L’Eurovision in breve: storia, struttura e cantanti in gara

di Fornito Emanuele
4 Min.

È tutto pronto a Malmö, in Svezia, per quello che sarà, il 7 maggio, l’inizio dell’Eurovision Song Contest 2024 che, come ogni anno, mette in competizione le principali hit europee e non solo, in vista della finalissima che avrà luogo sabato, 11 maggio. Ma quando nasce l’Eurovision?

Un po’ di storia

Dietro la nascita dell’Eurovision c’è un grande contributo tutto italiano. Fu infatti di Sergio Pugliese l’idea di creare, per l’Unione europea di radiodiffusione, un programma per le neonate televisioni che potesse riunire tutti i Paesi europei, alle prese con le ingenti ricostruzioni post-belliche. Era il 1955 quando, a Roma, Pugliese incontra l’allora direttore dell’UER Marcel Bezençon, sancendo la nascita di una competizione musicale europea sul modello del Festival di Sanremo, che prese il via quattro anni prima.

Si tenne l’anno seguente a Lugano, in Svizzera, la prima edizione, che vide trionfare Lys Assia. Da quel momento, i maggiori cantanti europei portarono canzoni epocali sui palchi di tutta europa: da Domenico Modugno agli ABBA, passando per Toto Cutugno e i più recenti Måneskin.

Come funziona?

Innanzitutto, il Paese ospitante varia, dal 1958, a seconda del Paese vincitore dell’edizione precedente. Difatti, quest’anno l’Eurovision è ospitato in Svezia proprio perché, nel 2023, è stata la svedese Loreen a trionfare.

Sono tre le serate su cui si articola la competizione: martedì 7 si terrà la prima semifinale, giovedì 9 la seconda e sabato 11 avrà luogo la finale, che determinerà il vincitore. In quest’edizione sono ben 37 paesi a partecipare, di cui 5 (Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna) sono di diritto qualificati alla finale, in quanto Paesi fondatori. Tuttavia, quest’anno i cantanti di queste nazioni si esibiranno anche durante le semifinali, con una performance puramente “simbolica”.

Ad arrivare in finale saranno ventisei Paesi, e il vincitore sarà determinato dal voto del pubblico (che potrà votare tramite app o dal sito ufficiale dell’evento) e dal voto di una giuria esperta.

Eurovision 2024: tra polemiche e prospettive

La 68esima edizione del concorso, che sarà presentata dall’attrice Malin Åkerman e da Petra Mede, è stata già “inaugurata” da numerose polemiche, principalmente riguardanti la partecipazione al concorso di Israele (difatti è da anni che gli organizzatori hanno aperto le porte dell’Eurovision a Paesi non propriamente europei) e il veto posto dall’UER sull’esposizione di bandiere palestinesi. La politica, infatti, risulta da anni un tasto dolente della competizione, che ha visto diversi casi di censura, più o meno significativa, delle canzoni in gara per motivi politici.

Secondo i bookmakers, sarà la Croazia a vincere quest’anno, con Baby Lasagna. Secondo posto invece per Nemo, rappresentante della Svizzera e, al terzo posto, l’Ucraina con Al’ona Al’ona & J. Heil. Soltanto al quarto posto, invece, l’Italia, che sarà in gara con La noia di Angelina Mango, vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo.


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