Parkinson e ansia, lo studio ne evidenzia la correlazione

di Carola Antonucci
3 Min.

Secondo lo studio scientifico effettuato dai ricercatori della University College London, le persone che soffrono di ansia hanno più possibilità di sviluppare i sintomi della malattia di Parkinson. Ma tutto ciò è vero? Analizziamo quanto scoperto dai ricercatori.

Ansia e Parkinson e la relazione sopra i 50

Da quando è uscito il nuovo film d’animazione Disney Pixar, Inside Out 2, si è parlato molto di ansia sui social, andando a sdoganare l’elitarietà di tale sentimento. L’ansia, infatti, è un sentimento che colpisce ogni fascia d’età e genere, anche in diverse fasi della nostra vita.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono circa 300 mila le persone che soffrono di tale disturbo. Soglia che tocca il 3,6% della popolazione mondiale.

In questa stima dell’OMS si immette il nuovo case study pubblicato dal British Journal of Generale Practice, che ha individuato come ci sia una stretta correlazione tra il soffrire di ansia costante e l’insorgere dei sintomi della malattia del Parkinson.

Lo studio nello specifico

A rendere noto al BJGP sono stati i ricercatori dell’UCLUniversity College London – che hanno analizzato i dati forniti dall’assistenza sanitaria primaria del Regno Unito nel decennio 2008-18. Confrontando, così, la salute di 109.435 persone che avevano sviluppato dopo i 50 anni la malattia di Parkinson con le 878.256 che avevano sofferto del disturbo.

Alla fine è emerso che nelle persone con ansia erano spesso presenti dei sintomi considerati campanelli d’allarme per la malattia. Tra questi: insonnia, depressione, stanchezza, deterioramento cognitivo, tremore e rigidità muscolare.

Tra coloro che soffrivano di ansia, 331 hanno sviluppato effettivamente il morbo di Parkinson dopo il periodo di diagnosi dell’ansia di 5 anni.

Concludendo sul caso

Tenendo conto nello studio di fattori come età, sesso, fattori sociali e gravi malattie psicologiche, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il rischio di un’esposizione a forte ansia generalizzata sopra i 50 anni possa portare al rischio – raddoppiato – dell’insorgenza della malattia.

«Il morbo di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa al mondo dopo l’Alzheimer. Attualmente colpisce circa 10 milioni di persone e si stima che ne interesserà 14,2 milioni entro il 2040» ha sottolineato il coautore principale della ricerca, Juan Bazo Alvarez. «È noto come l’ansia sia una caratteristica delle fasi iniziali del morbo di Parkinson, ma prima del nostro studio, il rischio prospettico di Parkinson nei soggetti di età superiore ai 50 anni con ansia di nuova insorgenza era sconosciuto. Comprendendo che l’ansia e le caratteristiche menzionate sono collegate a un rischio più elevato di sviluppare il morbo di Parkinson dopo i 50 anni, speriamo di poter rilevare la condizione in anticipo e aiutare i pazienti a ottenere il trattamento di cui hanno bisogno» ha poi continuato.

Inoltre, la diagnosi non è sempre facile. Si basa su diversi fattori, come storia clinica del paziente, esami neurologici e strumentali. Non esiste, ad oggi, una cura ma sono presenti delle terapie mirate per rallentarlo e migliorare la vita del paziente.


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati