Robot dal cervello umano: come la medicina abbraccia la robotica

di Giulio
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Come si può mescolare la medicina con l’ingegneria, in particolare con la robotica? Dei ricercatori dell’università di Tianjin in Cina si sono posti questa domanda, e hanno anche trovato una risposta. Infatti sono riusciti a sviluppare un robot controllato da un cervello fatto di cellule umane.

Università di Tianjin

Questa tecnologia è secondo i ricercatori il “primo sistema di interazione intelligente di informazioni complesse brain-on-chip open-source al mondo”. Essa fonde un tessuto formato da cellule staminali umane, fatte crescere in vitro, con un chip collegato con degli elettrodi.

Ciò permette al sistema di interagire con le informazioni esterne, apparentemente come potrebbe fare un essere umano. Il robot può ad esempio rispondere a degli stimoli, decodificare l’ambiente esterno e ricevere istruzioni su come superare gli ostacoli, secondo il Science and Technology Daily.  Sempre secondo il giornale controllato dal governo, il prototipo ha anche la capacità di manipolare oggetti.

Il futuro della scienza umana?

L’invenzione fa parte del più ampio settore delle interfacce cervello-computer (BCI), su cui la Cina sta investendo molto negli ultimi anni, e in cui si integrano i segnali elettrici del cervello con la capacità di calcolo dei computer. La più grande innovazione in questa tecnologia è senz’altro Neuralink, creata dall’imprenditore miliardario Elon Musk, che consiste in un chip impiantabile nel cervello.

Questo chip permetterebbe ai possessori di controllare dispositivi con la mente, cambiando i limiti della specie umana, anche se ha affrontato diverse critiche. La compagnia è infatti accusata di aver causato la morte di 25 scimmie durante la fase di test sugli animali, causando molte proteste da parte delle associazioni animaliste. Nonostante ciò a gennaio il primo prototipo è stato impiantato in un essere umano.

Secondo i ricercatori di Tianjin questi studi potranno essere le basi per lo sviluppo di “intelligenza ibrida”. Ci sono ancora diverse sfide da affrontare per la creazione di robot dal cervello umano,  come la scarsa maturità o il basso apporto di nutrienti, ma potrebbero essere la soluzione di tante problematiche. Una possibile applicazione è ad esempio l’utilizzo medico, per sostituire neuroni danneggiati e ripristinare le funzioni cerebrali.

Mentre la fantascienza diventa scienza, a noi non resta che rimanere ad osservare l’evoluzione umana, cercando di prevedere dove il futuro ci porterà.

 


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