L’allerta terrorismo in Italia

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

Dopo gli attentati in Francia e in Belgio risale in Europa il livello dell’allerta terrorismo. Come si sta muovendo l’Italia?

La nuova crisi tra Israele e Palestina fa tornare lo spettro del terrorismo ad aggirarsi per l’Europa. A partire del 7 ottobre, data dell’attacco di Hamas a Israele, si sono registrati in Europa episodi di terrorismo che hanno portato i Paesi Ue ad aumentare il livello di allerta.

In Francia – dopo l’attentato in cui è rimasto vittima un professore del liceo di Arras – sono stati evacuati gli diversi aeroporti e scuole, oltre a numerosi siti turistici. La sola reggia di Versailles è stata evacuata cinque volte per allarme bomba, e lo stesso Louvre è stato costretto alla chiusura per «motivi di sicurezza».

Paura anche in Germania, dove mercoledì 18 sono state lanciate due bombe Molotov contro una sinagoga a Berlino e in Belgio, dove due svedesi sono stati uccisi da un sedicente membro dell’Isis.

Il terrorismo in Italia

Sul tema della minaccia terroristica è intervenuto il ministro dell’interno Piantedosi, secondo il quale in Italia non esisterebbe una rete terroristica organizzata, ma si teme per i “lupi solitari“:

Allarme terrorismo, misure rinforzate in Italia: controlli nelle città e alle frontiere. Diecimila obiettivi da vigilare, rischio radicalizzazione | Corriere.it

«Quello che è emerso finora è che non sarebbe presente un’organizzazione vera e propria presente in Italia che coordina. Sono soggetti che hanno tra di loro collegamenti soprattutto attraverso la rete con organizzazioni dai Paesi di provenienza.

Tuttavia, teniamo alta attenzione perché come abbiamo visto dagli ultimi episodi in Francia e Belgio la minaccia è anche di tipo indefinito, come i lupi solitari e i casi di emulazione che ci impongono di mantenere alta l’attenzione».

I livelli di allerta sono ancora bassi, ma intanto la sicurezza in Italia sta venendo rafforzata dalla polizia per presidiare alcuni punti sensibili.

Come si legge su una circolare firmata dal capo della Polizia, Vittorio Pisani, in seguito ai fatti di Israele è diventato necessario rafforzare la sicurezza presso «gli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, culturali, economici e commerciali israeliani, ebraici e palestinesi e di ogni altro sito e/o interesse ritenuto a rischio per la circostanza».

Il controllo dei confini e degli ambienti a rischio

Slovenia, l'Italia ha ripristinato i controlli di frontiera | Wired Italia

Come sta accadendo in altri Paesi europei, anche il Governo italiano ha deciso di sospendere il trattato Schengen, reintroducendo i controlli alle frontiere.

Dal 21 ottobre sono quindi ripartiti i controlli al confine con la Slovenia poiché le «le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta».

Tale decisione è stata presa perché lungo la rotta balcanica transitano «persone da Paesi come la Bosnia che in qualche modo fa anche da fucina di ambienti e gruppi che hanno a che vedere con la radicalizzazione islamica», spiega il ministro Piantedosi.

Altri punti attenzionati sono le carceri o i circoli oltranzisti interni ad alcune comunità straniere legate a gruppi estremisti nei Paesi d’origine, spiega Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno. L’obiettivo sarebbe quello di «affinare le conoscenze degli orientamenti delle diverse realtà religiose presenti sul nostro territorio e di individuare i centri sospettati di infiltrazioni estremistiche».

Le espulsioni

Espulso 32enne tunisino indagato | Ministero dell'Interno

Altro strumento usato per affrontare la minaccia terroristica sono le espulsioni dei soggetti estremisti vicini ai gruppi jihadisti. Quest’anno in Italia gli espulsi dal territorio nazionale per motivi di sicurezza sono 54, descritti da Piantedosi come «personaggi che non davano affidamento» a causa dei loro rapporti «con organizzazioni della radicalizzazione islamica nei Paesi di provenienza: sono stati arrestati e rimpatriati».

Come riporta l’Ansa, il prossimo espulso potrebbe essere un cittadino tunisino arrestato il 16 ottobre a Torino dopo aver minacciato passanti e agenti con un coltello gridando «Allah vi ammazzerà tutti» nei pressi di una sinagoga.

Fonti: Agi, Ansa, Corriere, Il Sole 24 ore, Rai News, Sky Tg24, Tgcom 24, Wired

di Mirko Aufiero


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