Lucha y siesta, centro antiviolenza romano a rischio

di Alessia Giurintano
5 Min.

Roma, 17 ottobre 2023. Il centro antiviolenza di Via Lucio Sestio, nel quartiere Tuscolano di Roma, rischia di chiudere.

La Regione Lazio ha preso questa decisione, non ha approvando il protocollo d’intesa della precedente Giunta Zingaretti.

La nuova giunta, infatti, presieduta ora da Francesco Rocca, è pronta a firmare le carte per lo sfratto.

La Giunta ha deciso di avviare una fase di ristrutturazione, e mettere il centro antiviolenza a bando, per valutare a chi affidarne la gestione.

I volontari, gli attivisti, e non da ultimo gli utenti, insorgono a seguito di questa notizia, che è di fatto un dietrofront importante sul piano sociale.

centro antiviolenza donne

“Lucha y siesta”, safe place antiviolenza

“Lucha y siesta” è un centro antiviolenza, che accoglie donne e minori nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Attiva sul territorio sul piano delle prevenzione e del contrasto della violenza di genere, promuove percorsi di autonomia e autodeterminazione.

Si configura come luogo simbolo sul tessuto urbano romano, come spazio di relazione, e safe place di sostegno e sorellanza, in chiave femminista e transfemminista.

Il centro è presente sul territorio dall‘8 marzo del 2008, e presto è diventato anche un polo culturale e uno spazio aperto di confronto anche politico.

antiviolenza

La (ri)nascita dall’abbandono e il dialogo con le istituzioni

La storia del centro è lunga e travagliata, e nell’immaginario collettivo la genesi si associa unicamente all’occupazione da parte di alcune donne in difficoltà.

Infatti, nel 2008 alcune donne occuparono l’immobile in stato di abbandono, formalmente di proprietà dell’Atac, l’azienda di trasporti.

Solo nel 2019, viene messo all’asta per 2 milioni di euro. L’immobile viene acquisito, due anni più tardi, dalla Regione Lazio.

Nell’ottobre del 2022 la giunta regionale di Zingaretti assegna la gestione dell’immobile al centro stesso, fino ad oggi, in cui si verifica un passo indietro.

«Abbiamo salvato Lucha y Siesta» scriveva su Twitter, attuale X, proprio Zingaretti.

E invece, ad oggi, la lucha è ancora aperta e la siesta è a rischio.

Le dichiarazioni di FDL accendono la lotta all’antiviolenza del centro (e non solo)

La giunta regionale, si è detto, ha deliberato la messa a bando dell’immobile, previa adeguata ristrutturazione.

Quello che lascia allibiti tanto i volontari, quanto gli attivisti e gli utenti, è la possibilità offerta allo stesso centro di partecipare al suddetto bando.

A difesa della scelta, la consigliera FdI Laura Corrotti dichiara :

«La revoca non è altro che un atto di buonsenso. Ci sarà una procedura ad evidenza pubblica, dando così la possibilità di partecipare a tutti gli enti e le associazioni iscritte all’albo regionale delle organizzazioni di donne impegnate nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno ai percorsi di uscita dalla violenza»

Immediata, la risposta delle donne coinvolte:

«Noi da qui non ce ne andiamo di certo e pretendiamo che il governatore ci convochi» hanno affermato, avviando delle manifestazioni collettive.

L’Associazione, infatti, è aperta al dialogo e chiede un incontro con gli organi competenti, in questo caso con la Regione.

Di Alessia Giurintano

Fonti: Corriere della Sera, il Post, Ansa, RomaToday, luchaysiesta.org


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