Le Vestali: tra obblighi e legittimazione dei diritti

di Costanza Maugeri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Nell’ Antica Roma la sfera religiosa si articola su due piani: privato e pubblico. Quest’ultimo è affollato da una moltitudine di divinità maschili, femminili e di genere indefinito; viene, inoltre, saturato da una serie infinita di rituali e giorni festivi. Esso è in mano maschili, le uniche considerate in grado di interpretare i segnali divini.

A Roma, però, le fonti attestano un’eccezione assolutamente degna di nota: le Vestali. Quest’ultime sono le sacerdotesse della Dea Vesta.

La scelta delle Vestali

il collegio delle Vestali è formato da 6 sacerdotesse. Quest’ultime sono scelte dal Pontefice Massimo in un’età compresa tra i sei e i dieci anni, quindi, ancor prima dell’inizio della pubertà. Queste ragazze non devono essere orfane né di padre né di madre e non devono presentare alcun difetto fisico.

Così ti prendo, amata, come sacerdotessa Vestale, per compiere i sacri riti che è giusto che una sacerdotessa vestale celebri per il popolo romano dei Quiriti, essendo del tutto idonea per legge.

Formula di elezione del Pontefice Massimo

Attività e durata del servizio sacerdotale

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Il servizio delle Vestali ha una durata di trent’anni ed è suddiviso in tre decadi: apprendistato, servizio effettivo ed insegnamento.

In cosa consiste, nello specifico, la loro attività?

Elle devono sorvegliare il fuoco sacro nel Tempio. Esso non deve spegnersi mai perché rappresenta la grandiosità e la pace dello Stato Romano. Le sacerdotesse devono, inoltre, preparare la cosiddetta mola salsa contenente acqua, sale e farina di farro. Essa serve per cospargere i corpi degli animali che devono essere immolati per i sacrifici

Obblighi e divieti delle Vestali

Le sei sacerdotesse vestali hanno obbligo assoluto alla verginità. Il mancato rispetto di quest’ultimo viene punito con la pena di morte tramite sepoltura da viva. Perché? Intrattenere un rapporto sessuale, per le vestali, significa introdurre nello Stato Romano una minaccia ed esso non può essere espiato in altro modo che con la morte.

Diritti e privilegi

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Le Vestali godono di una serie di diritti e privilegi preclusi alle altre donne romane. Quest’ultime possono fare testamento, amministrare da sole il patrimonio e testimoniare in tribunale, ciò significa che godono di un ruolo pubblico testimoniato dal fatto che nella pubblica via sono accompagnate da un littore ossia una sorta di guardia del corpo

Le Vestali: una posizione sociale ambigua

Parlare di modernità quando si parla di Vestali è un’azzardo troppo grande.

Il loro ruolo pubblico e sociale equiparabile in molti aspetti, a quello dell’uomo, ha un prezzo da scontare. I diritti, infatti, di cui godono le Vestali sono giustificati dalla soppressione totale della loro sessualità. Il loro corpo, fonte di vergogna, viene cancellato dalla loro posizione sociale per fare in modo di legittimarla.

La donna ha, nell’antica Roma, gli stessi diritti dell’Uomo a condizione della cancellazione della propria persona terrena. Perchè? Nella Società romana i ruoli e gli spazi “da uomini” e “da donne” sono percepiti come facenti parte di un ordine voluto da Dio. Il rispetto di essi assicura, in tal senso, la pax deorum ossia la concordia tra il popolo e le divinità. Essa è essenziale per la sicurezza e la grandezza dello Stato. Nel momento in cui, quindi, la Vestale invade lo spazio pubblico tipicamente maschile, si ha il bisogno di ristabilire l’ordine precostituito.

Come si fa? Si priva la donna del potere sul proprio corpo, le si vieta l’autodeterminazione ossia lo slancio che permetterebbe la parità tra i sessi.

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