Lega e Russia Unita: un accordo del 2017 causa una mozione di sfiducia

di Fornito Emanuele
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È di Carlo Calenda, leader di Azione, affiancato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle ed Alleanza Verdi e Sinistra, l’iniziativa di presentare in Aula una mozione di sfiducia nei confronti della Lega di Matteo Salvini, “accusata” di intrattenere una stretta collaborazione con il partito di governo russo Russia Unita, guidato da Vladimir Putin, come testimoniato da un accordo sottoscritto dal partito italiano e quello russo a Mosca nel 2017.

Alla base di un’ “alleanza europea”

L’idea dell’accordo risale al 2014, anno in cui il leader della Lega decise, a seguito delle sanzioni ricevute dalla Russia per l’invasione della Crimea, di schierarsi a favore di Putin. Come emerso negli ultimi mesi, infatti, Salvini non ha mai nascosto ammirazione nei confronti del leader del Cremlino, lasciandosi spesso a dichiarazioni talvolta iperboliche, che, a seguito dei fatti in Ucraina, di certo non hanno fatto bene alla sua immagine.

A peggiorare il tutto è ora l’emergere di questo accordo che, tra le altre cose, prevede un continuo scambio politico e culturale tra Lega e Russia Unita, con seminari e convegni, oltre ad un rinnovo costante del patto di alleanza. E, se nel 2017 fu proprio Salvini a siglare il tutto con l’allora vicesegretario generale del Consiglio per le Relazioni Internazionali del partito russo Sergei Zheleznyak, nel 2018 fu invece Andrea Crippa, esponente leghista, a rafforzare la collaborazione allargandola stavolta ai fronti giovanili di entrambi i partiti.

Carlo Calenda Lega mozione di sfiducia
Il leader di Azione Carlo Calenda (© Tiberio Barchielli)

Le prese di distanza e le accuse

In merito a ciò, il ministro e leader leghista ha già preso le distanze, ritenendo insensato oggi considerare questi patti che per lui, dopo l’invasione in Ucraina, sono ormai <<senza valore>>. Un’ambiguità che di certo non convince l’opposizione, che invece ritiene l’accordo sciolto solo a parole e che, al contrario, continua ad esistere e a rinnovarsi. Come dichiarato da Calenda, dunque, i partiti continueranno <<convinti con la nostra mozione di sfiducia>>.

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