Le decisioni del governo Meloni sui migranti

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Nuove pene per i trafficanti, ingressi pianificati ed espulsioni semplificate: il piano di Meloni sull’immigrazione

Il 9 marzo a Cutro si è riunto il Consiglio dei ministri, presieduto dalla premier Giorgia Meloni, che ha approvato all’unanimità un decreto-legge che introduce nuove regole sull’immigrazione.

Il governo, chiamato a rispondere per la strage in cui hanno perso la vita oltre 70 migranti, ha comunicato il contenuto del decreto-legge tramite un comunicato stampa e una conferenza stampa, alla quale erano presenti la premier Meloni, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Meloni contro scafisti e trafficanti

Il governo vuole abolire la protezione speciale per i migranti: l'annuncio di Meloni a Cutro

La premier con questo decreto ha deciso di inasprire le pene contro i trafficanti e gli scafisti, dichiarando di volergli dare la caccia su tutto il “globo terracqueo“.

Tra le misure previste troviamo l’introduzione di un nuovo reato per “morte o lesioni gravi in conseguenza di traffico di clandestini”. La pena potrà oscillare dai 10 ai 30 anni di carcere: dai 10 ai 20 anni per lesioni gravi o gravissime a una o più persone, dai 15 ai 24 anni per la morte di una persona e da 20 a 30 anni per la morte di più persone.

Inoltre, la pena minima per chi “promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato” aumenterà a 2 anni, fino a un massimo di 6.

Nel decreto non sembra tuttavia essere presente una distinzione tra “scafisti” e “trafficanti“: i primi sono coloro che si occupano di pilotare le imbarcazioni, spesso migranti a loro volta, mentre i secondi sono coloro che organizzano i viaggi, riscuotono il denaro e appartengono a organizzazioni criminali.

Nuove espulsioni e gestione dei flussi

Meloni immigrazione

Il decreto servirà anche a favorire l’espulsione di migranti irregolari semplificandone le procedure, e potenzierà i Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) che, come dichiarato da Matteo Salvini, verranno creati in ogni regione.

Ci sarà inoltre una limitazione della “protezione speciale“, che dal 2018 ha sostituito i permessi per motivi umanitari, con l’obiettivo di eliminarla definitivamente e sostituirla con un’altra misura.

Riguardo i migranti regolari verranno invece ripristinati i decreti flussi, che prevedono un limite al numero di lavoratori non comunitari in arrivo in Italia. Essi avranno una valenza triennale, con quote riservate ai lavoratori in arrivo da “stati che promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche sui rischi per l’incolumità personale derivanti dall’inserimento in traffici migratori irregolari”.

Ci sarà infine un’aumento della durata dei rinnovi dei permessi di soggiorno rilasciati per contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per lavoro autonomo o per ricongiungimento familiare.

Scritto da Mirko Aufiero


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