La prima «città libera da LGBT» polacca ritira il provvedimento

di Christian Sangaletti
3 Min.

La contea di Swidnik, nel Marzo del 2019, è stata la prima ad adottare una risoluzione che dichiarava la città «libera da LGBT».

Przemysław Czarnek, Ministro dell’Istruzione e della scienza polacco
Crediti immagine: Ministero dell’Interno polacco – Flickr

Il provvedimento, proposto dal consigliere comunale Radosław Brzózka, è stato approvato grazie ai voti dei consiglieri locali del PiS. Il Partito “Diritto e Giustizia” (PiS) che è al Governo dal 2015 ha condotto – durante questo periodo – una campagna anti-LGBT.

Brzózka è anche il capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione del PiS, Przemysław Czarnek. Lo stesso Czarnek ha dichiarato che le persone LGBT sono «deviati che non hanno gli stessi diritti delle persone normali».

Alla fine di Ottobre, il consigliere comunale Jakub Osina ha dichiarato l’abrogazione del provvedimento e la sua sostituzione da una norma. La nuova norma «si impegna a proteggere lo sviluppo morale delle giovani generazioni e l’istituzione della famiglia fondata sui valori cristiani».

La decisione di ritirare il provvedimento è arrivata in seguito al rifiuto, da parte dell’Unione Europea, della richiesta di fondi pari a 3,6 milioni di zloty (circa 810mila euro). Questi fondi, infatti, erano destinati solo a entità che rispettano le norme antidiscriminatorie.

Ma non solo Swidnik, Bruxelles ha sospeso i finanziamenti anche ad altre città polacche che si dichiaravano «libere da LGBT». Definirsi «città libera da LGBT», infatti, costituisce un’azione contraria ai valori stabiliti nel Trattato sull’Unione Europea.

I consiglieri del Partito PO hanno dichiarato che, prima di consentire il ritiro della risoluzione, «volevano che i funzionari del PiS ammettessero il loro errore e si scusassero con le persone che si sono sentite ferite».


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