono registrati 8 morti sul lavoro: tra cui investiti, asfissiati e precipitati. Gli scenari sono diversi, ma il filo conduttore che accomuna i tragici eventi è sempre lo stesso: sicurezza sul lavoro. 

A Napoli, Giuseppe Cristiano, un operaio di 66 anni dell’azienda per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti “Asia”, è stato investito da un camion che faceva la manovra di retromarcia. Trasportato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli ha successivamente perso la vita.

A Bologna, Alfredo Morgese, un dipendente  impegnato nella ristrutturazione del manto della pista dell’aeroporto Marconi è stato investito da un mezzo della stessa ditta ed è deceduto. La vittima aveva 52 anni.

Nel porto di Salerno, un operaio, Antonino Donato è stato investito da un camion all’interno di una nave Caronte & Tourist.  Altri due operai sono stati coinvolti in un incidente all’interno di una cisterna di una cantina, con una delle vittime deceduta e l’altra in condizioni gravi.

Il giorno precedente, il 13 settembre, altri tre operai hanno perso la vita a Chieti(Abbruzzo). Fernando Di Nella, Gianluca De Santis, e Giulio Romano, sono deceduti causa di un’esplosione alla “Esplodenti Sabino”di Casalbordino, un evento che ha richiamato alla memoria una simile tragedia accaduta tre anni prima.

Nel napoletano, un lavoratore di 44 anni è precipitato mortalmente dal tetto di un capannone ad Arzano.

Continuano le morti dei lavoratori che non tornano a casa dove la lista dei deceduti aumenta annualmente quanto quella dei dispersi a seguito di un terremoto. Questi incidenti non sono semplici dati da aggiungere a statistiche Eurostat, ma tragedie che hanno portato alla perdita di numerose vite umane. 

Il commento di Sergio Mattarella

A commentare gli eventi c’è anche il Presidente del Consiglio, Sergio Mattarella.

«I morti di queste settimane ci dicono che quello che stiamo facendo non è abbastanza“. Le morti sul lavoro feriscono il nostro animo. Feriscono le persone nel valore massimo dell’esistenza, il diritto alla vita. Feriscono le loro famiglie. Feriscono la società nella sua interezza. Lavorare non è morire», ha sottolineato il Capo dello Stato.

La sicurezza sul lavoro è un tema di importanza critica in quanto coinvolge direttamente la salute ed in alcuni casi la vita dei lavoratori. Le morti del 2023 sono in calo e secondo l’Inail, forse, saranno meno di mille. C’è da brindare? Sicuramente no, sempre troppe sono.

Se è incoraggiante notare una diminuzione di decessi sul lavoro nel 2023, il progresso in questo dominio necessita ancora impegno e tanta pragmaticità. È imperativo un cambio di paradigma, con un massiccio investimento nell’educazione alla prevenzione, che dovrebbe includere l’introduzione di questa materia anche nei programmi didattici delle scuole. Quasi tutte le morti nell’ambito lavorativo sono tragedie evitabili, e ponendo alla base l’etica delle aziende e dei singoli lavoratori con norme sulla sicurezza chiare e precise, il risultato di ⌀ morti bianche non dovrebbe sembrare un traguardo irraggiungibile. Ogni vita persa è una vita di troppo.

di Radu Dudnic


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