La nostalgia degli anni ‘90: la moda del passato

di Alessia Giurintano
3 Min.

La modernità vuole liberarsi di un passato che però permane, e anzi torna periodicamente identico a se stesso. Un passato che non passa, quindi. Come la moda.

Questo sentimento nostalgico che invade, nella contemporaneità, la generazione Z, abbraccia diversi ambiti: musicale, della moda, ma anche audio-visivo. 

Una rivendicazione che assume la tendenza a “guardarsi indietro”. Una rinascita che esemplifica la ciclicità del tempo, e delle “mode”. 

moda del passato

La circolarità e la nostalgia del vintage

L’ambiente musicale è forse quello che maggiormente mostra gli effetti di questa tendenza, soprattutto fra i giovani della generazione Z. 

Il vinile come le videocassette, stanno tornando gradualmente in auge. Parallelamente, si sta diffondendo l’ascolto su piattaforme di streaming musicali, delle grandi hit del passato

Come si spiega questo ritrovato interesse? Paradossalmente, con la grande disponibilità di contenuti pop

Se la curiosità del passato trova la sua spiegazione nell’abbondanza di contenuti pop presenti nell’industria musicale; questo non è completamente valido per il settore dell’audiovisivo

Gli anni ‘90 sono infatti quelli più floridi per i prodotti televisivi e cinematografici. L’high quality che li ha contraddistinti, permangono nel discorso collettivo culturale. 

Basta pensare a titoli quali: 10 cose che odio di te, Vi presento Joe Black, Pretty Woman, FriendsNotting HillThe Truman Show… 

George Simmel e il saggio sulla moda che torna

Nel 1910 George Simmel, sociologo tedesco, inizia a scrivere un saggio sulla moda. 

Questa, per Simmel, corre. Non si ferma, ed è figlia della caducità come la morte. 

Descritta come costrittiva, vincolante, ha il potere di imprigionare l’individuo e di privarlo della sua libertà, in un cerchio senza fine e senza luce

Tuttavia, la moda stessa è legata a dei vincoli, di natura socio-politico. Essa infatti è stretta nell’ideologia dominante in quel momento particolare, che trascende e annulla. 

Vestire un abito, è dunque, espressione di apparenza e appartenenza sociale. 


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