L’impatto della chiusura scolastica “Iqbal Masih” per la fine del Ramadan

di Dudnic Radu
6 Min.

La decisione della scuola “Iqbal Masih” di Pioltello (MI) di sospendere le lezioni per la fine del Ramadan il 10 aprile ha sollevato un’ampia discussione, riflettendo le tensioni tra l’autonomia scolastica e le normative nazionali e regionali in Italia.

L’Istituto Iqbal Masih chiude per la fine del Ramadan

Questa scelta, presa all’unanimità dal consiglio d’Istituto lo scorso 19 maggio, riflette la volontà di rispondere alle esigenze di una comunità scolastica multiculturale, in cui 40% degli studenti è di fede musulmana.

Molti studenti di fede islamica avrebbero saltato le lezioni quel giorno. Il dirigente scolastico, Alessandro Fanfoni, ha sottolineato come negli anni passati, in occasione della festa di fine Ramadan, il tasso di assenze fosse molto alto. Alcune classi registravano la presenza di soli tre o quattro studenti.

tavolo bianco con sedie nere

Il dirigente, insieme al presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola (ANP), Antonello Giannelli, ha chiarito che la decisione del consiglio d’istituto è conforme all’autonomia della singola scuola. Per mantenere la chiusura il 10 aprile, la scuola ha anticipato di un giorno l’inizio delle lezioni a settembre.

Per questo motivo, la decisione è stata difesa come una misura di buonsenso e inclusività da parte del Consiglio dell’Istituto, del preside Fanfoni e della Sindaca di Pioltello. La decisione di sospendere le lezioni è vista dalla comunità locale come un’espressione dell’autonomia scolastica finalizzata a valorizzare la diversità e promuovere l’inclusione.

Azioni e reazioni sulla scelta dell’Istituto Iqbal Masih

Se la sindaca di Pioltello, Ivonne Cosciotti, ha difeso la decisione come un “atto di civiltà“, la decisione ha suscitato riverberi contrastanti sul web. La scelta infatti viene riversata in non poche polemiche in questi giorni, soprattutto tra le file della Lega.

L’eurodeputata Silvia Sardone ha definito la scelta «preoccupante», mentre Matteo Salvini ha parlato di una decisione «inaccettabile, contraria ai valori, all’identità e alle tradizioni italiane». Il Ministro dell’Istruzione Valditara ha annunciato verifiche sulle motivazioni didattiche che hanno portato alla deroga al calendario scolastico regionale. Le preoccupazioni sono indirizzate verso un presunto “processo di islamizzazione” e hanno messo in dubbio la compatibilità della decisione con l’ordinamento scolastico nazionale.

La risposta del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara invita tutti a «una maggiore serenità». «L’ufficio scolastico regionale valuterà se le decisioni prese dall’istituto siano coerenti o meno con la legge». Le scuole hanno autorità in questo campo decisionale, ma viene suggerito che la decisione della scuola “Iqbal Masih” potrebbe non allinearsi al quadro normativo nazionale o regionale per le vacanze scolastiche.

Ma cosa dice la legge a riguardo? (Queste critiche riflettono una visione della questione che va oltre la semplice gestione del calendario scolastico, toccando temi più ampi come l’integrazione culturale e l’identità nazionale).

Il DDR 275/1999

Vi è un quadro giuridico che le scuole devono rispettare quando impostano i loro calendari, e le deviazioni da questo quadro, come stabilire una nuova vacanza per la fine del Ramadan, richiedono un esame accurato.

Tuttavia, il decreto del Presidente della Repubblica numero 275 del 1999 stabilisce che:

«L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento».

Le scuole hanno quindi il potere di adattare il calendario scolastico, nel rispetto delle disposizioni regionali e garantendo almeno 200 giorni di lezione all’anno. Questo consente alle scuole locali di decidere con maggiore autonomia sulla chiusura in determinati giorni. (Es: i “ponti” scolastici, “allungare” la settimana bianca, o improvvise allerte meteo). Ci sono esempi di scuole che hanno aderito ad un giorno in più per le vacanze di carnevale di quest’anno per consentire maggior favore alle famiglie.

Donna che legge il libro all'interno della libreria

La decisione della scuola Iqbal Masih di Pioltello di chiudere per la fine del Ramadan rappresenta un caso emblematico di autonomia scolastica con le normative nazionali e regionali, in un contesto sempre più multiculturale. Mentre alcuni cittadini vedono in questa scelta un esempio di inclusività e rispetto per la diversità, altri la percepiscono come una minaccia all’identità culturale italiana.

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