A 59 anni dal battesimo del”Triangolo delle Bermuda”,mito sfatato?

di Dudnic Radu
6 Min.

Introduzione

Avete presente quei miti e quelle leggende che sembrano non morire mai? L’immaginazione permea e si fonde con la realtà dando vita a scenari che non seguirebbero le regole della fisica. Talk show, articoli e canali televisivi ne hanno continuato a parlare, alimentando questi miti e leggende. Le menti più scettiche e analitiche trovano conforto nelle spiegazioni scientifiche che attribuiscono la maggior parte delle sparizioni a cause naturali o a errori umani. Eppure, nonostante gli sforzi di svelare la verità dietro queste scomparse, il Triangolo delle Bermuda rimane ancora oggi vagamente ancorato nel regno dell’inspiegabile. Vediamo ora le possibili interpretazioni di questo fenomeno a distanza di anni analizzando sia i miti che ne sono scaturiti che le spiegazioni più logiche e razionali.

Il Triangolo delle Bermuda

Il mistero avvolge le acque del Triangolo delle Bermuda, uno spazio che ha inghiottito con avidità numerose navi e velivoli nel corso del tempo. La leggenda, plasmata da sparizioni enigmatiche, ha coordinate geografiche allocate con vertici tra Miami, Bermuda e Puerto Rico, formando un triangolo. L’antica leggenda prende vita nel secolo scorso, con il Volo 19: cinque aerei della Marina statunitense si dileguarono nel nulla, evocando l’immaginazione di teorici del mistero e di appassionati di fenomeni inspiegabili.

L’inizio del mito – La sparizione del Volo 19 nel triangolo delle Bermuda

Un giorno di sole, il 5 dicembre del 1945, cinque aeroplani della Marina degli Stati Uniti decollarono per una semplice esercitazione di routine. L’intento era quello di percorrere un tragitto triangolare, parte integrante di un addestramento noto come Volo 19. Quella che sembrava un’ordinaria missione si trasformò in un enigma.

Questi cinque aerei, con a bordo quattordici aviatori, presero il volo dalla base aeronavale di Fort Lauderdale, in Florida. Quel giorno l’istruttore Charles Taylor guidava la missione. Senza il comfort del GPS, in quell’epoca i piloti si affidavano alla bussola e ai calcoli approssimativi della direzione e della velocità.

Le trascrizioni vocali rivelano un crescente senso di smarrimento. Le bussole del comandante Taylor sembravano non funzionare, l’orologio mancava e l’assenza di punti di riferimento nell’immensità dell’oceano aggravava ulteriormente la situazione. La rotta sembrava disperdersi. E poi, il silenzio.

getto nero e grigio nel cielo

Le possibili spiegazioni al “Triangolo delle Bermuda”

Fu Vincent Gaddis che nel ’64, battezzò questa zona con il nome che conosciamo ancora oggi, scatenando l’alone di congetture il cui eco risuona ancora oggi: il Triangolo delle Bermuda. Le spiegazioni proposte per tali scomparse si spingono tra il bizzarro e l’ordinario: extraterrestri, le coordinate di Atlantide o addirittura rapimenti interdimensionali si alternano con errori umani, capricci della natura e fallibilità tecnica. «Un crocevia frequentato», secondo John Reilly, storico della Naval Historical Foundation statunitense, che paragona queste sparizioni agli incidenti su una trafficata autostrada. Un’affermazione che sfida le classiche leggende e si nasconde dietro ad una prospettiva più pragmatica.

«Dire che qui sono affondati molti aerei e navi è come dire che ci sono molti incidenti sull’autostrada New Jersey Turnpike, che non sorprende affatto».

La spiegazione razionale

Le circostanze delle sparizioni sembrano essere correlate più a fattori naturali e storici che a eventi sovrannaturali. L’area è stata oggetto di intensa attività di navigazione e volo, aumentando statisticamente il numero di incidenti rispetto ad altre zone marine. Inoltre, la regione in questione è oggetto di venti estremi siccome è una zona in cui si originano gli uragani a causa dell’alta temperatura dell’acqua. Molti incidenti sono attribuiti a errori umani, scarsa visibilità o guasti tecnici. Nel passato, l’orientamento e la navigazione senza i moderni strumenti GPS potevano essere molto più complessi e soggetti a errori. Molte delle storie di sparizioni potrebbero essere state amplificate o leggermente distorte nel tempo, contribuendo alla costruzione di una mitologia intorno a questa regione marina.

Le spiegazioni non razionali

Alcuni speculano che variazioni magnetiche o anomalie geomagnetiche nell’area possano interferire con la navigazione, causando le scomparse. Persino Cristoforo Colombo, durante la sua rotta attraversò le coordinate di questi mari. Egli annotò sul suo diario di bordo che le bussole del suo equipaggio subirono una non indifferente alterazione. Inoltre, è presente anche una cartina del Mar dei Caraibi dell’atlante di Wilhelm Blaeu. Datata 1650 questa mappatura mostra il triangolo immaginario delimitato da Miami, Bermuda e Puerto Rico. Bizzarro è sicuramente notare che le coordinate ritraggono esattamente la stessa circoscrizione dello spazio che oggi è chiamato Triangolo delle Bermuda. Alcuni suggeriscono anche che nel Triangolo delle Bermuda ci siano punti di accesso o varchi per altre dimensioni, dando luogo a spostamenti o rapimenti interdimensionali. Queste teorie non sono supportate da prove concrete o scientifiche.

Conclusione 

Per anni, esperti, teorici e scettici hanno tentato di spiegare ciò che è accaduto a quel gruppo di aerei. Mentre alcuni attribuiscono le scomparse a fenomeni naturali, altri abbracciano teorie più esoteriche, alimentando così un’aura di incertezza e mistero attorno a quest’evento. Anche il volo MH370 è scomparso improvvisamente nel marzo del 2014 mentre era in rotta da Kuala Lumpur a Pechino. La scomparsa del velivolo ha innescato un’ampia ricerca internazionale che, nonostante gli sforzi intensivi, non ha ancora portato alla scoperta dell’aereo o delle cause esatte della scomparsa. L’interrogativo persiste tra l’incanto del mistero e la fredda luce della ragione. In questo intricarsi di fatti e leggende, dove la verità si fonde con l’incertezza, è nell’analisi critica dei fatti, nell’attenta valutazione delle prove concrete, che emerge la chiave per svelare il velo di mistero.

di Radu Dudnic


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