Perché ho amato Italo Calvino, autore degli amori difficili

di Carola Antonucci
9 Min.

Italo Calvino è stato uno degli autori più importanti del secondo ‘900, finendo per rappresentare lo scrittore italiano per antonomasia. Il suo bagaglio di opere varia dai racconti di guerra e Resistenza allo sperimentalismo degli ultimi decenni, fino ad arrivare al teatro, al cinema e all’arte.

Chi era Italo Calvino

Italo Calvino

Italo Calvino nasce nel 1923 a Cuba poiché la famiglia vi ci soggiornava. A soli 3 anni ritorna in Italia, più precisamente a Sanremo dove lo scrittore, ancora bambino, intraprende i suoi studi.

Nel 1944 prende parte alla guerra della Resistenza Partigiana, della quale troviamo riferimenti nelle sue opere. Diventa militante nel Partito Comunista Italiano e si iscrive all’università di Torino alla facoltà di Lettere.

Nel 1947 pubblica dei racconti su una rivista per poi, lo stesso anno, collaborare con la casa editrice Einaudi. Con essa pubblica il primo romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno”.

Nel 1952 lo scrittore pubblica Il visconte dimezzato e che insieme a Il Barone rampante e Il cavaliere inesistente forma la trilogia: I nostri antenati.

Nel 1962 conosce Esther Singer, traduttrice argentina che diventerà in seguito sua moglie. Alla fine degli anni ’60 si trasferisce a Parigi dove inizia a frequentare il gruppo di scrittori dell’Oulipo.

Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’80, lo scrittore pubblica i suoi romanzi più celebri: Il castello dei destini incrociati, Le città invisibili, Se una notte d’inverno un viaggiatore e Palomar.

Nel 1985 muore improvvisamente mentre lavorava alla sua ultima opera, Lezioni Americane, un ciclo di conferenze che lo avrebbero portato nello stesso anno ad Harvard e che a noi arrivano solo postume.

Dal neorealismo alla letteratura fantastica

Come altri autori del tempo, anche Italo Calvino nasce come scrittore di guerra raccontando la sua esperienza nella Resistenza. Contestualizzandolo nel periodo storico in cui ha mosso i suoi primi passi, è normale che si sia indirizzato inizialmente verso la corrente del Neorealismo.

Nonostante la sua propensione a scrivere di fatti reali, ispirandosi al vero, non abbandona i suoi tratti originali e distintivi individuabili nel suo primo romanzo: Il sentiero dei nidi di ragno. In questo romanzo, infatti, Calvino scrive di un bambino attraverso cui racconta la Resistenza. Espediente mai trovato in romanzo precedente, come a voler alleggerire attraverso gli occhi di un bambino un periodo storico che ha segnato profondamente la popolazione del tempo e che, in minima parte, continua a segnare ancora oggi.

Un’altra opera dell’esperienza realista dello scrittore è la raccolta di racconti Ultimo viene il corvo, del 1949, ancora protagonista è la guerra.

La sua svolta avviene quando abbandona la corrente neorealista per affacciarsi verso qualcosa di nuovo, la letteratura fantastica. Le opere di Calvino a cui facciamo riferimento per la letteratura fantastica sono quelle che compongono la trilogia I nostri antenati.

Dal 1952 al 1958 lo scrittore pubblica i tre romanzi dove mescola magnificamente elementi fantastici e ambientazioni storiche.

«Tu ragioni troppo, perché mai l’amore va ragionato?»

«Per amarti di più. Ogni cosa, a farla ragionando, aumenta il suo potere.»

Italo Calvino, Il Barone Rampante, 1957

Un Calvino favolista

Contemporaneamente all’esperienza di voler provare qualcosa di nuovo con la letteratura fantastica, Calvino si dedica a scrivere favole per bambini. La sua raccolta Fiabe Italiane uscì nel 1956 e gli fece ottenere un buon risultato e che consolidò il suo prestigio anche come favolista.

Calvino nel suo periodo florido letterario ha scelto di militare anche nel Partito Comunista intraprendendo anche l’esperienza giornalistica, pubblicando articoli dove parla del comunismo e opere in cui parla dell’Italia del dopoguerra e dell’imminente boom economico di fine anni ’50 e inizi ’60, tra cui La nuvola di smog del 1958.

Lo sperimentalismo in Se una notte d’inverno un viaggiatore

Se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino

Dalla seconda metà degli anni ’70 Calvino inverte nuovamente la sua produzione letteraria, approdando nello sperimentalismo. I romanzi più noti di Calvino appartengono a questo filone letterario dove notiamo una voglia di allargare i confini della sua produzione verso nuove esperienze.

Il cambio di rotta si deve probabilmente alla sua vicinanza con gli autori francesi facenti parte del gruppo dell’Oulipo, famosi per intendere la letteratura come un gioco combinatorio.

In questo periodo sperimentale, Calvino prende spunto da autori esterni per crearne qualcosa di più originale. In Se una notte d’inverno un viaggiatore del 1979, racconta la ricerca da parte di un personaggio che lui chiama Lettore e una Lettrice, che al contrario avrà un nome, di un romanzo misterioso. Questi due personaggi si imbattono sempre in diversi e numerosi nuovi incipit di romanzi che donano la sensazione, al lettore empirico, di essere in un loop temporale dove uscirne è complicato se non impossibile.

Calvino scrittore moderno e autore degli amori difficili

Gli amori difficili, Italo Calvino

Nel 1970 la casa editrice Einaudi pubblica la raccolta Gli amori difficili. Questa raccolta, uscita 53 anni fa, è ancora oggi un romanzo moderno pur restando nella letteratura classica.

Se pensate che sia una raccolta di racconti romantici, vi siete lasciati trarre in inganno dal titolo. Al centro della narrazione Calvino ci presenta amori irrisolti o impossibili per le più disparate cause relazionali. Incomprensioni, poca comunicazione o il silenzio proprio della natura umana che ci fa chiudere in noi stessi quando una delusione ci appesantisce il cuore.

La modernità dell’opera la si vede, oltre al tema sempre attuale dell’amore, attraverso i vari personaggi: soldati, fotografi, sciatori, guidatori, miopi, lettori e poeti, tutti ritratti alle prese con storie d’amore, appunto, difficili.

Sono amori che non riescono a prendere vita, rimanendo in un limbo grigio che è un misto tra speranza di essere, realtà e immaginazione fantasiosa di quello che potrebbe essere un amore.

È proprio il grigio di questo libro che si trasforma in un grigio concreto che si impossessa dell’atmosfera cittadina, le strade e le case, per non parlare dello stato d’animo dei protagonisti.

Le relazioni dei personaggi sono appesantite dal silenzio e le loro azioni per cambiare la loro situazione sono poche se non nulle. Rimangono attanagliati nei loro disagi senza fare nulla per sfuggirne, dove Calvino mostra solo le banali azioni quotidiane e non le grandi gesta per smuovere un cambiamento nella loro vita.

Calvino le chiama avventure, ironizzando sulla questione, perché più che gesta avventurose ed epiche, le loro sono azioni dettate dall’inerzia di sopravvivere ad una vita che non è quella che speravano, ma quella che si fanno andare bene. Tutti diventano protagonisti di una storia che pare star per arrivare al punto di svolta, di pathos, e poi cadere nuovamente nel nulla della banalità.

Anche quando l’amore sembra vincere la forza contraria, come nell’avventura dei due sposi, la quotidianità gioca un ruolo paralizzante per la giovane coppia.

Sembra proprio uno dei tanti contemporary romance che troveremmo oggi in libreria, vero? È proprio per questo che viene considerato un romanzo estremamente moderno.

Perché ho amato Italo Calvino

Sembra quasi banale ed illogico doverlo spiegare, ma ho amato Calvino per il suo non essere mai statico. È un autore la cui dinamicità, tra scrittura e temi, penso vada valorizzata e mai dimenticata. Ancora oggi chi mi chiede quale sia uno dei miei romanzi preferiti, tra quelli di autori italiani si intende, non esito a pronunciarmi a favore di “Se una notte d’invero un viaggiatore”.

La tenerezza che sfocia nell’accuratezza dei dettagli di Calvino verso i più banali gesti quotidiani mi regala sempre un sorriso. Per Calvino non c’è nulla di trascurabile, è sempre un riportare come lui vede attraverso i suoi occhi, senza mancare di una delicata ironia che rende la lettura scorrevole e anche divertente.

Scritto da Carola Antonucci

Fonti: studenti.it, harpersbazaar.com, Manuale di letteratura italiana contemporanea- Manetti,Tortora


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