Israele-Gaza: le notizie dell’12 novembre 2023

di Emanuele Lo Giudice
4 Min.

Gli aggiornamenti in tempo reale sulla guerra Israele-Gaza, che sta succedendo?

Israele-Gaza

Condanna unanime della guerra Israele-Gaza da parte del Summit a Riad, nella cui dichiarazione congiunta c’è il rifiuto di considerare legittimo l ‘ « autodifesa » di Israele. L’evacuazione di civili continua, l’IDF ha infatti deciso di mantenere una finestra di 4 ore giornaliere per cessare i bombardamenti e far evacuare a sud i civili rimasti, ad oggi meno di 100mila.

Il Segretario Generale di Hezbollah ha nuovamente parlato, è la seconda volta dall’inizio della guerra Israele-Gaza. Nasrallah si è scagliato contro gli Stati Uniti, colpevoli di muovere i fili di Israele e di opporsi al cessate il fuoco. Washington, infatti, non appoggia un cessate il fuoco, che andrebbe a favore di Hamas, bensì tregue e pause esclusivamente umanitarie.

L’OMS ha inoltre comunicato di aver perso i contatti con l’ospedale Al-Shifa.

Ecco gli aggiornamenti in tempo reale!

20:00 – Hamas aggiorna il bollettino dei morti in guerra

Secondo Hamas, dall’inizio della guerra Israele-Gaza, a Gaza si contano quasi 11.200 morti. Dall’UE arrivano ulteriori condanne ad Hamas, colpevole di usare i civili e ospedali come scudi. Netanyahu si scontra invece con l’ONU, reo, secondo il PM, di non condannare Hamas e di riprendersela con Israele. Le accuse di Netanyahu scaturiscono dalle posizioni del Segretario Generale Guterres, che condanna gli attacchi Hamas, ma condanna egualmente le operazioni israeliane e le loro conseguenze.

18:00 – Al-Shifa pronto all’evacuazione

Il direttore dell’ospedale Al-Shifa ha annunciato che il personale è pronto all’immediata evacuazione, qualora Israele lo permettesse. Sono oltre 700 i pazienti da trasferire, tra i quali si contano già morti negli ultimi due giorni a causa della mancanza di ossigeno e dialisi. L’aiuto delle Organizzazioni Internazionali, secondo il Direttore, è necessario per garantire lo spostamento sicuro dei pazienti verso l’ospedale nella parte meridionale della Striscia.

16:00 – Netanyahu sui negoziati degli ostaggi nella guerra Israele-Gaza

Netanyahu afferma che potrebbe esserci un possibile accordo per il rilascio di alcuni ostaggi. Il PM israeliano ha detto alla CNN che ora è sua responsabilità vincere la guerra, nella quale gli ostaggi rimangono l’obiettivo primario. Netanyahu non ha però risposto della responsabilità degli attacchi del 7 ottobre.

14:00 – anche al-Quds non operativo

La Mezzaluna Rossa palestinese ha annunciato che anche l’ospedale al-Quds è ad ora non più operativo e fuori funzione. L’esaurimento di carburante ha infatti portato l’ospedale a cessare il proprio lavoro. Già in settimana l’ONU aveva annunciato la possibilità per gli ospedali di rimanere senza scorte e carburante entro pochi giorni.

12:00 – continuano le evacuazioni dalla Striscia

La Russia ha fatto sapere tramite la TASS di aver iniziato l’evacuazione dei propri civili dalla Striscia. Mosca ha menzionato il lavoro congiunto del Ministero delle emergenze russe e dei diplomatici, grazie ai quali l’evacuazione è stata possibile. Ad oggi, iad attraversare il confine saranno i cittadini russi volenterosi di lasciare la zona del conflitto.

10:00 – Iran e il « no » alla soluzione dei due Stati

L’Iran ha sostenuto di rifiutare categoricamente la soluzione dei due Stati, ritenuta l’unica possibilità di pace da gran parte della comunità internazionale. Secondo Raisi, Presidente iraniano, l’unica soluzione è invece indire un referendum sulla creazione di uno Stato con la partecipazione di tutti in Palestina.

8:00 – oggi previsto un corridoio umanitario di 7 ore

L’IDF annuncia l’apertura di un corridoi umanitario di 7 ore per la giornata odierna, il quale include anche l’ospedale al-Shifa, ormai parzialmente distrutto secondo i report di Hamas. Secondo Israele, fino alle 14 italiane verranno « temporaneamente e tatticamente » arrestate tutte le operazioni. L’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) ha denunciato un raid sulla sua sede a Gaza City, a causa del quale molti lavoratori ONU hanno perso la vita.

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