Cosa rende noiosi la politica e i discorsi istituzionali?

di Antonucci Carola
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 5 Min.

Nella mattina di mercoledì 13 settembre, Ursula von der Leyen – presidente della Commissione Europea – ha tenuto l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione. Proprio attorno a questo evento è stato cucito ad hoc il tema secondo cui i discorsi istituzionali europei – e la politica in generale – siano davvero noiosi. Analizziamo insieme il tema e cerchiamo di comprendere le ragioni dietro questa percezione diffusa.

I discorsi istituzionali e cosa li caratterizza

perché i discorsi istituzionali sono noiosi?
Ursula von der Leyen in uno dei suoi discorsi © linkiesta

Era l’ultimo discorso della presidente prima della fine del suo mandato la prossima estate, e per questo motivo, c’era chi si aspettava un discorso all’insegna del ricordo futuro. Così, però, non è stato.

Il discorso, durato 1 ora e 3 minuti, non ha visto ornamenti ampollosi dell’oratoria. Al contrario ha avuto un esito lineare e dettagliato, definito da molti monotono.

Come chi segue bene questi discorsi ricorda, non è la prima volta che accade, è un tratto abbastanza comune per le istituzioni europee. Ma perché?

Teniamo ben a mente, per il discorso che segue, che si tratta di un discorso estremamente importante. Deve premiare il lavoro dei suoi vari dipartimenti, ma al tempo stesso non scontentare nessuno dei pezzi grossi del Parlamento e della Commissione o i gruppi di interesse e i capi di stato e di governo con cui il presidente è solito trovarsi a lavorare.

Tutto questo porta alla scrittura del discorso da “diverse” mani. Cosa vuol dire? In parole semplici, il discorso viene scritto e rivisitato e poi ancora rivisto da diverse persone preposte a questo compito. Come è intuibile, quando ad un discorso ci lavorano così tante persone – chiamiamoli ghostwriter – è facile che risulti “noioso” e “monotono”.

Inoltre, ricordiamoci che la Commissione e il Parlamento Europeo parlano di temi ostici e a tratti molto complicati che hanno bisogno di un lessico ricercato e spesso inusitato, portando ad una scarsa e difficile attenzione. Aggiungiamo il fatto che le componenti istituzionali da citare siano piene di diminutivi e acronimi e la “brodaglia” è decisamente asettica.

Forse non è solo colpa dei discorsi istituzionali

discorsi istituzionali europei, Ursula von der Leyen
© linkiesta

Iconica la scena, andata virale sui social in questi giorni, in cui la commissaria agli Affari interni Ylva Johansson si è messa a lavorare a maglia durante il discorso.

Nonostante le problematiche sopra citate del discorso istituzionale, non aiuta alla causa il carattere poco incline all’oratoria di Ursula von der Leyen. In effetti, risulta che il discorso fosse ad andatura secca e ritmata, ma che la presidente ha reso monotono. L’assenza di battute ad effetto e un tono di voce ipnotico avrebbe, di fatto, stonato con la statuaria ed algida figura della presidente.

Questo rende la politica noiosa allo stesso modo?

Lo stesso pensiero critico rivolto ai discorsi istituzionali è per la politica. Essa è una parte essenziale della nostra società, ma spesso viene vista con sospetto o addirittura disinteresse da parte di molte persone, definendola noiosa. Le ragioni di questa apatia possono essere molteplici.

Prendiamo in esempio l’assenza di una reale connessione fra tensioni ideali, civili, ideologiche e l’agire quotidiano delle forze politiche. Questo “galleggiamento” e “sballottare” la rende, ai molti, ripetitiva e noiosa.

Comunemente, ad oggi, per politica intendiamo una mera cronaca delle sedute alle Camere, degli incontri tra leader e Capi di Stato. Scordandoci che politica è anche il potere legislativo – cioè decisionale – della convivenza in una comunità che richiede partecipazione, responsabilità e, di conseguenza, scelte ponderate.

È pur vero, però, che annoia un qualcosa lontano da noi e dai nostri interessi e che, uno stesso argomento, può non essere noioso per chi realmente si informa o se ne occupa.

Molto spesso la noia viene scaturita da una scarsa cultura e tradizione politica, di cui non bisogna vergognarsi poiché sempre in tempo a migliorare e migliorarsi. Dopo un’approfondita ricerca storico-politica, essa può apparire affascinante, passionale o fonte di sconforto.

Di Carola Antonucci.

fonti: ilPost


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati