In Svizzera la conferenza internazionale sulla pace in Ucraina

di Maugeri Costanza
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Sul conflitto russo – ucraino pesano ormai più di due anni. E tra tentativi – più o meno concreti – si tenta di raggiungere la fine della guerra. Da Ieri, sabato 15 Giugno, a tal proposito, si sta tenendo in Svizzera, a Bürgenstock, un resort sul lago di Lucerna, un summit internazionale sulla pace in Ucraina. Una conferenza che è stata organizzata dal Governo svizzero sotto richiesta di quello ucraino e che si concluderà oggi, Domenica 16 Giugno. Ma quali sono gli obiettivi? E chi partecipa? Vediamolo insieme.

Per la pace in Ucraina: i leader che partecipano alla conferenza in Svizzera

A partecipare alla conferenza sono 100 Paesi, 57 di questi rappresentati proprio dai propri Leader: primo fra tutti, logicamente, Zelensky, presidente dell’Ucraina; Kamala Harris, vicepresidentessa degli Stati Uniti. Presente anche Macron e Rishi Sunak, Primo Ministro del Regno Unito. Siede anche la premier italiana Meloni dopo aver appena chiuso i lavori del G7, svoltosi in Puglia. Partecipano anche Paesi che si dichiarano neutrali, ma simpatizzano più per la Russia tra i quali il Sudafrica e il Brasile. Presenti, con corpose delegazioni, quasi tutti Paesi Europei e Stati come Cile e Thailandia.

La grande assenza è la Cina schierata apertamente, con la Russia. Non è stata invitata, invece, proprio quest’ultima.

Non c’è la Russia qui oggi perché se fosse interessata alla pace non ci sarebbe stata la guerra. Putin dovrebbe passare dal linguaggio degli ultimatum a quello della maggioranza mondiale, che vuole una pace giusta

Zelensky durante il Summit in Svizzera

L’assenza di una delle due parti direttamente coinvolte nel conflitto potrebbe rappresentare forse uno dei punti deboli. La stessa Svizzera dichiara che che con la conferenza non si arriverà alla cessazione del fuoco, ma a una “piattaforma di dialogo”.

Gli obiettivi della conferenza

Su un piano formale, si sta discutendo di 10 punti presentati dall’Ucraina alla fine del 2022. E che rappresentano la base per eventuali negoziati tra l’Ucraina, Occidente e Russia. L’organizzazione svizzera ha comunicato che, però, il focus sarà su tre tematiche.

three thematic sessions will be dedicated to aspects that are crucial for the start of a sustainable peace process in Ukraine. Food security, particularly for the countries of the Global South, nuclear safety and security and various humanitarian issues will be at the centre of the discussions. Free navigation on the Black Sea will also be a topic, as it is an indispensable prerequisite for the export of food between the breadbasket of Europe and the countries of the Global South.

Tre sessioni tematiche saranno dedicate ad aspetti cruciali per l’avvio di un processo di pace sostenibile in Ucraina. La sicurezza alimentare, in particolare per i paesi del Sud del mondo, la sicurezza nucleare e varie questioni umanitarie saranno al centro delle discussioni. Anche la libera navigazione sul Mar Nero sarà un argomento, in quanto è un prerequisito indispensabile per l’esportazione di prodotti alimentari tra il granaio dell’Europa e i paesi del Sud del mondo

Dipartimento Svizzero degli Affari Esteri

In senso ampio, quindi, l’obiettivo principale sembra quella di concordare un piano comune occidentale, ma non solo, per futuri negoziati.

Due anni sono un tempo sufficiente a dimostrare che l’Ucraina non è in grado solo di difendersi, ma di vincere la guerra. Come dire, gli ultimatum non servono e due anni di sofferenze, senza un chiaro vincitore, dovrebbero fare capire persino a Mosca che è venuto il momento di negoziare in buona fede, sulla base dei valori espressi dalla Carta delle Nazioni Unite.

Andryi Yermak, capo dell’ufficio del presidente Zelensky

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