Scontro Israele-Onu: il discorso di Guterres e la reazione israeliana

di Mirko Aufiero
7 Min.

Martedì il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che «i palestinesi hanno subito 56 anni di occupazione» e che l’attacco di Hamas «non può giustificare una punizione collettiva nei confronti dei palestinesi»

In occasione della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, Segretario Generale dell’Organizzazione, ha tenuto un discorso sulla situazione in Medio Oriente, condannando il coinvolgimento dei civili nello scontro Israele-Hamas.

Guterres ha in primo luogo condannato Hamas, definendo «orribili e senza precedenti» gli attacchi del 7 ottobre compiuti da Hamas verso Israele: «Niente può giustificare l’uccisione deliberata, il ferimento e il rapimento di civili – o il lancio di razzi contro obiettivi civili».

Tuttavia, il Segretario ha anche riconosciuto come «gli attacchi Hamas non vengono dal nulla», sottolineando che «il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione».

Medio Oriente: Guterres accusa Israele, scontro all'Onu - Notizie - Ansa.it

«Hanno visto la loro terra costantemente divorata dagli insediamenti e piagata dalla violenza; la loro economia soffocata; la loro gente fu sfollata e le loro case demolite. Le loro speranze per una soluzione politica alla loro situazione sono svanite», ha aggiunto Guterres.

Inoltre, Guterres si è dichiarato «profondamente preoccupato per le chiare violazioni del diritto umanitario internazionale a cui stiamo assistendo a Gaza».

Riferendosi ad Hamas, ma senza nominarla esplicitamente, Guterres ha criticato sia la strategia palestinese, poiché «proteggere i civili non può mai significare usarli come scudi umani», sia quella israeliana, in quanto «proteggere i civili non significa ordinare a più di un milione di persone di evacuare verso il sud, dove non ci sono ripari, cibo, acqua, medicine e carburante, e poi continuare a bombardare il sud stesso».

La risposta israeliana

Le parole di Guterres non sono certamente state accolte positivamente dalla controparte israeliana. Eli Cohen, ministro degli Esteri israeliano, ha annullato l’incontro con Guterres e, rivolgendosi a quest’ultimo durante il proprio discorso all’Onu, gli ha chiesto: «In che mondo vive? Sicuramente questo non è il nostro mondo».

«Sento invocare la proporzionalità, sento invocare il cessate il fuoco. Come si può accettare un cessate il fuoco con qualcuno che ha giurato di distruggere la tua esistenza e di uccidere? La risposta proporzionata al massacro del 7 ottobre è la distruzione totale di Hamas», ha aggiunto Cohen.

Contro Guterres anche Gilad Erdan, ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, il quale ha dichiarato su X che il discorso del Segretario «ha dimostrato in modo conclusivo, al di là di ogni dubbio, che il Segretario Generale è completamente disconnesso dalla realtà della nostra regione e che vede il massacro commesso dai terroristi nazisti di Hamas in modo distorto e immorale».

«La sua dichiarazione secondo cui “gli attacchi di Hamas non sono avvenuti nel vuoto”, esprimeva comprensione per il terrorismo e l’omicidio. È davvero incomprensibile. È davvero triste che il capo di un’organizzazione nata dopo l’Olocausto abbia opinioni così orribili. Una tragedia!».

L’ambasciatore ha inoltre invitato Guterres a dimettersi: «Un Segretario Generale che cerca una giustificazione per il terribile massacro commesso nei nostri confronti non può restare al suo posto. Ogni giorno che continua a mantenere la sua posizione è una vergogna e dimostra che l’ONU non ha il diritto di esistere!».

Infine, Erdan ha dichiarato mercoledì mattina che Israele negherà il visto ai rappresentanti dell’Onu, come già avvenuto con Martin Griffiths, Segretario Generale per gli Affari Umanitari.

Le risoluzioni Onu contro Israele

Usa boccia risoluzione Onu su tregua umanitaria

Le condanne di Guterres vanno ad aggiungersi alla complicata storia tra Israele e le Nazioni Unite.

Le risoluzioni Onu contro Israele sono state numerose a partire dagli anni ’50, e soltanto dal 2006 al 2022 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ne ha approvate 99.

Tra queste, una delle più significative è la risoluzione 2334 del 23 dicembre 2016, in cui viene condannata «ogni misura intesa ad alterare la composizione demografica, le caratteristiche e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme est, riguardante, tra gli altri: la costruzione ed espansione di colonie, il trasferimento di coloni israeliani, la confisca di terre, la demolizione di case e lo spostamento di civili palestinesi, in violazione delle leggi umanitarie internazionali e importanti risoluzioni».

Con essa viene affermato che «la costituzione da parte di Israele di colonie nel territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme est, non ha validità legale e costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale».

Viene inoltre sottolineato che «la cessazione di tutte le attività di insediamento israeliano è essenziale per salvare la soluzione dei due Stati», e che il Consiglio di Sicurezza «non riconoscerà alcuna modifica rispetto ai confini del 4 giugno 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, diversi da quelli concordati dalle parti attraverso negoziati».

di Mirko Aufiero


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati