Medioevo: la terra come discrimine sociale

di Costanza Maugeri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 5 Min.

La società del Medioevo è basata su dinamiche socioeconomiche totalmente differenti dalle nostre. Oggi ne parliamo insieme!

La terra come principio di assestamento

Partiamo dalla base: la terra, intesa, logicamente, come appezzamento è l’unica fonte o, in ogni caso, quasi esclusiva di sostentamento e guadagno durante il Primo e il Pieno Medioevo ossia quell’arco di tempo che si estende, a grandi linee, dal IV all’XI secolo.

Subito dopo il crollo dell’impero romano la società esistente deve fare i conti con una profonda crisi dovuta al repentino frazionamento dei territori non più soggetti a un potere centrale. Il punto sta nel ritrovare nuovi equilibri politici e socioeconomici. In questo contesto l’appezzamento terreno rappresenta il principale fattore di vita stanziale. I medievali, infatti, svolgano la propria vita vicino al luogo dove sono nati e cresciuti.

La caduta dell’Antica Roma causa, soprattutto, nel Primo Medioevo un ristagno commerciale in cui solo il possesso e lo sfruttamento della terra garantisce la sopravvivenza, dalla prima, infatti, si ricavano grano e cereali, si coltiva il mangime per  il bestiame, da cui si ricava, in particolar modo, il latte.

E come discrimine sociale

Dal momento in cui la terra, come detto, rappresenta nel mondo medievale l’esclusiva fonte di ricchezza e sostentamento, ne è il discrimine sociale.

Chi possiede la terra, ne dispone come meglio crede, chi no, invece, dipende dal proprietario per la quale lavora come agricoltore, contadino o allevatore. Il risultato è una società fortemente gerarchizzata e tripartita in oratores, bellatores e laboratores. Le prime due classi clero e nobiltà sono coloro che possedendo la terra, non la lavorano e possono, quindi, dedicarsi, anche, ad attività intellettuali. I laboratores, invece, sono relegati all’attività manuale per poter sperare di sopravvivere.

La società curtense come risposta ad una crisi

Tra III e V secolo l’insicurezza dovuta alle invasioni barbariche colpisce anche le fasce più alte della società. I latifondisti si trovano a non poter interagire con una rete e un potere forte e centralizzato e proprio da queste condizioni che si origina la società curtense e la Corte.

Il proprietario terriero, di origine romana, decide di creare un microcosmo sociale con al centro la sua villa. Esso è dotato di magazzini, casolare, attrezzi per il lavoro e alloggi per la schiavitù ed è basato du un’economia di sussistenza che si alimenta grazie alle terre limitrofe alla corte, lavorate dai servi.

Nuove realtà determinano nuovi concetti

 In questa realtà si fanno strada nuovi concetti, primo tra tutti, il feudo.

Il termine “feudo” deriva dal francone “feh od” in origine, indicava la proprietà del bestiame o la proprietà temporanea di un bene; “feh” significa ,infatti,” bestiame” e  “od” indica la proprietà.

Il consolidamento di questa tipologia di società porta con sé uno slittamento semantico. Il feudo, infatti, in un secondo momento, passa ad indicare un beneficio, spesso, un appezzamento di terra concesso da un proprietario terreno, dal re o dal papa (feudatario) a un suo sottoposto che assume il titolo di vassallo, quest’ultimo dal suo canto deve garantire fedeltà e una serie di servizi (aiuto militare, ad esempio).

Il rituale di vassallaggio nel Medioevo

Medioevo

La consegna del feudo è ufficializzata da un rituale ben preciso ricco di simbologia. Il feudatario porge al vassallo una forma di verga, la festuca che rappresenta, quindi, il passaggio di un’autorità. Durante questo rituale, inoltre, si passa la spada da una spalla all’altra di chi riceve il beneficio, Tale cerimonia è alla base di quel sistema che denominiamo feudale e che crea una rete di connessioni tra individui.

A questa cerimonia si lega il concetto d’investitura ossia il rituale tramite il quale il vassallo viene investito ossia al quale viene conferita una carica dopo aver reso omaggio. Quest’ultimo termine deriva dal francese hommage, a sua volta dallo stesso termine francese homme, uomo. Durante la cerimonia d’omaggio il vassallo pone le mani giunte dentro quelle del signore che le richiude in senso di protezione. 

Nella società medievale, quindi, il rituale, il come avvengono gli eventi, è più importante del perché.


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