Qual è l’efficacia dei movimenti di protesta? Nature ha risposto

di Alessia Giurintano
4 Min.

Ogni anno, i cittadini del mondo si attivano in movimenti di protesta. Dalle mobilitazioni a favore della Palestina, al malcontento dei contadini; fino alle proteste per le Olimpiadi: la contestazione è aperta ad una variabilità di ambiti.

Nature ha studiato e verificato l’efficacia delle proteste e la portata del cambiamento. Protestare funziona? A volte.

L’impatto maggiore dei movimenti di contestazione, riguarda l’ambito mediatico e l’opinione pubblica, seppur a breve termine.

Tempi turbolenti e terreno vivo per le proteste

Sebbene questo periodo sia particolarmente fertile per lo studio sociologico delle proteste, bisogna mantenere un profilo basso, una postura discreta. È quanto afferma Eric Shuman, psicologo sociale della New York University:

«La protesta sociale e l’azione sociale su larga scala sono un modo per generare cambiamento sociale, ma ciò non significa che lo farà sempre. E stiamo ancora cercando di capire quando accadrà e quando no.»

Tra le forme di protesta, figurano diverse modalità: scioperi, manifestazioni, boicottaggi, ma anche l’impiego di movimenti armati.

Tuttavia, diversi studi dell’ultimo decennio hanno affermato che le proteste non violente hanno una maggiore efficacia rispetto a quelle violente. Eppure, questa efficacia riscontrabile sul piano globale e generale, non è applicabile sempre nel tempo.

Infatti, l’efficacia ha subito una battuta d’arresto, e anzi tende a diminuire. Questo perché gli organi statali si servono del “braccio armato” per reprimere le contestazioni aperte.

Chenoweth ha individuato nei suoi studi il successo del proteste nel numero – espresso in percentuale -, di sostenitori. Basterebbe superare il 3,5% di adesione poiché:

«Una volta che i movimenti ottengono un numero sufficiente di sostenitori, “cambiano il modo in cui le élite pensano alla questione e rendono loro politicamente impossibile procedere nel modo in cui altrimenti farebbero”.»

Movimento di protesta in America

L’impatto della protesta per il cambiamento: dal locale al globale

Protestare è disobbedire ma anche esercitare il diritto alla libertà d’espressione, e di dissenso.

Lo studio di Nature di cui sopra, mostra come un fattore incisivo per l’efficacia delle proteste è la repressione delle stesse da parte dell’autorità.

La collettività è dotata di agency, ovvero la possibilità di agire e di fare esperienza concreta, ma anche di coscienza all’azione in sé.

Fuori dalla retorica, la collettività, ha il potere di cambiare lo stato delle cose. Non si deve vedere come massa acquiescente e piegata alla coercizione.

Può esprimere dissenso, anche in forma sottile e mascherata rispetto ad un potere più alto che su questa si impone.


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