La televisione a colori: l’innovazione del secolo scorso

di Alessia Giurintano
5 Min.

La storia delle origini della televisione è la storia di un progetto collettivo, sviluppatosi, in parte, in modo involontario.

Segue la scia di altre innovazioni, di cui è la perfetta sintesi: fotografia, cinema, radio, cinema, telefono.

Sebbene molti paesi se ne attribuiscano la paternità, solo quattro potevano vantarne l’uso già dagli anni Quaranta: USA, Gran Bretagna, Russia, Francia.

la televisione e i primi tentativi

Gli esperimenti iniziali della televisione: come trasmettere l’immagine?

La nascita dell’idea di tv si può collocare approssimativamente attorno al 1870, alcuni anni prima dell’esperimento Marconi.

Approfondendo gli studi sull’elettricità, la “televisione”, cioè la visione a distanza, incuriosiva gli esperti del settore.

Si intuì che se un’immagine può essere -per così dire -, sminuzzata in piccoli segnali elettrici, era necessaria la trasmissione di un ricevitore. Semplice, per chi ne sa, in teoria.

I principali ostacoli iniziali furono però due:

  1. Quale strumento può convertire le immagini luminose in segnali elettrici?;
  2. Come trasmettere immagini in movimento?

Nel 1880 lampada elettrica di Edison, spianò la strada. Qualche anno più tardi, nel 1884, Paul Gottlieb Nipkow ebbe una illuminazione fondamentale per la nascita della televisione.

Servendosi di un disco rotante a forma di spirale e con i fori equidistanti, e di una immagine, il disco girava mostrandola da sopra questi.

Un secondo disco, poco distante e collegato al primo da un cinghia, regolava la luce e il tutto si rifletteva in uno schermo di selenio fotosensibile.

Un ultimo strumento necessario, era il tubo a neon posizionato dietro il secondo disco, che si accendeva grazie alla trasmissione di questo segnale.

La luce così equilibrata in intensità era visibile solo attraverso i fori, costituendo l’immagine. Una rivoluzione, ma troppo dispendiosa.

Il modello di Nipkow non fu mai messo in pratica, ma coloro che lo superarono nel tempo da questo presero ispirazione.

L’occhio elettrico di Rosing: la televisione grezza

A Nipkow e al suo modello dei dischi si ispirò Boris Rosing. Si servì di un nuovo strumento: il tubo a raggi catodici.

Un flusso di elettroni, uno schermo fotosensibile, dei magneti: la riproduzione dell’immagine era pronta.

Nel 1907, l’occhio elettrico – così lo aveva chiamato – era pronto all’uso, seppur grezzo. Tuttavia, lo scoppio del Primo Conflitto Mondiale stravolse i piani.

Negli anni Venti, si contendevano il primato delle intuizioni tanto gli Stati Uniti quanto il Regno Unito. Sviluppata ad immagine e somiglianza della radio, i principi di base precedentemente acquisiti erano superati.

Per le prime trasmissioni, si attesero gli anni Trenta. Il Regno Unito nel ’36 garantiva una trasmissione quotidiana della BBC. Dopo lo scoppio del Secondo Conflitto sulla rete c’era il cartone animato Mikey Mouse, che riapparve il 7 giugno 1946.

Gli Stati Uniti iniziarono a trasmettere nel 1939, con NBC che offriva film ed eventi sportivi.

Le immagini a colori e il ritardo dell’Italia

Ciò che si è illustrato nei paragrafi precedenti, riguarda la trasmissione dell’immagine in bianco e nero.

Gli anni Cinquanta aprono ad una nuova rivoluzione: la televisione a colori. Si tratta del Westinghouse H840CK15, il modello americano disponibile dal 1954.

L’invenzione deve la sua paternità agli scienziati americani, e si colloca un po’ prima del suo ingresso sul mercato. Esattamente, nel 1953.

In Italia, la trasmissione a colori sarà disponibile solo nel 1977. Pronta per il grande salto già dagli anni Sessanta, il modello tedesco è stato adottato solo successivamente. Il ritardo era dovuto a decisioni politiche.

L’avvento della tv a colori coincise con la nascita delle prime tv coincise con la comparsa del telecomando.


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati