Immigrazione, la Camera approva il nuovo decreto sui migranti

di Mirko Aufiero
6 Min.

È arrivata la fiducia al terzo decreto sui migranti del governo Meloni; ora si aspetta il sì del Senato

Lunedì 27 novembre la Camera ha detto sì alla fiducia sul nuovo decreto legge sui migranti, noto come “Cutro 2”, con 164 voti a favore, 94 contrari e 3 astenuti.

Si tratta del terzo decreto del governo Meloni sull’immigrazione, dopo il “decreto Cutro” dello scorso maggio e il decreto attuativo di settembre.

L’approvazione è arrivata dopo la richiesta del voto di fiducia da parte del governo. Si tratta della 42esima volta che l’esecutivo fa uso di tale strumento, molto criticato dall’opposizione.

Cosa cambia col decreto “Cutro 2”

Il decreto introduce nuove norme riguardanti l’espulsione: potrà essere disposta per «gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato dal ministro dell’Interno», o dal prefetto in caso di «gravi motivi di pubblica sicurezza».

L’espulsione potrà anche colpire i titolari del permesso di soggiorno (art.1) e, per «potenziare i controlli sulle domande di visto d’ingresso per l’Italia», saranno destinate fino a 20 unità di personale presso le rappresentanze diplomatiche o gli uffici consolari (art. 2).

Inoltre, il questore potrà decidere se dichiarare inammissibile la domanda reiterata di protezione internazionale, se presentata durante la fase di «esecuzione di un  provvedimento di allontanamento dello straniero dal territorio nazionale» (art. 3).

Le misure riguardanti i minori 

Le misure che più hanno fatto scalpore sono quelle riguardanti i minori non accompagnati

Il decreto prevedeva in origine che i minori di età superiore ai 16 anni potessero essere ospitati nei centri e nelle strutture per gli adulti per un periodo di massimo 90 giorni, nei casi in cui le strutture ricettive temporanee non fossero disponibili. 

Tuttavia, dopo un emendamento presentato in Commissione Affari Costituzionali dalla Lega, tale periodo viene esteso di 60 giorni, arrivando a 150 per gli over 16. In più, viene esteso da 30 a 45 giorni il periodo massimo di permanenza dei minori nelle strutture di prima accoglienza

Viene inoltre prevista la possibilità per le autorità di pubblica sicurezza – dopo aver ottenuto l’autorizzazione del tribunale dei minori – di condurre rilievi antropometrici o di altri accertamenti sanitari, tra cui anche radiografie (art. 5). Tali procedure sono pensate per contrastare il fenomeno per cui diversi maggiorenni si dichiarano minori per ottenere maggiori tutele.

Free Peddler Migrant photo and picture

Le deroghe sul sovraffollamento e l’accoglienza

Con l’art. 7,  il governo aumenta anche i limiti fissati dai parametri di capienza dei centri e delle strutture di accoglienza. È infatti prevista una deroga a tali parametri fino al doppio dei posti previsti.

La reazione dell’opposizione

L’opposizione ha criticato il decreto, sia per la richiesta del voto di fiducia, che per i contenuti del testo.

Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, è intervenuto alla Camera criticando l’uso considerato eccessivo del voto di fiducia da parte del governo Meloni. Giachetti sottolinea inoltre come alcuni membri dell’attuale esecutivo muovessero le stesse critiche al governo Draghi, accusandolo di essere debole per l’utilizzo del voto di fiducia.

Anche dall’Alleanza Verdi-Sinistra arrivano critiche al decreto. La deputata Francesca Ghirra definisce infatti «disumano» il testo per la misura che prevede l’inserimento dei minori over-16 nelle strutture per adulti.

«Come pensate che possano reagire questi ragazzi ad un simile trattamento che gli viene riservato dopo tutto quello che hanno già passato per arrivare fino in Italia?», chiede Ghirra nel suo intervento alla Camera.

Le parole del Pd

Non meno critico risulta il Pd nelle parole del deputato Paolo Ciani: «Oggi siamo chiamati a votare l’ennesima fiducia che questo governo mette su decreti fondamentali, come questo che contiene rilevanti modifiche in materia di immigrazione, privando l’Aula e il Paese di un importante dibattito».

Per Ciani, con questo decreto il governo ha «dato il peggio di sé, in particolare nella parte che riguarda i ragazzi, prolungando ulteriormente il limite dei giorni di trattenimento da 30 a 45 per chi ha meno di 16 anni e da 90 a 150 per quelli che hanno dai 16 anni in su».

E rivolgendosi agli altri deputati conclude: «col vostro sì oggi direte che un ragazzo o una ragazza arrivati in Italia da soli avranno meno diritti dei minori italiani, saranno meno minorenni dei nostri figli».


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