Medio Oriente e Ucraina, quale evoluzione?

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

Da ormai due anni le tensioni internazionali sono tornate a minare la stabilità mondiale, sia in Europa, che in Medio Oriente. Facciamo un punto della situazione!

Medio Oriente e Ucraina

Non ce la siamo dimenticata, la guerra in Ucraina, sebbene le notizie sul suo decorso si siano fatte sempre meno “rumorose” negli ultimi mesi. La guerra persiste e, in realtà, si avvicina sempre di più ad un possibile punto di svolta. Non c’è però solo l’Ucraina a preoccupare la comunità internazionale, bensì anche il Medio Oriente, una polveriera che sembra pronta ad esplodere da un momento all’altro.

Certo, quelli del Medio Oriente e Ucraina non sono gli unici due conflitti esistenti al mondo, ma sono (al momento) i due che potrebbero maggiormente scatenare conflitti su larga scala, anche mondiali.

Ma a che punto siamo arrivati con la guerra? L’Ucraina sta vincendo? Israele mantiene il suo supporto? Quanto siamo vicini ad un’escalation più ampia quando si parla di Medio Oriente e Ucraina?

Ucraina: punto di svolta vicino? Gli USA sono poco speranzosi

Medio Oriente e Ucraina

La controffensiva ucraina di quest’anno sembrerebbe aver fallito, secondo gli Stati Uniti Kiev potrebbe perdere entro poco tempo. La controffensiva, durata mesi, non ha portato ai risultati sperati, tra i quali anche il territorio perso. Mosca sembrerebbe voler puntare sulla diminuzione del supporto a Kiev da parte dei paesi occidentali, soprattutto dagli USA. La scommessa di Putin apparirebbe essere proprio questa, una diminuzione del supporto occidentale significherebbe minore possibilità per l’Ucraina di rispondere agli attacchi russi. 

A tale proposito, il Presidente Zelensky è volato a Washington in questi ultimi giorni per rinnovare l’impegno USA negli aiuti a Kiev, ma i repubblicani hanno rigettato in blocco tale possibilità. Il sostegno dei repubblicani sarebbe infatti in stallo e, se la guerra dovesse entrare in una fase stagnante, la Russia ne trarrebbe solo che vantaggi. A detta di Putin, infatti, la mancanza di munizioni dalla NATO e di supporto (sopratutto economico) dai paesi occidentali, porterebbero la Russia a prevalere in pochi giorni. Zelensky, a Washington, ha sostenuto che Kiev “non può vincere senza aiuto”, cercando di spingere il Congresso a trovare un compromesso con il Presidente Biden.

Nel frattempo arrivano dall’UE le parole di sostegno della Presidente della Commissione Europea, secondo cui la “vittoria finale dell’Ucraina è la sua ammissione all’UE”. All’interno dei 27 europei, però, Orban crea non pochi problemi, opponendosi agli aiuti a Kiev. L’UE sta infatti per approvare una tranche di aiuti utili ad evitare la bancarotta per Kiev, ma la posizione contraria dell’Ungheria mina l’approvazione. Al Consiglio Europeo, infatti, per decisioni come questa serve l’unanimità.

Medio Oriente: Washington critica Netanyahu, mentre gli Huthi creano sempre più problemi

Medio Oriente e Ucraina

Dagli USA arrivano parole forti nei confronti di Netanyahu, Primo Ministro israeliano. Secondo Washington Israele inizierebbe a perdere il sostegno internazionale, a causa dei suoi incessanti bombardamenti sui civili. Dopo la tregua prevista a novembre, infatti, dal 1 dicembre i bombardamenti sono ricominciati, interessando prevalentemente il sud della Striscia. Con il valico di Rafah sotto il tiro dei missili, anche evacuare la Striscia risulta difficile. 

L’Assemble Generale delle Nazioni Unite si è riunita per approvare una risoluzione sull’immediato cessate il fuoco, passata anche se con 10 voti contrari e 23 astensioni. Tra gli astenuti, anche l’Italia. Non era infatti passata la Risoluzione del CdS della settimana scorsa, a causa del veto USA. Hamas ha richiesto che la tregua richiesta dall’AG venga rispettata, ma l’esercito israeliano sembra aver dato inizio all’allagamento dei tunnel a Gaza. Secondo quanto dice il Presidente USA Biden, non c’è sicurezza sulla presenza o meno di ostaggi nei tunnel di Hamas.

La Casa Bianca sta inoltre facendo pressing per la riapertura del valico di Kerem Shalom, per permettere l’entrata di maggiori aiuti. L’accortezza agli aiuti umanitari non viene però rispettata dal voto in sede ONU, che è rimasto contrario ad entrambe le risoluzioni che chiedevano il cessate il fuoco.

Un attore non di poco conto in Medio Oriente sono gli Huthi yemeniti, che bombardano e bloccano qualsiasi nave israeliana o diretta verso Israele nel Mar Rosso. L’attacco a tali navi spingerebbe quest’ultime a ricercare via di transito alternative, le quali però comportano costi maggiori. Tra le navi colpite anche alcune non israeliane, il cui possibile affondamento rischierebbe di compromettere ancora di più la crisi regionale. 

Scritto da Emanuele Lo Giudice


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella “Contatti” del sito l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati