Salvini, Schlein, Conte e Israele: cosa ricordare di questa settimana

di Mirko Aufiero
8 Min.

3 notizie di questa settimana: Schlein-Conte: a Bari il “campo largo” diventa un campo minato. Bocciate le mozioni di sfiducia per Salvini e Santanché (era prevedibile). L’Iran si starebbe preparando a colpire Israele.

Due inchieste giudiziarie trasformano il “campo largo” in un campo minato

Sembrano lontanissime le elezioni regionali sarde di febbraio che avevano visto Pd e M5S unirsi – e vincere – nel cosiddetto “campo largo“. A distanza di poco più di un mese, questa intesa rischia già di collassare in seguito a due inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il Partito Democratico in Puglia e in Piemonte.

In Puglia l’assessora regionale dei dem, Anita Maurodinoia, si è dimessa in seguito all’arresto del marito Sandro Cataldo, accusato di corruzione elettorale insieme al sindaco di Triggiano (Bari), Antonio Donatelli.

In Piemonte Salvatore Gallo – volto storico del Pd – è accusato di corruzione per aver fatto eleggere tre consiglieri regionali su 17 a Torino. Secondo l’accusa, Gallo «favoriva amici e sostenitori privati nell’ottenere alcune concessioni e autorizzazioni della pubblica amministrazione in cambio di sostegno elettorale e voti».

Per il leader dei pentastellati, Giuseppe Conte, ciò è quanto basta per ritirare il proprio candidato alle primarie di Bari, Michele Laforgia. «Non ci sono più le condizioni per svolgere seriamente le primarie», le parole di Conte. Laforgia avrebbe infatti dovuto scontrarsi con Vito Leccese, sostenuto da Pd, Verdi, Azione e altri movimenti, per il ruolo di candidato unitario del centrosinistra alla carica di sindaco.

La strada che il Pd dovrebbe seguire, secondo Giuseppe Conte, è quella di accodarsi al Movimento su Laforgia o, in alternativa, correre da solo. Il passo indietro di Conte non è piaciuto ad Elly Schlein che, dal palco del comizio di Leccese a Bari, ha accusato Conte di aver preso questa decisione «unilateralmente» e di «aiutare le destre».

Schlein ha detto di aver proposto a Conte di «fare entrambi un passo indietro» per accordarsi su un terzo volto. «Ma la risposta è stata negativa, evidentemente quella risposta era già stata architettata», ha aggiunto Schlein. Poi lo schiaffo al (quasi) ex alleato:

«Chi ha iniziato a fare politica con palazzo Chigi capisco che non abbia dimestichezza con la militanza e con i gazebo. Pretendo però che si abbia rispetto. È una sberla per tutta la gente perbene che si stava preparando ad andare a votare».

Settimana di mozioni di sfiducia: Salvini e Santanché si salvano (per ora)

Questa settimana la Camera ha bocciato le due mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni contro Matteo Salvini – ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – e Daniela Santanché, ministra del Turismo.

Quella contro Salvini era stata presentata da Carlo Calenda, leader di Azione, insieme a Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra, ed è stata bocciata con 211 voti contrari e 129 favorevoli. L’accusa rivolta al ministro era quella di non aver mai disdetto l’accordo di collaborazione con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.

Firmato nel marzo 2017, l’accordo aveva come obiettivi il contrasto «all’immigrazione clandestina e pacificazione della Libia, lotta al terrorismo islamico e fine delle sanzioni contro la Russia».

La Lega – al netto delle dichiarazioni di Salvini su Navalny e sulle elezioni russe – ha più volte ribadito di aver cambiato atteggiamento verso Putin in seguito all’invasione dell’Ucraina. Lo ha fatto anche questa settimana, specificando in una nota che la «guerra ha totalmente cambiato i giudizi e i rapporti politici con la Russia, che prima dell’invasione era un importante interlocutore di tutti i governi italiani».

Bocciata anche la mozione contro Santanché con 213 voti contrari e 121 favorevoli. Alla mozione avevano partecipato tutte le forze di opposizione – eccetto i renziani di Italia Viva – che chiedevano alla ministra di dimettersi in seguito all’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps.

Si tratterebbe di un «raggiro da più di 126mila euro per la percezione indebita della cassa integrazione di emergenza Covid» di cui hanno beneficiato le sue aziende, riporta La Stampa. Santanché intanto prende tempo, e afferma che farà le sue valutazioni a seguito dell’udienza preliminare, quando il giudice dovrà decidere se mandarla a processo. La linea di FdI sembra chiara: se Santanché andrà processo dovrà dimettersi.

Israele si prepara all’eventuale attacco iraniano in risposta al bombardamento a Damasco

In seguito al bombardamento compiuto da Israele al presunto consolato iraniano a Damasco – che ha provocato la morte di 7 pasradan, tra cui un leader delle Forze al-Quds – l’Iran si starebbe preparando a rispondere.

Teheran ha promesso di vendicarsi, annunciando una «risposta seria» contro Israele. Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha definito l’attacco una «violazione di tutti gli obblighi e convenzioni internazionali» e ha affermato di ritenere gli Stati Uniti complici.

Secondo Ali Sadrzadeh, analista di affari mediorientali intervistato dalla BBC, l’«Iran non è capace di un grande confronto con Israele date le sue capacità militari e la situazione economica e politica». Tuttavia, Teheran è chiamata a rispondere per «proteggere la sua reputazione tra i suoi alleati regionali».

Come riportato da The Times of Israel, gli scenari a cui l’IDF si sta preparando includono «attacchi missilistici e droni da parte di gruppi sostenuti dall’Iran in Libano, Siria, Iraq e Yemen e attacchi missilistici balistici direttamente dall’Iran». Si tratta degli attori appartenenti al cosiddetto «asse della resistenza», ossia un insieme di Paesi e gruppi armati sparsi per il Medio Oriente armati e finanziati dall’Iran. Tra questi, la Siria, Hezbollah e gli Houthi.

In attesa di conoscere la risposta iraniana, l’IDF è in massima allerta e ha annullato i congedi per le truppe.


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