Israele-Gaza: le notizie del 13 novembre 2023

di Emanuele Lo Giudice
4 Min.

Gli aggiornamenti in tempo reale sulla guerra Israele-Gaza, che sta succedendo?

Israele-Gaza

Continuano a salire vertiginosamente i numeri dei morti causati dalla guerra Israele-Gaza nella Striscia. Hamas ieri ha aggiornato il bollettino a 11.180. Gli ospedali sono di giorno in giorno sempre più vicini al collasso, il direttore di Al-Shifa ha infatti sostenuto di essere pronto all’evacuazione immediata dell’ospedale e al trasferimento dei pazienti al sud.

Il PM israeliano ha sostenuto ieri che potrebbe esserci un accordo per gli ostaggi, tra cui si ha notizia anche della presenza di un bambino di 3 anni americano. Riguardo la responsabilità degli attacchi del 7 ottobre 2023, Netanyahu ha rifiutato di rispondere.

Ecco gli aggiornamenti in tempo reale!

20:00 – Secondo Israele Hamas ha ormai perso il controllo della Striscia

Il Ministro della Difesa Gallant, parlando della situazione a Gaza, ha sostenuto che Hamas abbia ormai perso il controllo della Striscia. « Hamas scappa verso sud, i civili saccheggiano le loro basi » ha dichiarato Gallant, sostenendo che nemmeno i palestinesi si fidano più del loro governo.

18:00 – Guterres chiede minuto di silenzio

Il Segretario Generale Antonio Guterres ha chiesto un minuto di silenzio per i 100 operatore del UNRWA che sono morti a Gaza. « Non saranno ai dimenticati », ha twittato il Segretario Generale su X. Nel frattempo arrivano immagini dal Parlamento di Gaza City, nel quale sono penetrati alcuni soldati israeliani, i quali hanno esposto le bandiere israeliane sopra il bancone della presidenza.

16:00 – Mattarella convoca il Consiglio Supremo di Difesa

Il Presidente della Repubblica ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per il giorno 20 novembre. All’ordine del giorno gli aggiornamenti sulla Guerra in Ucraina e sulla guerra Israele-Gaza. Oltre a ciò anche le altre aree a rischio del pianete e il rinnovamento della struttura di sicurezza nazionale e internazionale.

14:00 – manca carburante, a rischio le operazioni umanitarie

Il direttore dell’UNRWA (agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) ha comunicato che le operazioni di aiuto a Gaza potrebbero cessare entro 48 ore a causa della mancanza di carburante. Inoltre, 200mila persone rischiano di rimanere senza acqua a causa dell’interruzione dei principali subappaltatori, sempre a causa della mancanza di carburante. La CNN riporta che quasi 600 stranieri hanno oggi lasciato la Striscia.

12:00 – al-Shaifa ancora pieno di persone

Fonti riferiscono la presenza di ancora 3500 persone all’ospedale al-Shaifa, circa un terzo delle persone presenti nel fine settimana. La Mezzaluna Palestina afferma inoltre che il mezzo d’evacuazione utile all’ospedale al-Quds è attualmente fermo nell’attesa che la situazione attorno all’ospedale si stabilizzi. Il mezzo è infatti bloccato a causa dei combattimenti attorno alla struttura.

10:00 – l’Iran si appella all’Egitto su Rafah

L’Iran ha chiesto all’Egitto di mantenere il valico di Rafah aperto, che molte volte viene invece chiuso bloccando il flusso d’evacuazione. Teheran ha sostenuto che oggi è il « giorno di prova », e che ha chiesto all’Egitto di aprirlo per permettere il passaggio di acqua e aiuti. La richiesta è avvenuta al margine del Summit Oci, ossia dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, tenuto a Riad nella giornata di Sabato.

8:00 – guerra Israele-Gaza: nel nord tutti gli ospedale fuori servizio

Hamas comunica la cessazione delle operazioni negli ospedali nel Nord di Gaza, i quali hanno smesso di funzionare completamente. La notizia rimane comunque ancora non verificata, essendoci controlli in corso sulla veridicità delle notizie riportate. Israele ha portato avanti un raid sul campo profughi di al-Shati e sull’università di Al-Quds, a riportarlo è la BBC.

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