Il 476 d.C. fu davvero una data di svolta?

di Maugeri Costanza
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

Il 476 d.C è una data che dovete ricordare, le altre date non è necessario, ma quella si.

Quante volte le nostre orecchie hanno sentito questa frase? Il passaggio convenzionale tra il, falsamente, eterno Impero Romano e il Medioevo.

La Storia, però, non funziona come i tasti del telecomando ON/OFF. Immaginiamo: da un giorno all’altro del 476 a.C., i contemporanei si svegliano, guardano il sole, appena sorto, e dicono:

Bene, oggi, crollerà l’Impero. Siete pronti? 3,2,1… Buon inizio Medioevo a tutti. I propositi per questi 1000 anni? Mi raccomando, non dimentichiamoli!

Come possiamo immaginare non va proprio così. Oggi scopriamo, quindi, le concause che portano alla caduta dell’Impero.

Ma, allora, cosa accade nel 476 d.C.? Andiamo con ordine!

Facciamo un passo indietro: 292-328 d.C.

L’impero Romano, già nel 292 d. C. conosce una divisione territoriale in quattro aree ad opera di Diocleziano. Da quell’anno, in poi, nella Storia dell’Impero abbiamo, tra i contemporanei, la coscienza dell’Oriente come entità territoriale ben distinta.

Esso tra il 326 e il 328 d.C. diventa sede papale dell’Imperatore Costantino. Egli fonda Costantinopoli o Nuova Roma. Per la prima volta, ufficialmente, nella storia dell’Impero, Roma detiene solo un valore simbolico di continuità.

Questo spostamento, con molta probabilità, rappresenta uno dei primi passi verso la dissoluzione dell’Impero: l’eterna Roma viene sostituita dalla splendente Costantinopoli.

Le invasioni barbariche: il loro ruolo nel crollo dell’Impero Romano nel 476 d.C.

Dire che l’Impero crolla a causa dei barbari è fortemente errato, più esatto affermare che, ad un certo punto, all’interno dell’Impero non circola più sangue latino.

I Germani, barbari assecondando una visione romano centrica, sono popoli provenienti dal Nord Europa con i quali, nel bene o nel male, i Romani sono costretti ad interagire. Quest’ultimi, ad un certo punto della Storia di Roma, rappresenteranno la maggioranza.

476 d.C.

Basti pensare che dopo Costantino, i soldati germanici arruolati nell’esercito romano sono la maggioranza; al tempo di Teodosio (379-395) ,addirittura, trovare un romano all’interno delle truppe è un’eccezione. I Romani, quindi, accolgono i Germani.

Nel 376 si permette, ad esempio, ad un gruppo di Goti di attraversare il Danubio. Questo vuol dire che i Germani non entrano con forza nell’Impero, al contrario, quando si verifica il loro spostamento finale, non si stanziano come selvaggi, ma come popolazioni già ben integrate e affascinate dalla cultura romana. I Germani non vogliono sovvertire l’ordine interno, anzi, al contrario, lo mantengono e si lasciano assorbire.

Ma perchè i barbari convivono pacificamente con Roma? Essa, in primo luogo, è universale ed eterna.

Il Cristianesimo, altra spinta interna verso la graduale dissoluzione, si è rafforzato e con lui la Chiesa, fondatrice di una nuova Europa che, però, si illude di essere la diretta continuazione dell’Impero Romano. Ma non è più quell’Impero, sta già cambiando tutto: la religione ufficiale, l’etnia della popolazione. Ma non importa, dov’è l’imperatore, lì vi è Roma– afferma Erodiano.

L’eterna Roma: una città come tante

Il suo simbolo invocato, onorato per secoli, la sua terra, però, diviene una città come le altre.

Nel 410 d.C. è saccheggiata. deturpata. offesa. La grande Roma è destinata a crollare. Tutto ciò che accade nel 50ennio successivo è solo conferma di questo avvenimento che, forse, più dello stesso 476 d.C. rappresenta un punto di svolta. Le truppe abbandonano la Britannia e l’Italia è, ormai, dei Germani.

Teodosio, alla sua morte, avvenuta nel 395, lascia l’Impero ai suoi due figli: Arcadio (Oriente), Onorio (Occidente).

476 d.C: la deposizione di Romolo Augustolo

Il generale carismatico Odoacre decide di abolire il trono D’Occidente, ormai vuoto di qualsiasi utilità. Romolo Augustolo l’ultimo imperatore viene obbligato a presentare le dimissioni al Senato nel 476 d.C.

Le insegne imperiali vengono poste ai piedi di Zenone, Imperatore d’Oriente. Il mondo, ora, ha un solo imperatore.

A Odoacre spetta il titolo di Patrizio e l’amministrazione delle province italiane. Legalmente, quindi, l’Impero non crolla, viene riunito sotto l’Imperatore Zenone. I contemporanei, infatti, non percepiscono alcun cambiamento epocale.

Lo storico Arnaldo Momigliano, infatti, descrivendo la caduta dell’Impero usa queste parole:

caduta senza rumore

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