Israele-Gaza: le notizie del 6 novembre 2023

di Emanuele Lo Giudice
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 5 Min.

Gli aggiornamenti in tempo reale sulla guerra Israele-Gaza, che sta succedendo?

Israele-Gaza

Gaza City è ormai quasi completamente circondata, l’IDF ha conquistato posizione sulla costa, avvicinandosi a chiudere del tutto la città in una morsa. Secondo le mappe, il nord della Striscia è ormai interamente diviso dal sud, anche se l’IDF ha sostenuto che l’evacuazione di civili continuerà tramite un corridoio centrale. Le guerra Israele-Gaza si intensifica purtroppo ogni giorno sempre di più.

Nella tensione internazionale e regionale anche gli Stati Uniti fanno leva sulla forza, soprattutto rispondendo ai continui moniti di Teheran. Un sottomarino nucleare di classe Ohio è stato schierato nel Mediterraneo. Il sottomarino si trova nella zona di responsabilità USA, che va dall’Africa nord-orientale fino all’Asia centro- meridionale.

Ecco gli aggiornamenti in tempo reale!

20:00 – Netanyahu parla del futuro di Gaza

Si apprende che durante il briefing con gli ambasciatori esteri, Netanyahu abbia parlato del futuro di Gaza. Il PM ha sostenuto che dopo l’eliminazione di Hamas, i cittadini di Gaza potranno avere un futuro migliore. Continuano i bombardamenti, Tel Aviv riporta di aver eliminato armi e un sito di lancio in una moschea a Gaza.

18:00 – gli USA fanno un passo indietro su Gaza, conversazioni con Netanyahu

Biden e Netanyahu hanno discusso di « pause tattiche » per permettere agli aiuti di arrivare a Gaza, dove c’è una moria di civili, come sostenuto da Washington. Gli Stati Uniti hanno dato pieno appoggio ad Israele, ma con la richiesta del rispetto del diritto internazionale umanitario.

16:00 – si riunisce nuovamente il Consiglio di Sicurezza ONU

Alle 21 ore italiane (15 a New York) si riunirà nuovamente il CdS, in una riunione a porte chiuse richiesta dalla Presidenza cinese assieme agli Emirati Arabi Uniti. Durante l’incontro prenderà parola anche il capo degli affari umanitari delle Nazioni Unite Griffiths. Da Tel Aviv arriva inoltre la notizia di una riunione tra Netanyahu e tutti gli ambasciatori stranieri presenti a Israele, del quale però non è stata resa pubblica l’agenda dell’incontro.

14:00 – evacuazione città al nord, più missili dal Libano

La città di Kiryat Shmona, nel nord d’Israele, è in corso d’evacuazione dato l’aumento dei missili provenienti dal Libano. Sono ancora 3mila le persone presenti nella città ad oggi. Il valico di Ragah ha riaperto oggi per il passaggio dei civili dalla Striscia all’Egitto, ieri è rimasto invece chiuso.

12:00 – Bruxelles stanzia fondi per Gaza

Ursula Von der Leyen ha annunciato lo stanziamento di 25 mln per aiuti umanitari diretti a Gaza, dove « centinaia di bambini stanno morendo sotto i bombardamenti ». Continuano le pressioni esterne per un cessate il fuoco, Israele da parte sua rifiuta tale possibilità fino a che le sue richieste sugli ostaggi non siano soddisfatte. Londra ha annunciato in mattinata che sono 100 i britannici evacuati dalla Striscia fino ad oggi.

10:00 – Bruxelles condanna la guerra Israele-Gaza

« tragedia che si sta sviluppando in Medio Oriente è il risultato di un fallimento politico e morale collettivo, per il quale il popolo israeliano e quello palestinese stanno pagando un prezzo molto elevato ». Queste sono le parole dell’Alto Rappresentante UE, pronunciate alla conferenza degli ambasciatori a Bruxelles di oggi. A Bruxelles è inoltre atteso il Re giordano Abdullah, il quale avrà degli incontri con le istituzioni UE, NATO e belga al fine di trovare una soluzione alla guerra Israele-Gaza.

8:00 – intervento armato degli USA nella guerra Israele-Gaza?

Il NYT riporta che l’amministrazione Biden ha chiarito che se Hezbollah e l’Iran dovessero attaccare Israele, gli Stati Uniti interverrebbero militarmente. « Non fatelo » ha ribadito il Segretario di Stato americano Blinken in visita a Baghdad, altra tappa del delicato tour in Medio Oriente di questi giorni. L’Iraq sostiene che sia necessaria pressione su Israele per evitare che il conflitto si possa allargare. Dal Presidente iraniano Raisi arrivano invece nuovi forti parole contro gli Stati Uniti, considerati colpevoli del massacro di Gaza.

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