Rapporti sessuali in calo: la società chiede troppo al sesso?

di Carola Antonucci
5 Min.

Negli anni, soprattutto osservando e studiando civiltà storiche, si è data molta importanza alla pratica sessuale volta non solo alla procreazione, ma proprio come piacere individuale e di coppia. Ultimamente però, gli studi effettuati sulla popolazione attraverso sondaggi, hanno rivelato che è una pratica in forte declino. Emerge quindi il dubbio se, nel corso degli anni, si sia sopravvalutata la pratica o se qualcosa nella società sta effettivamente cambiando il modo di vedere l’amplesso.

Il sesso nella popolazione francese

La cultura francese ha diversi stereotipi, come tutte le altre, ma quella che è la più condivisa è quella legata al sesso. E sebbene questi stereotipi siano alimentati da vari fattori storici, letterari, cinematografici e mediatici, vengono presi sul serio. Ma non si parla solo di passionalità e romanticismo – con Parigi come città romantica per eccellenza – in quanto, in questo, i “cugini” italiani ne hanno da vendere.

Semplicemente si parla di quella libertà sessuale, senza tabù, che ha reso la percezione dei francesi come persone più aperte e disinibite rispetto ad altre culture. Questo si riflette nell’idea che la società francese sia più tollerante verso diverse espressioni sessuali e meno incline a considerare il sesso un tabù. Ce lo dimostra, infatti, la recente serie tv targata Netflix di Emily in Paris.

Ma siamo sicuri che sia ancora così? A gennaio l’Institut français d’opinion publique – Ifop – ha pubblicato un sondaggio sulla recessione sessuale che porta a rivedere il mito. La frequenza dei rapporti sessuali diminuisce esponenzialmente e in tutte le fasce d’età. Le coppie che fanno sesso almeno una volta a settimana è di meno di 15 punti percentuali rispetto al 2009, triplicando di conseguenza il numero di persone sessualmente inattive.

Emerge l’asessualità nella società attuale

Con l’auto negazione dell’amplesso, che può derivare da differenti motivi come: calo d’interesse, impossibilità o pigrizia, nasce quella che ad oggi viene chiamata Asessualità.

L’asessualità è quella condizione fisica in cui non si prova interesse nel svolgere atti sessuali con il proprio partner o in generale. È un orientamento che ha fatto capolino nella società solo di recente, circa una quindicina di anni fa, e che ha aperto nuove frontiere di esperienze che vanno al di là del sesso.

I dati sul sesso dell’Ifop

sesso in calo, perché?

Oggi, secondo quanto si legge su Internazionale, i dati dell’Ifop affermano che il 38% delle donne ed il 25% degli uomini non attribuiscono importanza al sesso. Mentre il 54% delle donne e il 42% degli uomini potrebbe stare in coppia pur non praticando rapporti sessuali.

Questo va a smontare il concetto che la società attuale, soprattutto nei giovani, si basa sulla superficialità e la frivolezza dei rapporti umani. Fermo restando che, la restante parte della percentuale, da importanza al sesso e lo pratica regolarmente considerando il sesso sia uno svago che il collante della coppia, in base alla situazione in cui versano.

Da tabù a qualcosa di superfluo…

Nonostante questi dati, non bisogna pensare che il sesso sia ormai una pratica superata e, per ciò, smettere di farne importanza mediatica. L’educazione sessuale che negli ultimi anni è aumentata è doverosa, soprattutto nelle scuole, in quanto la conoscenza del proprio corpo e dei piaceri non può essere un tabù, quindi l’articolo non vende una propaganda del “tornare indietro nel tempo”.

Ma potrebbe esserci una minima correlazione tra la crescente informazione nella popolazione tanto da non far considerare la sessualità un tabù che ha, probabilmente, calato l’interesse. Come se qualcosa di “proibito” fosse più appetibile di un qualcosa “normale”, nonostante la normalità ci sia sempre stata.

Un’altra motivazione potrebbe riversarsi sugli eccessi e sulla grande diffusione di scene sessuali all’interno di film e serie tv, per non parlare dei film porno. Creano una situazione non reale che crea aspettative illusorie all’interno della quotidianità e della vita di coppia, portando ad una disillusione traumatica. Una continua lotta tra ideale e reale che porta, nella maggior parte dei casi, una finzione interiorizzata nei rapporti.

Cosa fare?

Quello che i sessuologi consigliano per ritornare ad una sana e piacevole pratica sessuale, è di dimenticare. Di approcciarsi al sesso come se fosse la prima volta, anche con impacciatezza per poterne riscoprire nuovamente il piacere e la semplicità di un gesto normale. In cui la sintonia tra i corpi e la complicità mentale ne fanno da padroni. Si ritorni ad abbracciare l’aspetto reale del sesso, il suo essere non perfetto come si vede nei film, che non è nulla di architettato ma che si basa su aspetti di improvvisazione (il piacere e le zone di piacere non sono uguali in tutti gli individui) e continua ricerca.


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