L’intelligenza umana e quella artificiale insieme nel nuovo cortometraggio “Cassandra”

di Fornito Emanuele
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Presentato a Roma il 19 ottobre, il cortometraggio Cassandra è uscito ufficialmente su RaiPlay. Cosa distingue questo da un normale cortometraggio? Il ruolo preponderante dell’intelligenza artificiale nella realizzazione di esso.

Trailer ufficiale del cortometraggio

Creatività umana ed artificiale

Nato da una collaborazione tra Rai Cinema e Scuola Holden, Cassandra è un cortometraggio sicuramente innovativo per quanto riguarda l’intero processo di produzione. Difatti, la regista Demetra Birtone, in collaborazione con Riccardo Milanesi (direttore di Holden.ai Storylab), ha deciso di scrivere la sceneggiatura del film confrontandosi con le idee innovative ricavate da diverse intelligenze artificiali: da ChatGPT a Google Bard. Ma non finisce qui. L’intelligenza artificiale ha infatti aiutato anche in fase di registrazione e post-produzione, tramite l’utilizzo di software come Midjourney o D-ID per le animazioni o Runway per l’editing generativo che ha coadiuvato la recitazione di attori reali.

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Realizzazione e trama

Rai Cinema ha deciso, con Cassandra, di puntare sui talenti della Scuola Holden, grazie all’impiego dei suoi studenti di spicco. La scuola torinese di storytelling, partendo dall’impiego sempre più grande delle intelligenze artificiali nei diversi aspetti della vita quotidiana, ha sviluppato una narrazione in cui Agatha, studentessa della Scuola Holden, è incaricata di “allenare” Cassandra, una nuova intelligenza artificiale che, partendo dall’analisi della abitudini degli utenti, è capace di predire eventi futuri. La studentessa scopre tuttavia che le influenze dell’intelligenza artificiale su scelte ed azioni superano in realtà le semplici predizioni.

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Il futuro dell’audiovisivo?

Già in un articolo passato abbiamo discusso dell’impiego di IA nel cinema e delle possibili conseguenze, vantaggiose e svantaggiose. Con questo nuovo cortometraggio Rai Cinema pone sicuramente l’attenzione su una strada che, come prevedibile, si sta spingendo sempre più oltre la semplice sperimentazione. La domanda sorge dunque spontanea: è davvero questo il futuro della creazione audiovisiva?


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