Paul Alexander è deceduto all’età di 78 anni

Una vita di sfide vinte

di Dudnic Radu
7 Min.

Stati Uniti: Paul Alexander è deceduto all’età di 78 anni

Dallas, 13 marzo 2024. Paul Alexander è deceduto all’età di 78 anni dopo aver vissuto per oltre 70 anni grazie ad un dispositivo – il polmone d’acciaio – a causa della poliomielite contratta durante l’infanzia.

Il polmone d’acciaio, è stato essenziale per consentirgli di respirare dopo che la malattia lo aveva paralizzato dal collo ai piedi, compresi i polmoni, nel 1952.

Incapace di respirare autonomamente, egli dipendeva interamente da questo macchinario per l’intera durata della sua vita. La possibilità di trascorrere alcune ore fuori dal suo Iron Lung, l’insostituibile complice della sua vita, destavano in lui una creatività straordinaria.

Nonostante le avversità fisiche e le sfide psicologiche, Paul Alexander ha ottenuto numerosi successi e avventure: si è laureato in legge diventando avvocato, ha scritto un libro, è stato sugli aerei e negli strip club e ha dipinto.

Che cos’è il polmone d’acciaio

L’ideazione del polmone d’acciaio risale alla mente innovativa del medico Eugène Woillez nella Parigi del 1876. Egli costruì il primo prototipo di questo genere, noto come “Spirophore“. Fu però solo nel 1928 che il primo polmone d’acciaio vide l’uso su scala più ampia, grazie all’ingegno del professore Philip Drinker della Harvard School of Public Health.

Per comprendere appieno l’impatto rivoluzionario del polmone d’acciaio – l‘Iron Lung – nel trattamento della poliomelite, è importante analizzare il contesto storico in cui è stato sviluppato. Dai primi anni del ‘900 la poliomielite era una malattia devastante che colpiva principalmente i bambini, lasciandoli completamente paralizzati o addirittura ne causava la morte. Nel 1952 raggiunge il picco negli Stati Uniti con oltre 21mila casi registrati.

Come funziona il polmone d’acciaio?

L’Iron Lung è una macchina cilindrica che funziona attraverso un meccanismo di compressione e decompressione dell’aria.

Il funzionamento del polmone d’acciaio si basa sulla creazione di una pressione negativa intorno al torace del paziente, che simula la meccanica naturale della respirazione.

Per questo motivo è stato un dispositivo rivoluzionario. Per i pazienti affetti da poliomielite acuta, significava la possibilità di respirare per portare ossigeno nel corpo debilitato dalla malattia che lo tradiva.

File:Polmone d'acciaio (Alvis Motor Company) .jpg - Wikimedia CommonsLa vita Paul Alexander

Fin da giovane, i suoi genitori lottarono per garantirgli un’istruzione adeguata, convincendo il sistema scolastico di Dallas a permettergli di seguire le lezioni da casa. Nel 1959, a soli 13 anni, si unì al pionieristico programma distrettuale per l’istruzione domiciliare, diventando uno dei primi studenti a farlo. La sua determinazione era una costante nella sua vita:

«Sapevo che se avessi fatto qualcosa nella mia vita, sarebbe dovuta essere una cosa mentale. Non sarei diventato un giocatore di basket», rifletteva Paul Alexander.

Venne ammesso alla Southern Methodist University di Dallas, dopo numerosi rifiuti da parte delle altre università. Entrò successivamente alla facoltà di giurisprudenza dell’Università del Texas, ad Austin. Qui concretizzò il sogno di diventare avvocato. Su una sedia a rotelle speciale, che teneva il corpo in posizione verticale, il suo corpo paralizzato assisteva gli avvocati con l’ingegno della sua mente.

Il suo libro, “Three Minutes for a Dog“, è stata la testimonianza del suo spirito indomito. Ogni parola scritta è stata una vittoria sulla sfida. Paul ha riempito ogni pagina bianca con una penna attaccata a un bastoncino tra i denti, dimostrando che nulla può fermare la determinazione di un uomo resiliente. Il libro ripercorre la sua vita e sono stati necessari 8 anni per l’intera stesura.

Un’eroe dei nostri tempi: Paul Alexander

Il mondo della medicina e della ricerca ha perso un eroe con la scomparsa di Paul Alexander. La sua dedizione e il suo impegno hanno avuto un impatto duraturo sulla vita di milioni di persone affette da malattie debilitanti e non. Autore e attivista per i diritti delle persone con disabilità, la sua storia ha ispirato persone in tutto il mondo. La tecnologia e il progresso nel campo medico può davvero trasformare le vite dei pazienti, anche se Paul non ha mai voluto rinunciare al progresso dei suoi tempi: il ‘polmone di ferro’.

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