Perchè oggi si celebra la Festa della Repubblica?

di Maugeri Costanza
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

Vorrei essere libero come un uomo

Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia

Che ha il diritto di votare (…)

La libertà
non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Giorgia Gaber, La libertà, 1972

Festa della Repubblica: quel 2 Giugno che cambiò la storia del nostro Paese

Repubblica Italiana

Sono trascorsi 78 anni da quel 2 Giugno 1946. Il giorno in cui gli italiani e – per la prima volta a livello nazionale – le italiane parteciparono. Alle Urne, infatti, grazie a un Referendum istituzionale, furono chiamati a scegliere quale forma dare allo Stato. 12.718.641 (54,27%) voti a favore contro i 10.718.502 (47, 73%) decretarono la nascita della Repubblica democratica Italiana. Si, una differenza percentuale esigua determinò le sorti del nostro Paese. Quindi? Ogni nostro voto ha un peso enorme – oggi come ieri – andiamo a votare :). Ma torniamo a noi!

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Articolo 1 della Costituzione Italiana

Forma di governo costituzionalmente contrapposta alla monarchia, in cui la carica di capo dello stato non è ereditaria ma elettiva e temporanea, e la sovranità appartiene ai cittadini che la esercitano direttamente o per mezzo di rappresentanti liberamente scelti: repubblica italiana, francese; repubblica democratica, quella in cui l’elezione dei rappresentanti avviene a suffragio universale.

Dizionario italiano De Mauro

…ma non solo

Il 2 Giugno 1946 si tengono anche le Elezioni per l’Assemblea Costituente ossia il gruppo giuristi, le esperte e gli esperti di Diritto che redassero la nostra Costituzione. Entrata in vigore ufficialmente l’1 Gennaio 1948.

Le elezioni per l’Assemblea Costituente videro il successo dei tre grandi partiti di massa del tempo, la somma dei cui voti raggiunse circa il 75%. La Democrazia Cristiana ottenne la maggioranza relativa col 35% dei voti, seguita dal Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e dal Partito Comunista Italiano

Sito ufficiale del Senato della Repubblica

Quando la storia della Repubblica Italiana si intrecciò con quella delle donne

Le donne italiane votarono per la prima volta il 2 Giugno 1946? No, è un’affermazione imprecisa che circola da anni, ma sicuramente ci testimonia come il sentimento comune – legittimamente – vede in quel giorno una conquista civile e politica per le donne del nostro Paese. Le donne votano – per la prima volta – grazie ad un decreto legislativo luogotenenziale, il n°74 del 10 Marzo 1946 – in occasione delle amministrative svoltesi in 5 turni tra il Marzo e l’Aprile 1946. Rivendicazione, ancor una volta, nata dal basso da alcune esponenti del movimento antifascista e formalizzata dalla Commissione per il voto alle donne dell’UDI, Unione Donne Italiane. A livello nazionale il suffragio femminile trova la sua concretizzazione quel 2 Giugno di quasi 80 anni fa e il suo ricordo oggi, Festa della Repubblica. Furono 12.998.131 le donne che inserirono la propria scheda dentro l’Urna. A testimoniarcelo foto in bianco e nero facenti parte della nostra memoria collettiva.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

Articolo 48 della Costituzione Italiana

Perchè la Festa della Repubblica ha un valore concretamente simbolico?

No, non basta dire perchè la Festa della Repubblica rappresenta una tappa fondamentale della Storia del nostro Paese. L’essenzialità di quel giorno deve essere percepita come una rinascita dalla morte del Fascismo. In quel 2 Giugno 1946 confluiscono una miriade di diritti – ad oggi scritti nella nostra Carta Costituzionale – perchè è essenziale che siano a fondamento, costituenti di un Paese come il nostro che sa – e non deve dimenticarlo – cosa sia una Dittatura. Perchè sa.

Perchè sa cosa ha significato non poter votare liberamente e segretamente. Cosa ha significato e, ad oggi, quest’ombra esiste ancora, non poter manifestare il proprio dissenso liberamente nelle piazze, in televisione. Ed è per questo che esiste l’intrinseca necessità di continuare a manifestarlo. Perchè il nostro Paese sa cosa è stata e cosa sia la censura. Da questa coscienza nasce la Repubblica italiana e la Costituzione. Da questa coscienza – oggi e sempre – diciamolo che questa Repubblica democratica è antifascista.

La nostra Costituzione è antifascista nell’anima, perché proclama una serie di diritti fondamentali inviolabili, come la libertà di voto, il pluralismo dei partiti, un sistema di divisione e bilanciamento dei poteri dello Stato, tutti elementi che contrastano con l’idea che era stata del fascismo di partito unico, di stato gerarchico, di assenza di elezioni e pluralismo

Alfonso Celotto , professore di Diritto Costituzionale, Università di Roma Tre

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