La Metamorfosi di Franz Kafka: condanna all’alienazione

di Costanza Maugeri
4 Min.

Nei 3 minuti di letteratura di oggi oltrepassiamo i confini nazionali, parleremo de “La Metamorfosi” di Franz Kafka, qualche settimana vi ho raccontato della sua storia d’amore con Milena Jesenskà, oggi vi narrò il suo capolavoro.

Inquadriamola un po’

La Metamorfosi( Die Verwandlung, in tedesco) è il capolavoro dello scrittore boemo Franz Kafka pubblicato nel 1915, ma pensato e parzialmente composto a partire dal 1912.

Tutto ha inizio da un incubo: la mattina del 17 Novembre 1912 Kafka si sveglia e si chiede cosa si proverebbe a svegliarsi trasformato in un insetto. Da questo spunto, scrive alla fidanzata dell’epoca Felice Bauer, scriverà un’opera….l’opera.

La trama de “La Metamorfosi”

La metamorfosi

Una mattina Gregor Samsa, cognome che ci rimanda allo stesso Kafka. La M centrale nel cognome del protagonista e la S in quella dell’autore fungono, infatti, da consonante “specchio” a sinistra e a destra delle consonanti centrali troviamo, infatti, la stessa sillaba, si sveglia trasformato in un insetto, l’assurdo che si inserisce nel reale con violenza.

Gregor è un commesso viaggiatore che ha economicamente sulle spalle tutta la sua famiglia, un rapporto ambivalente con il padre che si muove in un gioco di forza tra rispetto e paura, legame che ricorda esplicitamente il rapporto che lo stesso autore ha con il genitore .

La narrazione estremamente dettagliata è un progressivo e tragico allontanamento dalla sua famiglia, che lo vede come un peso repellente, causa dei suoi problemi finanziari; Gregor, infatti, non avendo più sembianze umane non può lavorare.

Il culmine tragico vede Gregor lasciarsi morire di fame: un suicidio che, ancora una volta, rivendica il reale in una situazione di per sé paradossale.

Il pensiero, causa prima di dolore

la metamorfosi

Gregor Samsa ha subito un’improvvisa trasformazione che trova il suo posto al limite dell’irreale, eppure, la narrazione si tesse su un paradosso: egli ha conservato la capacità di pensare, è condannato ad essere uomo nel corpo di uno scarafaggio.

La consapevolezza della sua condizione è la fonte più viva della sua sofferenza: egli vive, ormai, in una “Menschenzimmer”, letteralmente una camera per persone. Ma le stanze nascono per le persone, giusto? E, quindi, perchè nella descrizione dell’ambiente lo specifica? Ancora una volta il protagonista sottolinea violentemente il suo senso di inadeguatezza, reso estremo dal non essere più nel corpo umano.

Il dolore fin troppo umano si fa spazio ,senza mezzi termini, nella morte lenta a cui si conduce il protagonista, come se volesse esercitare, per l’ultima volta la facoltà, seppur tragica, di scelta.

“Come poteva essere proprio una bestia se la musica lo afferrava a tal punto?”

Da La Metamorfosi

La pressione sociale incombe sulla narrazione

La metamorfosi del protagonista in scarafaggio è metafora assoluta dell’alienazione e disumanizzazione dell’uomo, con particolare riferimento, a quello moderno consapevole di dover sostenere dei ritmi sociali soffocanti che lo allontanano dal suo stesso ego.

Gregor come l’autore si sente immerso in una vita che non sente sua, le aspettative paterne lo opprimono e la trasformazione è sostanzialmente l’allontanamento definitivo da sé stesso e contemporaneamente estremo avvicinamento che diventa condanna al dolore per non essere più ciò che si sente di essere.

Scritto da Costanza Maugeri


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