Israele-Gaza: le notizie del 4 novembre 2023

di Emanuele Lo Giudice
5 Min.

Gli aggiornamenti in tempo reale sulla guerra Israele-Gaza, che sta succedendo?

Israele-Gaza

Decine di morti all’Ospedale Al-Shifa e una situazione sempre più in bilico, aggravata dai continui bombardamenti e dalle operazioni di terra. Gaza City è ad oggi chiusa in una morsa dall’IDF, mentre migliaia di sfollati cercano riparo dirigendosi a sud. La guerra Israele-Gaza « è la guerra dei palestinesi » ha sostenuto ieri Nasrallah, leader di Hezbollah. Nasrallah ieri ha parlato per la prima volta dallo scoppio del conflitto, con un discorso che si pensava includesse anche una dichiarazione di guerra contro Israele. Niente dichiarazione, ma l’appoggio a Gaza e alle milizie irachene e yemenite che sono entrate in gioco e che continueranno ad attaccare Israele. Inoltre ha accusato gli Stati Uniti di manovrare un Israele debole, marionetta nella mani della « vera potenza che ha le mani bagnate di sangue ».

La crisi Israele-Gaza, in ogni caso, potrebbe espandersi da un momento all’altro, divenendo un conflitto regionale di ampia portata. Vediamo cosa sta succedendo oggi.

Ecco gli aggiornamenti in tempo reale!

18:00 – la Turchia non rompe con Israele, ma vuole portare Tel Aviv all’Aia

È quanto sostenuto dal Presidente turco Erdogan, il quale ha fatto sapere che la Turchia lavorerà per vie diplomatiche ad una soluzione al conflitto. Le relazioni diplomatiche tra i due paesi non sembra stiano per rompersi, sebbene Erdogan abbia voluto ribadire la sua volontà di portare Israele davanti alla Corte Penale Internazionale. « La Turchia farà di tutto per portare le violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra di Israele dinnanzi alla Corte », ha fatto sapere Erdogan.

16:00 – gli USA ribadiscono la necessità delle “pause umanitarie”

Washington ha ribadito nel corso delle ultime ore la necessità di fermare il conflitto per permettere gli aiuti umanitari ai civili nella Striscia. A parlarne è stato il Segretario di Stato Blinken a margine della riunione dei Ministri degli Esteri arabi ad Amman. Sempre gli USA hanno ricordato a Tel Aviv che Hamas potrebbe bloccare l’uscita degli stranieri qualora Israele continuasse a non far arrivare ambulanze al valico di Rafah. A sud, intanto, gli scontri tra miliziani di Hamas e i convogli dell’esercito israeliano si intensificano.

14:00 – la Turchia richiama l’ambasciatore

Ankara ha richiamato il proprio ambasciatore a Tel Aviv per delle consultazioni, il richiamo sarebbe avvenuto a causa della situazione di crisi e per il rifiuto di Israele di accettare un cessare il fuoco per gli aiuti umanitari. Blinken, Segretario di Stato americano, ha aggiunto la Turchia nelle tappe del viaggio in Medio Oriente. Nelle strade della capitale di Israele migliaia di persone sono scese in strada per sostegno agli ostaggi, fischiando il coordinatore governativo Hirsch, accusato di essere « inefficace ».

12:00 – al via riunione Ministri esteri arabi

Ha preso inizio ad Amman, capitale della Giordania, la riunione di 5 Ministri degli esteri arabi sulla guerra Israele-Gaza. La riunione di coordinamento ha luogo in vista della visito del Segretario di Stato americano Blinken, arrivato in Giordania ieri. L’IDF ha inoltre promulgato un avviso ai civili presenti nel nord della Striscia, sostenendo che il passaggio a sud verrà permesso tra le 13 e le 16 ora locale. L’Egitto conferma inoltre il passaggio di 730 civili con passaporti esteri attraverso il valico di Rafah in giornata, tra di essi americani (386), egiziani (55), francesi (77), tedeschi (150) e britannici (110).

10:00 – Rafah aperto di nuovo, nella notte bombardato un ospedale

Anche oggi il valico di Rafah ha aperto per permettere la fuoriuscita dalla Striscia di civili con doppia cittadinanza e feriti. Al momento non c’è alcuna certezza sul numero di persone che attraverseranno il valico, anche se il numero potrebbe essere di quasi 800. Nella notte è stato colpito l’Ospedale pediatrico di al-Nasser, sono almeno due i morti secondo il Ministero della sanità locale. È possibile che Israele dia l’ok per un corridoio umanitario via mare per Gaza, con base a Cipro. La decisioni è stata presa durante il vertice UE del 26-27 ottobre e Israele avrebbe dato l’appoggio solo a condizione di poter controllare prima i container in partenza da Cipro. Secondo l’ONU dallo scoppio della guerra Israele-Gaza l’odio e la violenza in ogni parte del mondo sono vertiginosamente cresciuti, « approfondendo fratture sociali e polarizzazione ».

Articoli Correlati