Schindler’s List (1993): il capolavoro di Spielberg sull’olocausto in una lotta tra bene e male

di Fornito Emanuele
6 Min.

Trama

Oskar Schindler è un ricco e industriale tedesco, iscritto, come molti del suo rango, al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Quando la Germania del terzo reich dà inizio alla deportazione degli ebrei, però, Oskar usa il suo potere economico per salvare migliaia di vite.

Recensione

Tratto dalla storia vera di Oskar Schindler (1908-1974) e dal romanzo Schindler’s Ark del 1982, Schindler’s List è, ancora oggi, non solo la magnum opus di Steven Spielberg, ma anche il miglior film mai fatto sull’olocausto.

Per anni Spielberg non riteneva sé stesso all’altezza di un film di questo calibro, ed è per questo che sono stati molteplici i registi a cui ha offerto la direzione del film. Alla fine, però, decise di prendere l’onere, posto dinanzi ad una crescente tendenza neo-nazista a seguito della caduta del muro di Berlino.

Frame tratto da una scena del film

Come già anticipato in apertura, Schindler’s List è un film dall’importanza cinematografica e storica enorme. Esso, infatti, non solo mostra con totale crudezza e crudeltà la violenza e l’orrore dell’olocausto, disponendo della potenza delle immagini, ma pone un’enorme riflessione su quello che questi fatti hanno significato. D’altronde, sarebbe stato un gesto d’ipocrisia nascondere sangue, morte e disperazione da un evento che ha segnato non solo il popolo ebreo ma l’intero globo, ed è per questo che Spielberg rifiutò di utilizzare particolari dinamicità cinematografiche, proprio per evitare una spettacolarizzazione della narrazione. Ne risulta dunque un film dall’eleganza unica che, con un utilizzo fantastico del bianco e nero (scelto poiché per il regista non vi era miglior modo di rappresentare la mancanza di vita in questo periodo), finalizzato unicamente alla celebre scena della bambina con il cappotto rosso, la quale simboleggia una svolta nella vita di Oskar e, secondo le parole del regista, denuncia l’impassibilità degli Stati Uiniti ad orrori così palesi, e con una magnifica scelta musicale (che si unisce alla meravigliosa colonna sonora di John Williams), riesce a donare scene che oramai riempiono i manuali di storia del cinema, grazie anche alle grandissime interpretazioni di Liam Neeson e Ralph Fiennes, i quali interpretano qui probabilmente i loro ruoli più riusciti.

Liam Neeson in una delle scene iniziali del film
Liam Neeson e Raplh Fiennes in una scena del film

E sono proprio i due personaggi da loro interpretati a cosituire le fondamenta del film: da una parte vi è Oskar, simbolo del bene, dall’altra Amon, incarnazione della scelerata cattiveria del male. E’ proprio lo scontro tra bene e male a caratterizzare l’intera storia, come d’altronde fu nella realtà: non è un caso che moltissima letteratura e filosofia è stata fatta subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, proprio per interrogarsi sulla natura del male e sulla natura del bene.

In realtà questi due quesiti non trovano una risposta esplicita nel film: ad una prima visione la scelta di Oskar di salvare la vita a migliaia di ebrei e, diametricalmente opposto, il comportamento di Amon di completa brutalità nei loro confronti appare come un qualcosa già insito nella psicologia dei due personaggi, un qualcosa di istintivo. Difatti, istintivamente Oskar non riesce a restare indifferente dinanzi agli orrori perpretati dal suo partito, mentre altrettanto istintivamente Amon prova piacere ad uccidere, torturare, mutilare.

La potenza del messaggio, con tutta la sua drammaticità, è tuttavia racchiusa nella celebre scena in cui Oskar, in preda alla disperazione, dice:

Non ho fatto abbastanza.

Liam Neeson nei panni di Oskar Schindler
Frame tratto da una scena del film

scoppiando poi in un emozionante pianto. Tante possono essere le interpretazioni attribuibili a questa frase, ma reputiamo che in queste parole sia contenuto il senso del bene fatto da persone come Schindler: esso non ha limiti, tanto da sembrare sempre insufficiente, mentre il male, continuamente soddisfatto di quello che fa, non ha altro destino che una brusca sconfitta.

Schindler’s List è un film che ha emozionato tantissime persone (ed è difficile non subirne l’effetto anche riguardandolo), che ha fatto sentire non all’altezza perfino il compositore John Williams ma che, ancora oggi a distanza di trent’anni, è un’opera d’arte che, nel suo intento di recupero della memoria e di denuncia agli orrori del genocidio, resta insormontabile, in tutta la sua bellezza, eleganza, crudezza, drammaticità e tragicità.

Chiunque salva una vita salva il mondo intero.

Citazione del film ripresa dal Talmud babilonese

Scritto da Emanuele Fornito


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