Violenza domestica e femminicidi, definitivo il disegno di legge

di Dudnic Radu
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Dopo la Camera, anche il Senato ha votato all’unanimità il disegno di legge contro la violenza sulla donne. Nonostante un’iniziale mancanza di partecipazione nell’Aula, la giornata ha vissuto un’inusuale collaborazione tra la leader FDI, Meloni, e la segretaria del PD, Schlein. In risposta alla scia lasciata dall’indignazione nazionale dell’omicidio di Giulia Cecchettin, il Senato approva in maniera definitiva, con 157 sì, il provvedimento passato alla Camera il 26 ottobre scorso.

«Siamo tutti quanti consapevoli che la violenza di genere è un fenomeno radicato a cui servono risposte ferme e decise, serve un lavoro diversificato e stratificato su vari livelli per arrivare a debellarlo, per poter finalmente dire: mai più. Le norme approvate oggi sono un segnale importante, un messaggio forte che Governo e Parlamento hanno voluto dare proprio in questi giorni, a ridosso del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma anche per Giulia e per tutte le altre donne». –Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento.-

 

La riforma ruota attorno alle modifiche suggerite per ampliare le misure di protezione delle vittime, aumentare le pene per i reati correlati implementando e rafforzando le misure del “Codice Rosso“. Il disegno di legge in questione includerebbe l’implementazione di strumenti come l’ammonimento, il braccialetto elettronico e la determinazione di una distanza minima di avvicinamento, nonché l’applicazione di tali strumenti ai “reati spia”. Questo termine fa riferimento a comportamenti persecutori che, sebbene non costituiscano un reato grave, segnalano un potenziale pericolo per la vittima, come un campanello d’allarme.

Violenza sulle donne: Educazione affettiva nelle scuole

Si evidenzia soprattutto l’urgenza di rafforzare le misure per contrastare i femminicidi e la violenza di genere dalle radici. Con le nuove direttive si parla di «calendarizzare in tempistiche brevi norme volte alla prevenzione, come quella sull’educazione al rispetto e all’affettività nelle scuole». É la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale femminicidio, a dichiararlo.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parla soprattutto di «educare alle relazioni» e de «il tema del maschilismo, del machismo e della violenza psicologica e fisica sulle donne». Queste manovre sono volte a introdurre l’educazione affettiva già nell’istruzione primaria, affiancata successivamente all’educazione sessuale a partire da quella secondaria. Insegnamenti che non possono essere previsti in maniera disomogenea in base all’iniziativa autonoma dei singoli istituti. Tra opposizione e maggioranza non sono state esenti le divergenze, specialmente riguardo all’educazione sessuale nelle scuole.

Espansione delle misure di protezione e ammonimento

Pochi i dibattiti invece nel contesto dove uno dei punti principali della proposta riguarda l’ampliamento delle misure di ammonimento e protezione per i reati commessi in presenza di minorenni o nell’ambito della violenza domestica. La proposta si concentra sull’espansione delle misure di ammonimento e protezione per i reati che coinvolgono minori o si verificano nell’ambito della violenza domestica. Se i soggetti coinvolti dimostrano un’adeguato impegno e partecipazione ai programmi mirati al recupero contro la violenza, i provvedimenti possono essere revocati dopo un certo periodo.

Si prevede infatti così la revoca dei provvedimenti emessi dopo un determinato periodo, se considerato impegnativo il coinvolgimento dei soggetti nei programmi di recupero. Un’altra disposizione importante riguarda l’introduzione di misure di vigilanza dinamica finalizzate alla protezione delle vittime di violenza domestica. Queste misure richiederebbero una comunicazione al prefetto da parte dell’organo di polizia competente.

Modifiche alle pene e priorità nei processi contro la violenza domestica

La proposta suggerisce anche modifiche alle pene per determinati reati, specialmente se commessi da soggetti già ammoniti per reati simili. Si prevede inoltre la priorità nella trattazione dei processi relativi alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nonché il finanziamento della formazione degli operatori coinvolti direttamente nell’assistenza alle donne vittime di violenza, in particolare all’interno del sistema giudiziario.

Conclusione

Anche se in Italia calano i numeri degli ultimi omicidi, gli ultimi anni hanno visto aumentare quello dei femminicidi. Con questo disegno di legge i rappresentanti politici hanno sottolineato l’importanza di queste misure come un passo avanti nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. Hanno altresì evidenziato la necessità di continuare su questo sentiero, introducendo campagne informative e programmi educativi, specialmente tra i giovani, per sensibilizzare e prevenire tali comportamenti.

«Il testo approvato oggi rappresenta un passo importante, anche se non definitivo, vista l’emergenza sociale legata ai troppi femminicidi che puntualmente si registrano nel nostro Paese».

di Radu Dudnic


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