Milano, idea studentato low cost: stanza da 250 a 350 euro al mese

di Christian Sangaletti
3 Min.

L’idea del Comune di Milano, per combattere il caro affitti nel capoluogo lombardo, è quella di introdurre uno studentato ‘low cost’ a prezzi accessibili, calcolati in base al reddito.

Palazzo Marino sta lavorando ad un progetto che permetterebbe, una volta riqualificate, di mettere al bando le case popolari sfitte: si dovrebbe partire con le prime 300 case, per 600 studenti, che potranno avere la loro stanza pagando dai 250 ai 350 euro, calcolati in base all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

I costi attuali e le riforme per aumentare i posti letto

Secondo una ricerca del Centro studi di Immobiliare.it, a Milano, gli affitti per gli studenti sono alle stelle: per una stanza singola, in media, servono circa 620 euro mentre per una stanza in doppia si paga all’incirca la metà.

Attualmente, le università offrono possibilità miste: pagamento completo (tra i 700 e gli 800 euro al mese per una singola) oppure con una riduzione in base al merito e al reddito familiare.

Gli studentati privati in fase di costruzione, come quello di Coima in Porta Romana, che verrà realizzato in seguito ai Giochi Olimpici Invernali del 2026 o lo studentato immaginato al posto dell’Ospedale Galeazzi, avranno cifre che andranno dai 700 ai 1000 euro per una stanza singola da 20/30 metri quadrati.

Grazie a qualche convenzione pubblica, questi prezzi potranno scendere, fino ad un massimo di 600 euro.

La Riforma 1.7 del PNRR ha l’obiettivo di incentivare la realizzazione di nuove strutture per gli studenti e portare i posti per i fuorisede da 40mila a oltre 100mila entro il 2026.

A Maggio, un emendamento del Decreto Legge PA, ha sbloccato 660 milioni di fondi pubblici – di cui un terzo andrebbe alla Città di Milano – per «l’acquisizione della disponibilità di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore».

di Christian Sangaletti

Fonti: SkyTg24, Il Sole 24 Ore, Ministero dell’Università e della Ricerca


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