Le dimissioni di Liz Truss: è il premierato più corto della storia del Regno Unito

di Emanuele Lo Giudice
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Il mandato più corto della storia del Regno Unito è (per ora) quello di Liz Truss, che dopo solo 6 settimane ha comunicato le proprie dimissioni a causa della crisi scoppiata negli scorsi giorni.

Con soli 45 giorni di vita, il mandato dell’erede (autoproclamatasi tale) di Margaret Thatcher giunge al termine; Liz Truss, parlando alla stampa in un comunicato ufficiale, ha annunciato ieri le proprie dimissioni davanti all’entrata del 10 di Downing Street.

“Eletta per cambiare il Regno Unito ma non posso farlo”

Liz Truss aveva battuto Sunak alle elettive del Partito Conservatore aggiudicandosi la leadership e, di conseguenza, la carica di Primo Ministro dopo le dimissioni di Boris Johnson. Le idee su cui Truss ha fatto leva nelle settimane precedenti all’elezione si sono rivelate difficili da mettere in pratica, addirittura un auto-sabotaggio se si pensa all’affaire Kwarteng e alla crisi economica apertasi nei primi giorni di questa settimana.

L’inquilina di Downing Street, dimissionaria fino alla prossima settimana, conclude il proprio mandato in una nota triste, come a volersi scrollare di dosso la responsabilità che le è stata attribuita riguardo la crisi economica scoppiata nel Paese; “Sono entrata in carica in una fase di grande instabilità economica e internazionale” ha infatti affermato. Sul Regno Unito, ormai non più simbolo di unità e solidità, piovono le richieste pesanti dell’opposizione, ossia nuove elezioni e un cambio di rotta rispetto ai passati anni dei conservatori. Le elezioni anticipate vedrebbero una netta vittoria dell’opposizione, laburisti e indipendentisti scozzesi (cosa che aumenterebbe ancora di più il supporto al referendum previsto per il 2023) per primi, contro quei conservatori che, almeno secondo i sondaggi, questa settimana sono in picchiata.

Adesso? Cosa si prospetta?

” […] Ho quindi parlato con Sua Maestà il Re per informarlo che mi dimetto da leader. Rimarrò primo ministro finché non sarà scelto un successore” ha comunicato Truss ieri, annunciando di rimanere Primo Ministro dimissionario fino al passaggio del testimone, proprio come successe a Boris Johnson prima che Truss ricevesse la nomina. Le procedure devono essere sicuramente più veloci, avendo il Partito Conservatore una settimana per decidere quale leadership avere; Rishi Sunak sembrerebbe essere il più papabile, l’ex cancelliere era infatti arrivato a sfidarsi con Truss per il posto del dopo Johnson, perdendo però alle votazioni del 5 Settembre. In alternativa Mordaunt, ministro e brexiteer che negli ultimi tempi ha raccolto non poche simpatie nell’ala Tory.

Boris Johnson? Potrebbe scombinare i piani di diversi attori politici britannici. Di ritorno in fretta e furia da una vacanza nella Repubblica Dominicana, Johnson potrebbe tornare ai primi posti per una seconda leadership (e un secondo mandato) del Partito Conservatore.

In ogni caso la questione elezioni rimane aperta, l’opposizione ormai spinge sempre di più. Ed Davey, leader dei liberaldemocratici, ha infatti scritto su Twitter che “”Non abbiamo bisogno di un altro primo ministro conservatore che barcolli da una crisi all’altra. Abbiamo bisogno di elezioni generali e che i conservatori siano fuori dal potere”.

L’ultima chiamata per il volo Ryanair…

Non poche battute sono state fatte alla notizia delle dimissioni di Truss, considerando il breve mandato e la catastrofe delle prime decisioni prese. Già dall’esclusione del Cancelliere dello Scacchiere dal governo la situazione era stata data ormai per morta, dato che ci si aspettava una caduta del Primo Ministro da un momento all’altro. Arrivata la notizie delle dimissioni, non sono mancate infatti battute sui social, tra le cui spicca quella di Ryanair che, con un biglietto aereo, ha scherzato sulla fine di Truss.

La destinazione? Parrebbe “anywhere”.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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