Moda | La Gen Z e la ricerca spasmodica di Dupes

di Antonucci Carola
7 Min.

Lasciando la spiegazione su cosa siano i dupes in un secondo momento, soffermiamoci sulla voglia, da parte della Gen Z, di esprimersi e risaltare in una società che considera la moda un elemento importante. Ma lo stare al passo con le mode non è aiutato dal sempre più insistente crescere dei prezzi. È proprio qui che entrano in gioco i prodotti e il mercato del “fake”.

La Gen Z e la moda

Per la Generazione Z la moda è diventata, negli ultimi anni, una valvola di sfogo su cui basare o far emergere la propria personalità. Questo l’ha resa un passatempo su cui vale la pena spendere e investire. Viaggiamo quindi oltreoceano dove il mondo del fashion lancia le sue tendenze, sa come attirare la fetta di mercato che sa far girare l’economia e che è più facile da plasmare.

Se, però, negli ultimi tempi si è sviluppata una tendenza ad essere BeReal, una scia di irrealtà si è propagata a macchia d’olio tra i giovani. Il mercato del fake e della contraffazione. Secondo una ricerca di Insights il 54% dei ragazzi della Gen Z trovano moralmente accettabile acquistare beni di lusso falsi.

Per rincorrere quell’ideale di stile che mette l’alta moda come punto cardine dei propri look, si rischia di essere frenati dai prezzi elevati dei grandi marchi di lusso. Sono quindi disposti, pur di non rinunciare ad un capo, a ricorrere ad imitazioni dell’haute couture, alimentando l’accesso facile ai falsi. Ma ricordiamo che è un’azione non propriamente legale.

Ma cosa sono i dupes?

Dupes make up, low cost
Video youtube: Laura Lee.

Facciamo un passo indietro, come vi avevo promesso, e parliamo del significato di questa parola. Partiamo col dire che la traduzione letterale della parola è “ingannato“. Da qui è facile capire come ci si riferisca a qualcosa, in questo caso accessori o capi, che deve sembrare ma non lo è.

Alla luce di quanto abbiamo detto, bisogna mettere in chiaro la differenza tra dupe, imitazioni e mercato di prodotti falsi. Se parliamo di dupes, ci riferiamo a dei prodotti che ne ricordano altri, magari di una grande marca. Non è però un oggetto che è facilmente confondibile con l’originale. Se prendiamo Zara ed Essence, troviamo profumi e make up che ricordano quelli delle grandi marche per fragranza e texture, ma che hanno alla base comunque delle differenze. Un prodotto di Fenty Beauty o Charlotte Tilbury può essere imitato da un brand low cost e siamo liberi di acquistarlo. Dobbiamo, però, essere consapevoli che non avrà magari la stessa durata sulla pelle o la stessa texture, puntando più sul finish.

Perché nascono i dupes?

Profumi Zara dupes grandi marche
profumi dupe di Zara, Estetista.it

Su questa domanda ci sono due possibili risposte, entrambe adatte ma che abbracciano diversi punti di vista. Da un lato abbiamo i “piccoli” brand, low cost e che hanno il bisogno di lanciarsi sul mercato già di per sé spietato e competitivo. In alternativa hanno il bisogno di ritornare in vetta alle vendite nel caso di un brand caduto come si sul dire nel “dimenticatoio”. Sfruttano le imitazioni di un brand già avviato per vendere.

Dall’altro lato, abbiamo il consumatore con la voglia di essere sempre alla moda e di non rimanere indietro coi tempi. Si creano video e foto quotidianamente e che hanno una buona probabilità di diventare veri e propri trend. In pochi minuti questi trend viaggiano per il mondo attraverso i nostri cellulari e appena appaiono sul nostro schermo, abbiamo la spasmodica voglia di ricrearli. Anche se non si ha la voglia di rincorrere le tendenze, la moda ha la capacità di farci aumentare l’autostima, credere maggiormente in noi stessi ed esprimere la nostra vena creativa.

All’inizio, infatti, il termine aveva assunto anche una valenza positiva e delle volte ancora lo è. Un po’ come chiedere in farmacia il farmaco equivalente, sai che ha la stessa funzione e ne approfitti perché non ha i prezzi gonfiati della marca originale. Quindi quando ha iniziato a diventare un’accezione negativa?

Zara vs Shein, Dupes e fast fashion nella Gen Z
Video Youtube: Mirirana Riitano

Inizia a diventare un qualcosa da non elogiare quando, come abbiamo visto, “l’inganno” ha voluto virare verso qualcosa di realmente ingannevole. Quando l’imitazione leggera è diventata una vera e propria copia, un doppione che ha buttato la sua polvere incantata negli occhi dei giovani. Quando la Gen Z non si è più accontentata della qualità “imitata” del prodotto costoso, ma ha voluto anche il resto, seppur falso.

Come, infatti, leggiamo su Amica «il mercato dei dupe/fake ha triplicato i suoi guadagni dal 2013 ad oggi, tanto da allarmare non solo le case di moda e di cosmesi, ma anche i giornalisti e gli ecologisti. Ashley Piper, attivista e collaboratrice, fra gli altri, del Washington Post, denuncia da tempo come il mercato dell’imitazione a basso costo sia un invito costante a produrre e acquistare di più, aggravando i problemi di un consumismo sfrenato e inconsapevole.»

Concludiamo

Nel mondo della moda, dove i prezzi sono davvero notevoli, il fast fashion ha contribuito ad avvicinare tale ambiente a chiunque ne sia appassionato. L’idea che qualcosa che costa poco sia anche facilmente sostituibile ha giustificato la creazione di queste imitazioni, accompagnate anche dall’acquisto impulsivo. Perché tanto costa solo pochi euro!

Personalmente spesso mi trovo ad acquistare i dupes di un prodotto che trovo interessante, anche solo per capire come potrebbe starmi addosso – nel caso di un abito – o del finish – nel caso di un oggetto di make up. Per poi magari investire dei soldi in un prodotto originale. In un ambiente così saturo di prodotti, invenzioni e modelli, ha davvero senso averli tutti originali?


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