85 anni dopo la “finta” invasione aliena di Orson Welles

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 7 Min.

30 ottobre 1938 – New Jersey

La sera del 30 ottobre 1938 è entrata nella storia come una delle più memorabili pagine di manipolazione mediatica e di come la radio, un mezzo di comunicazione all’epoca predominante, possa plasmare la percezione della realtà. Quella notte gli Stati Uniti d’America stavano per essere sconvolti da un’invasione marziana. O almeno, così sembrava. Durante l’ascolto di un programma radiofonico, condotto da un giovanissimo Orson Welles, sono innumerevoli gli americani catapultati in una condizione di panico, terrore e ansia causate da una fittizia minaccia di invasione aliena. Ma cosa è realmente successo quella notte?

Orson Welles

Il protagonista deOrson Welles - Movies, Books & Spousella vicenda, Orson Welles, è nel fiore della sua giovinezza, ha un volto carismatico, una voce profonda e un’innata capacità di raccontare storie. All’epoca il giovane talento di soli 23 anni, conduce un programma radiofonico – Mercury Theatre – sulla celebre emittente nazionale, la CBS.

Il Mercury Theatre di Welles era in onda da 17 settimane e si presentava come un programma a basso budget senza uno sponsor. La serie aveva costruito un piccolo ma fedele seguito con nuove trasposizioni di classici letterari come Dracula e riadattamenti dei celebri scritti di Shakespeare. Ma per la settimana di Halloween, Welles voleva qualcosa di molto diverso da quanto offerto in precedenza.

Oscar Welles e il riadattamento de “la guerra dei mondi”

Quella notte il conduttore orchestrava un radiodramma basato sul romanzo di H.G. Wells, “La guerra dei mondi“. La narrazione si presentava come un’emissione di notizie in diretta che simulava un’invasione marziana a Grovers Mill, New Jersey. Welles stava per portare questa narrazione ad un livello nuovo, disorientando completamente gli ascoltatori, alterando la percezione tra il fittizio e la realtà. Il conduttore, assieme allo sceneggiatore Howard Koch e ad altri collaboratori del Mercury Theatre, adattò il romanzo per trasferirlo dalle strade dell’Inghilterra al New Jersey, negli Stati Uniti.

La vicenda scombussolante

La trasmissione iniziò con una calma apparente, un bollettino meteorologico seguito da un intermezzo musicale interpretato dall’orchestra di Ramón Raquello. Poi, improvvisamente, la normalità fu sconvolta dalla notizia in diretta di un’invasione marziana a Grovers Mill, New Jersey.

“Signore e signori, devo riferirvi qualcosa di molto grave. Sembra incredibile, ma le osservazioni scientifiche e l’evidenza stessa dei fatti inducono a credere che gli strani esseri atterrati stanotte nella fattoria del New Jersey non siano che l’avanguardia di un’armata di invasione proveniente da Marte. La battaglia che ha avuto luogo stanotte a Grovers Mill si è conclusa con una delle più strabilianti disfatte subite da un esercito nei tempi moderni”.

La lenta progressione dettata da un’inizio tranquillo a un finale caotico fu studiata per disorientare gli ascoltatori e renderli creduli. Questa strategia ebbe successo ben oltre le aspettative, creando panico e confusione, cedendo alla credenza che l’invasione fosse reale.

Clima sconvolto

Una semplice narrazione di appena un’ora mise improvvisamente il mondo sottosopra, un fenomeno straordinario che oggi sarebbe persino difficile da immaginare. In quel momento però gli effetti sonori, l’autenticità dell’interpretazione e il talento dei protagonisti scatenarono il panico tra migliaia di persone che fuggirono terrorizzate, convinte che il mondo stesse realmente per essere invaso da un esercito di alieni.

“Signore e signori, questa è la cosa più spaventosa che abbia mai visto… Aspettate un minuto! Qualcuno si sta avvicinando dal fondo del buco. Qualcuno… o qualcosa. Posso vedere due dischi luminosi che scrutano da quel buco nero… Sono occhi? Potrebbero essere un volto”.

Non fu che al minuto 40 quando Welles e il suo team ricordarono – per la seconda volta – agli ascoltatori che si trattava di pura finzione, un adattamento in occasione della notte di Halloween. Ma non c’era più nulla da fare, a quel punto molte persone erano già in preda al panico. Credendo erroneamente che si stesse realmente verificando un’invasione marziana, ci furono reazioni impreviste, tra cui la fuga dalle città, chiamate alle autorità, evacuazioni, confusione generale e la ricerca disperata di informazioni di riferimento.

É sicuramente da notare che la storia del panico di massa scatenato dalla trasmissione possa essere stata esagerata. Secondo alcune ricerche più recenti, solo il 27% delle circa 2000 lettere inviate a Welles e alla “Federal Communication Commission”  raccontavano di essere stati terrorizzati o di avere assistito a scene di panico.

La radio, la finestra sul “mondo”

Per comprendere al meglio l’entità del evento scatenato dalla trasmissione di Welles, dobbiamo considerare il contesto storico. Il mondo degli statunitensi – e non solo – era in un clima tumultuoso dovuto alle crescenti tensioni internazionali e la minaccia imminente di conflitti globali. Gli anni 30′ erano un periodo in cui le trasmissioni radiofoniche avevano un’influenza massiva sulla vita quotidiana degli americani. L’ascolto radiofonico era una pratica comune, e le famiglie di tutto il paese si riunivano attorno alle loro radio per avere riferimento notizie o semplicemente dilettarsi.

una radio seduta sopra un davanzale

Sono molti i commenti al broadcast a esplicitare il coinvolgimento reale, nonché la bravura del Mercury Theatre.

Mia madre, all’età di 16 anni e mezzo, nella vigilia di Halloween del 1938, è stata una di coloro che non si sintonizzarono all’inizio, ma un po’ più tardi, quando la programmazione sembrava essere reale, ricca di trasmissioni di “notizie”. È stato spaventoso pensare che tutto ciò stesse “accadendo” nel New Jersey, non lontano da dove lei e la sua famiglia vivevano. Raccontando la storia a me e ai miei fratelli anni dopo, qualcuno è tornato a casa e ha detto che altrove non veniva riportato nulla, e la consapevolezza che si trattava del Mercury Theater divenne chiara a tutti coloro che ascoltavano in casa. Ma è stata comunque un’esperienza molto intensa, poiché tutto sembrava così reale in un’epoca in cui la radio era davvero “la finestra sul mondo!”

Conclusione

Anche se la Mercury lavorò freneticamente per rendere lo spettacolo il più realistico possibile, nessuno si aspettava che i loro sforzi avrebbero avuto così tanto successo. La verità può essere trovata solo tra le bozze di sceneggiatura ormai dimenticate e nei ricordi dei collaboratori di Welles, che catturano la caotica vicenda dietro le quinte della trasmissione.

Nessuno coinvolto in “La guerra dei mondi” si aspettava di ingannare gli ascoltatori, perché tutti trovavano la storia troppo sciocca e improbabile per essere presa sul serio. I frenetici tentativi della Mercury Theatre di rendere lo spettacolo credibile riuscirono, quasi per caso, ben oltre le loro più rosee aspettative.                                                  

di Radu Dudnic


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