Pericolo Campi Flegrei, varato decreto in caso di Bradisismo

Il CDM approva un piano di evacuazione

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 7 Min.

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto sui Campi Flegrei

Le crescenti preoccupazioni causate dalla continua attività sismica nella provincia partenopea rendono imperativo un piano per la prevenzione e la sicurezza al fine di evitare catastrofi di maggiore entità. Nel corso del recente Consiglio dei Ministri, svoltosi il 5 ottobre 2023, il Governo italiano ha ideato un piano per una potenziale emergenza incentrato sull’evacuazione nell’area dei Campi Flegrei (NA).

Il Cdm ha approvato il testo per un piano strategico, sviluppato in collaborazione con la Protezione Civile, volto a fronteggiare il rischio di un grave bradisismo nell’area dei Campi Flegrei. Questo piano prevede misure che includono un programma di valutazione della resistenza delle strutture edilizie nell’area, lo studio di microzonazione sismica e prove evacuative. Messo a disposizione dal Governo un finanziamento complessivo di 52,2 milioni.

Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci

Bradisismo Campi Flegrei

I Campi Flegrei sono un’area vulcanica attiva situata ad ovest di Napoli. Questa caldera è molto più grande del vicino Vesuvio, noto per aver distrutto la città romana di Pompei nell’anno 79 d.C. L’area flegrea è soggetta ad una lenta deformazione del suolo nota con il nome di bradisismo (movimento lento del suolo). Il fenomeno porta sia al sollevamento che alla subsidenza dell’area interessata, e può portare a danni di maggiore entità.

Intorno al 2005 il lento sollevamento del terreno ha di nuovo iniziato a manifestarsi. I dati di Ingv riferiscono che negli ultimi 18 anni l’innalzamento ha toccato una quota preoccupante di 113 centimetri, con una media di 15 millimetri al mese. Un episodio simile è avvenuto nel 1983-84, quando gli esperti hanno monitorato un’innalzamento del suolo di 108 centimetri in due anni. (SKYTG24)

Negli ultimi mesi, l’area è stata colpita da più di 1.100 terremoti. Anche se l maggior parte sono stati di minore entità, nei giorni passati si è registrata una scossa di magnitudo 4,0 e un’altra di magnitudo 4,2, la più forte nella zona degli ultimi 40 anni.

Cosa succederebbe se eruttassero i Campi Flegrei?

I Campi Flegrei sono molto più pericolosi del Vesuvio. Se l’antico supervulcano dovesse eruttare si tratterebbe di una catastrofe che riguarderà tutta l’Europa. La caldera dei Campi Flegrei ha un indice di esplosività pari a 7. La camera magmatica si svuoterà molto rapidamente provocando un cedimento delle rocce sovrastanti e originando un immenso cratere circolare. Si eliminerà qualsiasi forma di vita nell’arco di diverse centinaia di chilometri di raggio. Molte particelle e gas saranno riversate nell’atmosfera ed in particolare lo zolfo. La colonna eruttiva supererà i 20 chilometri di altezza. Ci sarà un inverno vulcanico con un abbassamento di 4°C per diversi anni, in tutto l’emisfero terrestre settentrionale. Sarà un evento epocale.

In cosa consiste il Piano del Governo?

Il fulcro di questa iniziativa governativa mira a creare “la possibilità di adottare un piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate direttamente interessate dal fenomeno bradisismico”. Nella bozza del decreto si legge che la pianificazione sarà testata attraverso attività esercitative della Protezione civile. 

Il piano si sviluppa su 4 punti fondamentali:

  1. Studio di microzonazione sismica: Attraverso una mappatura dettagliata, il governo intende identificare le aree più a rischio nei Campi Flegrei, fornendo così una base solida per interventi mirati.
  2. Un’analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia privata: questa parte riguarda l’analisi delle strutture edilizie private. Questo permetterà di individuare quali edifici richiedono urgenti interventi di ristrutturazione per garantire la loro resistenza sismica.
  3. Un’analisi della vulnerabilità sismica dell’edilizia pubblica e un primo piano di misure per la mitigazione: Verranno esaminate le strutture pubbliche per identificare i punti deboli e verranno prese misure per ridurre i rischi.
  4. Un programma d’implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture: Si metterà in atto un programma volto a monitorare costantemente l’attività sismica e l’integrità delle strutture.

L’investimento per il bradisismo nei Campi Flegrei

Il Governo italiano ha stanziato complessivamente 52,2 milioni di euro per il piano di evacuazione del rischio sismico. Il finanziamento per il piano di prevenzione nei Campi Flegrei sarà completamente coperto dallo Stato, come indicato dal ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci. Il Ministro ha riferito che l’impegno di spesa per il provvedimento ammonta a 52,2 milioni di euro, e tra questi, 15 milioni saranno destinati alla Protezione Civile. 

«L’impegno di spesa a copertura del provvedimento è di 52,2 milioni di euro, tutte risorse finanziarie approntate dallo Stato, dal governo. Abbiamo chiesto alla Regione Campania, che però ha deciso di non partecipare, ha ritenuto di non doverlo fare, speriamo nelle prossime settimane cambi idea» – Nello Musumeci.

Per il finanziamento delle misure previste, non è previsto alcun contributo da parte della Regione Campania. Questo porta ad una situazione di distanza tra il Governo e il governatore de Luca. Egli annuncia una battaglia politica e giudiziaria poiché ha accusato il governo di non aver consultato la Regione. Musumeci ha replicato sottolineando l’importanza del decreto, e la cooperazione tra i sindaci dell’area flegrea, centralizzando il ruolo della Regione Campania.  

Piano di evacuazione e comunicazione

Entro i prossimi 60 giorni, la Protezione Civile svilupperà un piano di evacuazione rapida che sarà implementato in caso di un’aumento dell’attività bradisimica. Questo piano sarà testato attraverso esercitazioni pratiche per garantirne l’efficacia, mirata principalmente a migliorare la reattività dei cittadini. Al via le prime prove di evacuazione previste per Venerdì 6 ottobre e Sabato 7 ottobre.

Comunicazione legate all’emergenza Campi Flegrei

Un altro punto focus è la parte legata alla comunicazione verso i cittadini. Il piano del governo include anche il potenziamento delle strutture della Protezione Civile per una risposta più tempestiva alle emergenze di prim’ordine. Inoltre, verrà posta un’enfasi legata alla parte comunicativa nei confronti della popolazione.

Saranno infatti organizzate iniziative per educare i cittadini sui rischi sismici e sulle pratiche della Protezione Civile. Le scuole e i giornalisti saranno coinvolti attraverso corsi di formazione professionale continua, con l’obiettivo di garantire che tutti siano ben informati sulla sicurezza.

Le prove evacuative Campi Flegrei e zone limitrofe

L’attuale “zona rossa” dei Campi Flegrei comprende 15 comuni e quartieri di Napoli, tra cui Bacoli, Pozzuoli, Bagnoli, Chiaia, Posillipo, Giugliano in Campania, Fuorigrotta, Vomero, Soccavo, Arenella, Chiaiano, Pianura, Monte di Procida, Marano di Napoli e Quarto. Questa area conta oltre 500.000 residenti o persone presenti, che saranno direttamente coinvolte nelle attività di evacuazione e preparazione in caso di bradisismo.

Le prove inizieranno con l’evacuazione di due strutture ospedaliere, nella tarda mattinata di venerdì 6 ottobre dalle 11 alle 13. Verranno evacuati gli ospedali di San Giuliano e San Giovanni di Dio, rispettivamente a Giugliano a Frattamaggiore. Sabato 7 ottobre, nello stesso orario, sono invece previste prove di evacuazione presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli.

Zona rossa interattiva campi flegrei

Fonti: Open, Wired, Ansa e The Italian Times

di Radu Dudnic


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