L’UNHCR e le donne migranti: un excursus della situazione.

di Alessia Agosta
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, con un post sul social X, Chiara Cardoletti scrive: «#8Marzo le donne e ragazze sono oltre il 51% dei 114 milioni di rifugiati e sfollati nel mondo 1 su 5 è violentata. Così come la maggior parte delle donne arrivate in Italia via mare. Serve fare di più, molto di più. L’UNHCR è accanto a loro in Italia e in 137 Paesi».
In questo articolo si parlerà delle difficoltà che devono affrontare le donne migranti.

L’UNHCR e le donne migranti

La Rappresentante UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) per l’Italia ci tiene a ribadire un concetto importante, che da sempre sta a cuore all’Agenzia ONU. Essa si occupa della tutela dei diritti dei rifugiati di tutto il mondo, motivo per cui opera in ambienti caratterizzati da disparità di genere e disuguaglianze, per cui i quindicimila dipendenti combattono giornalmente. L’UNHCR gestisce e tutela non solo i rifugiati, ma anche tutte le donne migranti vittima di abusi o violenze.

Migrazione delle donne e disuguaglianze

Le donne rappresentano la metà di tutti i rifugiati e sfollati nel mondo. Molte di loro scappano dal Paese d’origine per cercare una vita migliore, interrompendo tutti gli abusi a cui sono soggette nella propria famiglia.
La migrazione è terreno fertile per le disuguaglianze di potere, poiché i rifugiati spesso non conoscono la lingua del Paese che stanno attraversando o in cui cercano asilo. Ciò gli impedisce anche di conoscere i loro diritti, rendendoli più vulnerabili.
La violenza può, dunque, manifestarsi nel Paese di origini, di arrivo o lungo la tratta migratoria. 

Migranti stanziati in Eritrea

Le tratte migratorie: l’odissea dei migranti

La tratta migratoria è il percorso geografico che i migranti intraprendono per spostarsi da un Paese all’altro. La Libia costituisce uno Paese di transito importante per coloro che vogliono lasciarsi alle spalle abusi, maltrattamenti o vite difficili e guardare avanti alla ricerca di un futuro migliore. 
I sopravvissuti al passaggio in Libia testimoniano abusi, rapimenti, torture e uccisioni. Le donne migranti, di conseguenza, cadono vittime di trafficanti di esseri umani. Coloro che esercitano questo potere abusivo nei confronti dei migranti costituiscono, in questa precisa situazione, gli unici che possono determinare la continuazione del percorso migratorio. È proprio questo cavillo che rende così forte la rete intricata di violenze e non permette ai rifugiati di proseguire verso il Paese di destinazione.
In Italia, il 10% dei rifugiati sono donne che vengono sfruttate o subiscono violenze sessuali. Si rivolgono ai Centri Anti-Violenza, ma il sistema burocratico italiano però ha non poche carenze: c’è ancora troppa distanza tra l’individuazione delle violenze e la risposta concreta ad esse.
Spostandosi in America Latina, lo snodo in Costa Rica rappresenta un tasto dolente per tutte le donne che migrano dal Nicaragua o dalla Repubblica Dominicana, restando vittime del traffico sessuale.

Il contributo dell’UNHCR alle violenze subite dalle donne migranti

La violenza sulle donne è ancora un problema fortemente radicato nella società odierna che non può essere risolto dall’oggi al domani. 
L’UNHCR contribuisce all’eliminazione di questo fenomeno da tutte le aree in cui essa opera. L’istituzione dell’Ufficio dell’ispettore generale ha permesso di indagare e fare luce sulle accuse di abuso denunciate dalle vittime.
L’Agenzia partecipa anche a progetti inter-agenzia, come la partecipazione alla Task force del consiglio direttivo delle Nazioni Unite sulle molestie sessuali, per garantire un appoggio a tutte le donne migranti che subiscono abusi.

Oggi come ogni giorno, è importante ricordare tutte le donne vittima di violenze, e non dimenticarsi che fermare le ingiustizie non è impossibile ma necessita della collaborazione di tutti. 
Conoscere il problema è il primo passo verso la risoluzione. 


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