Scomparsa Maria Fida Moro: figlia del leader della DC

di Maugeri Costanza
6 Min.

Il 7 Febbraio, a 77 anni, è morta Maria Fida Moro, ex senatrice e figlia del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro. A darne l’annuncio, in Senato, il Presidente Ignazio La Russa.

E’ morta la ex senatrice Maria Fida Moro, che commemoreremo in un’altra seduta, ma alla quale vogliamo rivolgere un pensiero deferente e qualche attimo di silenzio

In una nota scritta dal deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli si sottolinea che il decesso è avvenuto dopo una lunga malattia:

Esprimiamo dolore e profondo cordoglio per la scomparsa, dopo una lunga malattia, di Maria Fida Moro. In una vita segnata inevitabilmente dal rapimento ed omicidio del padre, aveva profuso il suo impegno in politica, anche nelle fila di Alleanza Nazionale. Per molti anni si è battuta per l’applicazione della legge 206 del 2004 per il doveroso riconoscimento delle misure riparatrici previste per i familiari delle vittime del terrorismo, finalmente ottenuto nella corrente legislatura grazie all’impegno del Presidente del Consiglio Meloni. Ai suoi familiari vanno le nostre più sentite condoglianze.

Chi era Maria Fida Moro?

Figlia dell’ex leader della Democrazia Cristiana, Aldo Moro ed ex senatrice. Maria Fida Moro era stata eletta senatrice con Democrazia Cristiana, per una legislatura, dal 1987 al 1992. Nel 2013 fonda un movimento cristiano sociale denominato “Dimensione Cristiana con Moro” ispirato alla politica del padre. Nel 2016 si era candidata come consigliera comunale in occasione delle amministrative in Campidoglio. Con “Più Roma – Democratici e Popolari”, lista di centro che, all’epoca, candidò come sindaco Roberto Giacchetti.

Meloni sul contributo civile dell’ex senatrice scrive:

È con profondo dispiacere che apprendo la notizia della scomparsa di Maria Fida Moro, donna tenace e animata da impegno civile. Primogenita dell’ex Presidente del Consiglio Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, si è battuta con determinazione per i diritti dei parenti delle vittime del terrorismo. Condoglianze alla famiglia. Buon viaggio Maria Fida.

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E il padre Aldo Moro?

Maria Fida porta un cognome importante, quello di Aldo Moro. Ma chi era?

Aldo Moro nasce a Maglie in Puglia nel 1916. Si laurea a 22 anni in Giurisprudenza e dimostra, fin da subito, una propensione per il ruolo pubblico: carisma e dialettica lo contraddistinguono.

Quando inizia a militare in politica si è ancora in pieno periodo fascista. Tanto che le prime riunioni, nel 1942, della futura Democrazia Cristiana si svolgono in segreto. Futura perchè verrà ufficialmente fondata il 19 Marzo 1943. In questo contesto è essenziale ricordare anche le figure di Alcide De Gaspari e Mario Scelba.

Nel ’46 – immediato dopo guerra – fa parte dell’Assemblea Costituente chiamata a redigere la Costituzione della neonata Repubblica Italiana. Egli è parlamentare in 7 legislature – la sua prima coincide con la prima della Repubblica e va dall’8 Maggio 1948 al 24 Giugno 1953 -.

Nel 1955 è eletto ministro di Grazia e Giustizia durante il primo Governo Segni ( 6 Luglio 1955 – 15 Maggio 1957). Due anni dopo è ministro della Pubblica Istruzione. Nel ’59 diviene segretario politico della DC, carica confermata nell’Ottobre dello stesso anno e mantenuta fino al 1963. Anno in cui diviene, per la prima volta, Presidente del Consiglio in un governo a cui concorrono Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Socialista Democratico e Partito Repubblicano. Carica che ricoprirà per altre quattro volte, l’ultima delle quali dal 12 Febbraio 1976 al 29 Luglio 1976. Nello stesso anno è eletto Presidente Nazionale della Democrazia Cristiana.

Il dialogo di Moro con il PCI

Maria Fida Moro
Moro e Andreotti

Ma facciamo, un secondo, un passo indietro. Siamo alla fine degli anni Sessanta. Un periodo molto complesso per l’Italia. Moro è convinto di voler aprire un dialogo con il Partito Comunista Italiano per la gestione del Governo.

rendere possibile, lasciando da parte ambiguità e comodità, il più ampio dialogo in vista di una nuova e qualificata maggioranza

 15 giugno 1969, durante il congresso regionale della DC

Nel 1973 Enrico Berlinguer, neosegretario del Partito Comunista propone un accordo con la DC. E, in particolar modo, con la parte più a sinistra del Partito: i morotei. Contrari, invece, i dorotei sostenuti da Andreotti. Nonostante ciò, si arriva a quello che passa alla storia come compromosso storico ossia l’accordo tra PCI e DC.

Aldo Moro

E’ il 28 Febbraio 1978 e si tiene una riunione congiunta tra i gruppi parlamentari democristiani. Moro discorre al fine di ottenere l’appoggio per il Governo Andreotti. Si avvarrà del sostegno programmatico e parlamentare – ma non di governo – del PCI.

Il 16 Marzo – mentre si sta recando alla Camera per il voto al nuovo Governo – viene rapito, in Via Fani, Roma, dalle Brigate Rosse. Organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra. Gli uomini della scorta vengono uccisi. La stessa sorte toccherà ad Aldo Moro – il 9 Maggio – dopo 55 giorni di prigionia. Da quel 16 Marzo fino al giorno dell’omicidio, le brigate rilasciano 9 comunicati con il tentativo di trattare con lo Stato. Trattativa avviata dallo stesso Moro attraverso delle lettere, 86 per essere esatti. Il Governo Andreotti, però, sostenuto dal PCI non cede e ignora la trattativa. Moro scrive alla moglie Eleonora in una lettera dell’ 8 Aprile:

il mio sangue ricadrà su di loro.


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