Roberto Vannacci: la sua Europa al contrario

di Alessia Giurintano
5 Min.

Roberto Vannacci è un generale italiano, che ha recentemente avviato anche una carriera politica indipendente associata al partito italiano della Lega Salvini.

Nato a La Spezia nel 1968, sotto il segno della bilancia, ha proseguito la passione della linea maschile della sua famiglia d’ordine, frequentando l’Accademia militare di Modena.

Vanta tre titoli accademici, conseguiti tra Torino, Trieste e Bucarest. A questi si aggiungono altri master di specializzazione, conseguiti anch’essi a Torino, Roma, e Milano.

La sua famiglia tradizionale è composta da una moglie e due figli.

La carriera militare del generale Roberto Vannacci: tra missioni e onoreficenze oltreconfine

Da Ufficiale paracadutista inizia la sua carriera, la quale è destinata a salire di grado e responsabilità.

Passa al Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) con i massimi incarichi. Vola poi in Afghanistan come Assistente Militare del Capo di Stato maggiore dell’ISAF.

Nel 2020 si muove tra Russia, Bielorussia, Armenia e Turkmenistan. Il suo ruolo di Addetto per la Difesa non convince, e dopo due anni, nel settembre del 2022, è sollevato dall’incarico.

In qualità di Comandante delle Forze speciali, si è reso protagonista delle operazioni militari in Somalia, Rwanda, Yemen. E ancora, Afghanistan, Libia, Iraq.

Conosce diverse lingue e ha competenze anche in ambito diplomatico, che ha potuto mostrare nelle diverse operazioni che lo hanno visto coinvolti all’estero.

Roberto Vannacci

Il libro che lo ha reso celebre e divisivo: il mondo al contrario

228 pagine scritte e autoprodotte, che in poco tempo hanno guadagnato l’etichetta di bestseller.

Il libro del generale è un insieme di pensieri e posizioni espresse- per sua stessa ammissione- attraverso l’uso di un linguaggio forte ed incisivo. Con l’intento dichiarato, di esprimere il proprio punto di vista senza imporsi, il libro è stato oggetto di un successo controverso.

Bersaglio di molte critiche, Vannacci si è difeso così:

«La reazione alla pubblicazione del mio libro comprova in maniera empirica esattamente ciò che sta succedendo nella nostra società odierna. Non a caso il mio libro si chiama così. Perché questo è il primo paradosso: viviamo all’interno di società in cui i nostri avi hanno combattuto e sono morti per la libertà e la democrazia, e dove invece, piano piano, questi concetti vengono relegati solo in alcuni aspetti. Non solo in Italia, ma in tutto l’Occidente: puoi essere democratico e libero solo entro alcuni limiti. Non ne puoi toccare alcuni punti, perché altrimenti sei scomodo, e provano a toglierti di mezzo».

Il Cerchio, iniziative editoriali.

Immigrazione, genitorialità e sessualità sono i temi trattati nel suo libro, su uno sfondo di naturalità presunta che gli è costata non poche critiche (e non solo).

Con il suo linguaggio forte, e le sue idee, molti hanno voluto sollevare la propria voce di contestazione aperta. Accumulate le denunce, la Procura di Roma ha avviato una indagine lo scorso febbraio, che si è conclusa con una sospensione di 11 mesi.

Per “lesione al principio di neutralità e compromissione reputazione delle Forze Armate, Vannacci è risultato divisivo anche nel suo stesso ambito lavorativo.

La corsa alle Europee del generale Vannacci

Con 500 mila voti di preferenza, conferma la sua presenza come parlamentare UE.

Non riesce a superare i numeri più alti della Meloni detta “Giorgia”, ma è comunque un dato che certifica la “giusta” mossa adottata da Salvini: il suo cavallo vincente. Spicca nella circoscrizione Nord Ovest e Est.

Un trionfo, ma anche un rischio, sul tavolo delle rappresentanze resta, la sua, una fetta considerevole.

Fotografia statica di un paese, Vannacci è il fotogramma di una gloria che lascia l’amaro in bocca.


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