Le conseguenze psicologiche della pandemia sui giovani

di Alessia Agosta
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

La pandemia da COVID-19 ha inevitabilmente influenzato le vite di tutti: i cittadini rimasti nelle proprie abitazioni per mesi, i medici in prima linea pronti a tentare di salvare l’ennesima vita colpita dal tremendo virus, i governi presi alla sprovvista.
Un evento che nessuno si aspettava, ma che, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato e si è abbattuto sul mondo.
Al Coronavirus non è scappato nessuno, nemmeno i giovani.

Una nuova vita, dall’oggi al domani

Gli adolescenti sono una delle categorie più criticate e ostacolate dalla società odierna, e i mesi di lockdown ne hanno messo a dura prova la salute mentale.
Sei a scuola con i tuoi compagni di classe, suona la campanella che segna la fine della giornata scolastica, sei felice perché tra poco arrivano le vacanze di carnevale e ti servono disperatamente giorni di riposo.
Nessuno sapeva cosa gli riservasse il domani, ma nemmeno si immaginava che il domani potesse essere completamente diverso da quanto conosciuto fino a quel momento. Arrivano le prime comunicazioni in merito alle scuole chiuse fino a nuovo ordine, e poi più niente. Il vuoto
Le ore passate tra i banchi di scuola si trasformano in ore passate davanti al computer per cercare di portare a termine l’anno scolastico, in un modo o nell’altro. Ieri ridevi con i tuoi compagni di classe, oggi sei tra quattro mura con te stesso.
Il lockdown per molti può essere risultato come un confronto diretto con sé stessi, con la solitudine. Questa forzatura è stata, probabilmente, una delle matrici che più hanno influenzato la salute mentale nei ragazzi.

sad girl

I dati

L’Istituto Superiore di Sanità italiano ha condotto uno studio di ben due anni, dal 2018 al 2020, che indagava l’andamento dei sintomi depressivi. Nonostante la longevità dello studio, si è notato un grosso incremento nel bimestre marzo-aprile 2020, i mesi del lockdown; i giovani italiani sono risultati più depressi, in particolare i sintomi sono aumentati del 7,1%.
La crescita della comparsa di sintomi depressivi nei giovani può causare molti traumi e difficoltà a socializzare nel futuro. Qual è il metodo più comune oggi per mantenere vivo il legame con le persone? Internet.

I social: un aiuto o un ostacolo per i giovani?

Durante i mesi più duri di pandemia, infatti, si è osservato un notevole aumento nell’uso di internet e dei social media: da una parte, essi hanno permesso ai giovani di mantenere le relazioni con i propri compagni di classe e amici. Ma come ogni aspetto della vita, c’è il rovescio della medaglia. Un uso spropositato dei social network può provocare la nascita di altri disturbi, come il disturbo d’ansia; ansia che nasce dall’osservare da esterno la vita perfetta che, apparentemente, conducono i coetanei.

I ragazzi più colpiti sembrano essere i frequentanti delle scuole superiori, soprattutto dell’ultimo anno. Eventi come l’esame di maturità, percorrere per l’ultima volta i corridoi conosciuti per cinque anni, sentire il suono dell’ultima campanella, sono stati alterati da un mostro che è costato la vita a migliaia di persone.

I giovani si ritrovano senza più quei corridoi che dovevano accompagnarli fuori verso un futuro roseo e prosperoso, non hanno avuto modo di sapere che quelle campanelle di fine febbraio sarebbero state le ultime della loro vita. Non hanno potuto vivere il passaggio da adolescenza ad età adulta. Da marzo chiusi in casa, a settembre tra le mura dell’Università, per chi ha deciso di continuare gli studi.

… e le conseguenze sulla vita sociale dei giovani

La socialità ne è rimasta inevitabilmente intaccata: i primi incontri con le mascherine, dopo tutti gli allarmi lanciati durante il lockdown sul distanziamento sociale, igienizzare le mani e stare attenti ai contatti, non hanno fatto altro che cambiare per sempre il modo di relazionarsi con le persone.
Ci sono alcune tappe che sono fondamentali nella vita di un adolescente, se queste tappe vengono a mancare, potrebbero svilupparsi sintomi d’ansia e inadeguatezza nell’adolescente, poiché si sente diverso dagli altri che hanno potuto, invece, vivere le esperienze.
Si crede che l’aumento dell’uso dei social e delle piattaforme streaming abbiano contribuito a creare aspettative di vita false nei giovani, perché racchiusi nel turbinio di film e serie tv a volte distanti dalla realtà.
Sommando l’uso delle piattaforme streaming, la mancanza di socialità e la solitudine, non è difficile capire perché un adolescente su quattro è rimasto colpito dalla “depressione da lockdown”.
I divieti imposti sulle uscite di gruppo hanno inevitabilmente ostacolato i rapporti sociali, e hanno lasciato segni evidenti tutt’ora.

giovani che ballano

La salute mentale al primo posto

Fortunatamente, sono stati presi dei provvedimenti, come per esempio potenziare i servizi di salute mentale inseriti nell’agenza 2013-2030 da parte della World Health Assembly.
In conclusione, ci si augura che gli accorgimenti delle Nazioni in merito all’attenzione alla salute mentale possano essere d’aiuto per migliaia di giovani che si riconoscono in questa situazione.
Le conseguenze del lockdown ci sono e si sono viste, hanno lasciato un vuoto enorme nella vita dei giovani; le tappe perdute, purtroppo, non possono essere rivissute, resta solo la fantasia dolce amara su quanto diversamente sarebbero potute andare le cose se non ci fosse stato il COVID-19.


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