Quali (e quanti) animali abbiamo scoperto nel 2023?

Ripercorriamo i successi della biologia

di Fabio Virzì
14 Min.

Il 2023 è volto ormai al termine, ma la ricerca non si è mai fermata.

Anche nell’anno passato gli scienziati hanno dato il meglio di sé, regalandoci nuove di specie da scoprire e catalogare. E se ogni poco tempo a “saltarne fuori” sono migliaia, non è sorprendente che la maggior parte di esse siano insetti.

Questa piccola classe di artropodi copre infatti il 95% dell’intera vita animale sul pianeta, superando – e di gran lunga – il milione di specie classificate. Per comprenderne la mole, basti sapere che noi mammiferi sfioriamo a stento le 5500.

quali animali abbiamo scoperto nel 2023?
Insettario


Ma cos’è successo nell’ultimo anno?

Un massiccio censimento è stato compiuto nel Pacifico, per la precisione nell’area identificata con il nome di Clarion-Clipperton Zone. Si tratta di un territorio a metà fra Messico e Hawaii, dall’estensione di circa 6 milioni di kilometri quadrati, in grado di donare alla ricerca circa cinquemila nuove specie.

Echinodermi – come ricci di mare e stelle marine -, vermi e poriferi – le famose “spugne” – sono stati gli esemplari più battuti dai radar, la maggior parte popolanti le remote profondità oceaniche.

Menzioni “cinematografiche”

Grande successo in materia di scoperte lo ha avuto però il Sudamerica, già continente detentore del primato per la più elevata biodiversità del pianeta. Fra i tanti – e mai visti – esemplari, vi raccontiamo di quelli dal nome più curioso:

Sibon irmelindicaprioae

Tedesca di nascita, Irmelin Indenbirken è la madre del celebre Leonardo Di Caprio. Ma cosa c’entra con il mondo faunistico?

I più attenti lo avranno già notato: la donna, classe ’43, condivide il nome con un animale! Un serpente, nello specifico.

Si tratta di un rettile del genere Sibon, diffuso principalmente nelle aree di Panama, Ecuador e Colombia. Di dimensioni ridotte – superano a stento i 40 centimetri -, gli esemplari di tale gruppo si nutrono soprattutto di lumache e, sebbene all’aspetto possano sembrare minacciosi, non rappresentano un pericolo per l’uomo.

Sibon irmelindicaprioe
Sibon irmelindicaprioe

Tachymenoides harrisonfordi

Palma d’oro onoraria, cinque nomination ai Golden Globe e una ai premi Oscar, nonché i celebri ruoli cinematografici di Ian solo e Indiana Jones. Si tratta di Harrison Ford, che dall’anno scorso può fregiarsi di un rettile a suo nome.

Il Tachymenoides harrisonfordi è la seconda specie del suo genere ad essere scoperta, ed è endemica dei territori del Perù. Ritrovata e descritta nel Parco Nazionale di Otishi, questo piccolo serpente lungo circa 40 centimetri presenta una colorazione giallastra a macchie nere.

Tale animale non è però l’unico a condividere il nome con l’attore, anzi: è già il terzo. Prima di lui sono arrivati un aracnide californiano, il Calponia harrisonfordi e una formica, la Pheidole harrisonfordi. Il motivo? L’impegno decennale di Harrison Ford, già presidente di Conservation International per la tutela della biodiversità.

Tachymenoides harrisonfordi
Tachymenoides harrisonfordi

Fra parà e tute mimetiche

Chiude il capitolo dei rettili una nuova specie di geco paracadutista, il Gekko mizoramensis, quattordicesimo rappresentante del suo genere. Diffuso nell’India del nord, al confine con il Bangladesh, presenta dei caratteristici lembi, lungo le sue estremità, che ne favoriscono la planata.

A fargli compagnia, nel vicino Laos, l’invisibile drago del carso. Si tratta del Laodracon carsticola, un’insolita lucertola che fa del mimetismo nei paesaggi calcarei la sua arma principale.


Gli inquilini del mare

L’estremo Oriente è una delle culle della biodiversità sul pianeta, e il Giappone ne figura come uno dei massimi rappresentanti. Arcipelaghi abbandonati, profondità marine e tanti nuovi animali, come i quattro scoperti nel corso del 2023.

Una coppia di minuscoli calamari

Si tratta di due animali pigmei, misuranti al massimo 12 millimetri di lunghezza e, per questo, fra le più piccole specie di molluschi conosciute. Stiamo parlando del calamaro Ryukyuan, o Idiosepius kijimuna, e del Kodama jujutsu, noto anche come calamaro di Hannan.

Entrambi sono stati scoperti attorno alle acque dell’isola di Okinawa, e prendono il nome da alcune caratteristiche entità boschive del folklore nipponico.

Calamaro pigmeo
Idiosepius kijimuna, @Keishi Asada

Santijordia pagesi 

La medusa a croce di san Giorgio, o Santijordia pagesi, porta questo nome a causa della curiosa croce stomacale visibile all’interno della sua cavità gastrovascolare.

Segnalata oltre vent’anni fa dai pescatori locali, la medusa di san Giorgio era già stata attenzionata dagli scienziati, che mai erano riusciti a catturarne un esemplare. Osservata per la seconda volta sul finire del 2023 nei pressi della caldera giapponese di Sumisu, essa popola le profondità abissali (dagli 800 agli 850 metri circa) e presenta 240 estremità tentacolari.

Il “re” dei fondali

In grado di popolare le prime pagine dei magazine di scienza nell’aprile dell’anno passato, questo rappresentante del genere Pseudoliparis è detentore di un guinness dei primati.

Stiamo infatti parlando del primo pesce filmato alla profondità da record di 8.336 metri, un unicum che – secondo i ricercatori – potrà essere battuto al massimo “di un minimo incremento”.

L’esemplare osservato fa parte della categoria dei pesci lumaca, o liparidi, e si distingue per l’assenza di squame in favore di un derma dalla consistenza gelatinosa e simile, per l’appunto, a quello di un gasteropode.

Pseudoliparis belyaevi
Pseudoliparis belyaevi


Una buona annata (anche) per i mammiferi

Sebbene siano la classe più studiata del regno animale, è raro che un nuovo mammifero venga aggiunto alla lista delle specie conosciute. Il 2023 ci ha però riservato diverse piccole sorprese.

Manis Mysteria

Per quale motivo un animale dovrebbe chiamarsi in questo modo? La risposta si trova nella ricerca stessa.

Questa nuova specie di pangolino, infatti, non è ancora mai stata osservata in natura, né si hanno notizie di suoi possibili avvistamenti. L’unico indizio sulla sua esistenza è relativo ad alcuni lotti di scaglie.

Non è mistero che i folidoti siano fra gli animali più trafficati sul pianeta, vittime dei bracconieri ingolositi dal business della loro pelle, le cui parti sono vendute a peso d’oro. Ed è stato proprio il sequestro di tali beni a suggerirne l’esistenza.

Scienziati della Yunnan University di Hong Kong si sono occupati del sequenziamento del patrimonio genetico a partire dalle scaglie in loro possesso, appurando come alcune di queste fossero estranee ai loro database. Da qui il nome scientifico di Mysteria, per un animale che sembra introvabile ma che, forse, è già in serio pericolo di estinzione.

Pangolino, quali animali abbiamo scoperto nel 2023?
Un nuovo pangolino?

Cinque piccoli ricci

Una cinquina di piccoli mammiferi insettivori dal pelo morbido, proveniente dal Sud-est asiatico, è stata scoperta sul finire dell’ultimo anno.

Si tratta di parenti stretti dei comuni ricci europei, i galericini, dai quali differiscono per l’assenza di aculei. Attivi sia di notte che di giorno, al contrario dei fratelli, questi gimnuri assomigliano a dei roditori, ma vi si distinguono per la coda corta.

Due sono le specie del tutto nuove, entrambe popolanti il nord dell’isola di Sumatra e l’estremità più meridionale del Vietnam: si tratta di Hylomys vorax e Hylomys macarong. Le restanti tre (Hylomys dorsalis, Hylomys maxi e Hylomys peguensis), invece, erano già note alla scienza, ma sono state riclassificate a causa di differenze nel patrimonio genetico e nell’aspetto.

Riccio dal pelo morbido, quali animali abbiamo scoperto nel 2023?
Hylomys Dorsalis, @quentinmartinez.fr


E in Italia?

Chiudiamo il capitolo delle scoperte animali del 2023 con un successo tutto nostrano. Toscano, per la precisione.

L’insetto senza nome

Un nuovo embiottero è stato avvistato negli ambienti più caldi dell’isola d’Elba, e sembrerebbe essere il primo mai avvistato nel nostro Paese.

Gli embiotteri possono essere di piccole o medie dimensioni e si distinguono in due categorie: alati o atteri (privi di ali). Si tratta di un ordine piuttosto raro, la cui dimora consiste, per la quasi totalità del ciclo vitale, in un tunnel di seta secreto dagli esemplari stessi.

Come da titolo, questa nuova specie italiana è ancora senza nome, e saremo noi a sceglierlo. In che modo? Basterà collegarsi al sito del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e compilare l’apposito form.

Fate in fretta! I voti chiudono il 6 gennaio.

Embiottero d'Elba, quali animali abbiamo scoperto nel 2023?
Embiottero d’Elba


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