Kissinger è morto, aveva 100 anni

Ex Segretario di Stato, Kissinger ha segnato gli anni della Guerra Fredda.

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

È di questa mattina la notizia della morte di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato americano. Uno degli uomini politici più controversi della storia contemporanea, il suo operato segnò la Guerra fredda.

Kissinger

H. Kissinger: « il potere è il massimo afrodisiaco »

È morto a 100 anni Henry Kissinger, si trovava nella propria casa in Connecticut, ormai suo rifugio negli ultimi anni di vita. L’ex Segretario di Stato americano aveva compiuto gli anni non pochi mesi fa, il 27 maggio scorso. Ad annunciare la dipartita la sua società di consulenza, la Kissinger Associates Inc.

Uomo politico di larga fama, Segretario di Stato dal 1973 al 1977 e Consigliere per la Sicurezza nazionale dal 1969 al 1975, Kissinger è ricordato per essere uno dei diplomatici « più importanti della storia statunitense ». Kissinger rimane impresso nella storia come uno dei più grandi statisti contemporanei, sebbene la sua figura sia alquanto controversa. Premio nobel per la pace nel 1973, Kissinger è da tanti considerato un genio politico, oltre che diplomatico.

La Kissinger Associates Inc, nell’annuncio di questa mattina, non ha fatto espliciti riferimenti alle cause del decesso, riconducibili probabilmente all’età avanzata. A New York si prevede una commemorazione, mentre il funerale rimarrà in forma privata.

L’apertura alla Cina e la détente

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Il rapporto tra Stati Uniti e la Cina è stato uno dei punti principali della politica ester di Kissinger. Proprio quest’ultimo ha voluto un’apertura con il Paese asiatico. La volontà di Kissinger era infatti avere un vantaggio durante la guerra fredda, la quale negli anni ‘70 continuava a “combattersi” con l’Unione Sovietica.

L’apertura di negoziati segreti con Pechino ha infatti portato l’allora Presidente Nixon a volare fino alla « perla d’Oriente ». Poco dopo, gli Stati Uniti intrecciarono con essa le relazioni diplomatiche. 

I successi della politica estera americana degli anni di Kissinger gli valsero un ruolo sempre più centrale nell’Amministrazione Nixon, soprattutto a seguito del premio nobel ricevuto nel 1973. In realtà Kissinger alla cerimonia non si presentò, come non fece Le Duc Tho, anch’essa insignita del premio. Tale premio venne successivamente alla vietnamizzazione del conflitto apertosi nel 1967. Si arrivò nel gennaio del 1973 ad un accordo per il cessate il fuoco, ma questo non segnò la fine della guerra. La guerra del Vietnam si protrasse per altri due anni, ragione per cui Le Duc Tho, vietnamita, rifiutò il premio. Tale reazione spinse Kissinger a non presentarsi.

Altro punto chiave della politica di Kissinger fu la détente, parte centrale della strategia kissingeriana, che prevedeva un equilibrio di forze tra gli attori in campo. Negli anni ‘70, infatti, nacquero le basi degli accordi SALT, ossia il primo trattato di non proliferazione nucleare.

Kissinger: un uomo controverso

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La politica strategica di Kissinger gli valse comunque non poche critiche, soprattutto per lo spregiudicato uso dell’interferenza economica e militare nei confronti di governi stranieri pericolosi per gli interessi statunitensi. Declassificati i documenti di Stato, infatti, si è potuto osservare e analizzare il ruolo della politica americana nei confronti soprattutto delle Repubbliche del Sud America, dove diversi golpe hanno portato a rovesciamenti governativi. Due casi eclatanti furono il Cile e l’Argentina. In Cile, nel 1973, Salvador Allende venne rovesciato e ucciso per permettere a Pinochet di prendere il potere e fermare le politiche socialiste avviate dal presidente rovesciato. Il supporto di Washington fu ampio, soprattutto economicamente. 

Nell’analisi della politica kissingeriana non si può infatti non considerare il peso della sua realpolitik, secondo cui gli interessi nazionali possono essere raggiunti in qualsiasi modo. Controversie sono sorte inoltre sui rapporti con il Pakistan, di cui Washington non ha condannato le atrocità nell’indipendenza del Bangladesh del 1971, e con l’Indonesia, per il supporto alle forze anticomuniste nella conquista di Timor Est. 

Gli ultimi anni

Con la conclusione del governo Ford, Kissinger uscì di scena istituzionalmente, rimanendo però una figura altamente influente nella politica americana. Nel 2001, dall’argentina arrivò un mandato di comparizione per il suo coinvolgimento nell’Operazione Condor, alla quale si unì anche la Francia. Accusato di crimini di guerra, tali critiche gli costarono le dimissioni dalla commissione istituita per indagare sugli attentati dell’11 settembre, che arrivarono nel dicembre 2002. 

Kissinger, alquanto controverso, ha tracciato la storia contemporanea in un modo diverso dai suoi predecessori, che lo ha portato alla fama e a diventare parte della storia contemporanea.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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